Aforismi

La rAforismiicerca della propria verità ha bisogno di concetti espressi in modo sintetico ed efficace.

L’aforisma è un  “lampo” che bisogna essere preparati a cogliere quando giunge improvviso. E’ quindi la propria verità , colta in una frazione di secondo.

Serve a se stessi, ma anche per trasmettere concetti. Non dimentichiamo che allenare è comunicare. Inevitabilmente, quando si allena da tanti anni, si raggiungono verità personali, sicurezze che accompagnano l’allenatore nel prendere decisioni.

Come detto, nascono da una sicurezza raggiunta anche  improvvisamente, un lampo, una scintilla. Quindi sono pensieri personali, lo voglio sottolineare.

Si possono leggere anche gli aforismi degli altri, ma da citare  solo se si sottolinea il nome dell’autore. E’ importante “rubare”, nel senso che si possono condividere pensieri di altri allenatori, anzi. Molti di noi arrivano alle stesse conclusioni percorrendo strade diverse.

1. “Siamo convinti che facendo cadere continuamente la stessa goccia sul sasso, nasca il fiore del basket”. E’ la base della didattica della consapevolezza.

2. Non si può giocare “a palla”, questo sport si chiama “pallacanestro”. Va da sé che non si può risolvere il problema “fondamentale”, riferito al tiro, evitandolo.

3. “Quando si sta per iniziare a giocare, nei campionati giovanili, bisogna essere pronti. Ma è un’idea troppo generica, anche se basata sul concetto fondamentale della “prontezza”. Pronti a tutto, ma soprattutto bisogna esserlo per attaccare il pressing”.

4. “La tensione prima di affrontare una finale è drammatica. Occhio alle energie mentali. Non si può giocare la partita il giorno prima con un bell’allenamento”

5. L’inevitabile accade sempre. Trattasi di una disgrazia. “Sono necessarie disciplina e pazienza per superarlo,” soggiunse il pastore (Coelo).

6. La miglior qualità del giocatore è la disponibilità psicologica, fisica e tecnica, senza la quale è meglio che cambi squadra.

7. Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai, dicono tutti. Però la parola vincente ha un significato più profondo. E’ la capacità, nel momento della sconfitta, di risolvere il problema per ritornare a vincere.

8. C’è modo e modo di allenarsi sui fondamentali. Non possono essere fatti senza energia, tanto per ripetere e memorizzare. L’allenatore che fa usare tutta l’energia disponibile dei giocatori viene definito “l’allenatore dei fondamentali”…

9. Pulire il proprio camino è importante perché la fuliggine crea degli impedimenti. Impedisce o disturba la comprensione di idee fondamentali.

10. “Sacco vuoto non sta in piedi” è riferito alla memoria che deve essere piena di esperienze motorie personali, costruite direttamente dal gioco.

11. Tra vittima e carnefice c’è molta differenza. Se gioco eseguendo e basta sarò vittima della difesa, ma se “finto di eseguire”  divento subito “carnefice”  della stessa.

12. Il “talento” ha una marcia in più degli altri  a fare centro, ma il “genio” fa “centro” per strade che gli altri non conoscono nemmeno. Pete Maravich  e Kresimir Cosic erano  due  geni  inimitabili.

13.  Il giocatore che non prende iniziativa è una inutile presenza in campo. E’ come un faro spento che danneggia le navi amiche  invece di aiutarle.

14. Anticipare l’intervento di un proprio compagno prendendogli l’occasione del tiro è come rubare nel portafogli del padre. Rovina l’economia  della famiglia.

15. “Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa” (Rudolf Steiner)

16. “Il Play ricomincia a costruire la città distrutta anziché buttarsi sulle macerie creando altro scompiglio. Cosi, quando il gioco è rotto, trova una nuova via da cui ricominciare la rinascita”.

17. “Nel mezzo del cammin della mia vita mi son trovato a passar la palla al Pivot, poiché  la via del canestro avevo smarrito…”.

18. Un giocatore utilizzato sempre per ciò che sa fare è  come una candela accesa che  poco a poco perderà tutta la  bellezza di quando è intera e colerà su se stessa tutta la mancanza di rinnovamento, mentre la fiammella continuerà ad esaurirla. (Panizza)

19. L’allenatore consapevole della situazione didattica negativa che si può instaurare  con l’allievo, cerca di sopperire all’invasione interpersonale con la “Didattica Metacognitiva”. E’ riconosciuto da tutti che allenare è comunicare e farlo bene significa allenare meglio. Trasmettere concetti attraverso immagini, aneddoti e favole favorisce l’apprendimento “metacognitivo”.

20. Il Gioco, rappresentato dal 5c5, è il primo fondamentale del basket.Vale la pena cominciare l’apprendimento del gioco da soli, senza l’intervento del Coach. Quasi impossibile in questo periodo storico. L’allenatore è indispensabile, invece, per l’allenamento dei fondamentali generali quelli che, successivamente, andranno applicati al gioco, per migliorarlo.

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