Anni ’60, I Personaggi

PAOLO VITTORI

Vittori Simmenthal MilanoUn giocatore autodidatta, fuggito incredibilmente dalle gabbie dei ruoli.

Non tutti ci riuscivano e ancora oggi pochi ce la fanno, solo i migliori sanno cambiare.

E’ stato sicuramente il giocatore più determinante degli anni ’60.

Per conoscenza e comprensione del gioco, difensore notevole e intimidatore, capace si mettersi la squadra sulle spalle ogni volta che c’era bisogno di farlo . Un vero leader.

Nelle giovanili giocava da pivot, poi ala , ma incredibilmente ha finito giocando playmaker.

Non è detto che lo fosse, ma anche senza abilità nel palleggio sapeva come condurre la squadra.

Cosic.1

Spesso faceva portare palla da un compagno piccolo e veloce e prendeva il primo passaggio oltre la metà campo. Esattamente come faceva il grande Cosic.

Nessuno gli ha insegnato a farlo, da autodidatta conosceva tutto quello che c’era da sapere per giocare e vincere.

Vuol dire che aveva tutta la consapevolezza possibile per stare in campo, anzi era il padrone del campo.

Cosic e Vittori. Ecco due esempi da imitare, due mete per come devono diventare, talento permettendo, tutti i ragazzi delle giovanili.

Due mete con riferimento per gli allenatori , naturalmente.

I ragazzi devono giocare nell’unico ruolo “valido sempre”, giocare per organizzare, come fa il Playmaker. Senza obbligo , ma predisporre tutto tecnicamente per quelli che ci vogliono provare. Si può.

Nelle giovanili, tutti devono avere la possibilità di apprendere l’arte, facendo almeno l’esperienza. Non diventeranno “Playmaker” per questo ma miglioreranno la conoscenza dello spirito del gioco.

Per il Coach è solo una questione di scelta. Aiutare i giovani oppure fare carriera come allenatore. Solo in questo caso i “ruoli” sono una soluzione che non si discute.