Anni ’60, I Personaggi. Lou Carnesecca

La Nostra Guida Dal 1965

Carnesecca LouItalo americano della St. John’s University, ha dato un grande contributo tecnico quando venne in Italia per i primi Clinics.

Possiamo tranquillamente ricordare che , dal 1965 al 1980 , sono stati anni di “Lou” come punto di riferimento tecnico.

Da lui si è imparato molto. Moltissimi di noi sono andati a bere l’acqua pulita del suo pozzo.

Anch’io ci sono stato, nel 1976, proprio alla St. John’s University.

DAL “PASSING-GAME” ORGANIZZATO AL “FLEX” 

Passing-Game

Si sfruttarono le sue idee fatte col Passing-Game, ovvero il gioco costruito col passaggio e movimento.

Regole semplici, per la circolazione esterna: “Dai-e-Cambia” con blocco verticale, fra le guardie. “Dai e vai” tra guardia-ala e blocco per il pivot.

Questo movimento fu la base per il “Flex-Offence” che regnò in Italia dal 1979 in poi.

Kresimir-Wells-DriscollIl “Flex” era il gioco della Sinudyne Bologna di Kresimir Cosic.

Posso giocare in qualsiasi ruolo, mi disse, per rendere la vita dura a Dino Meneghin, l’unico avversario che temo.

Dino può difendere contro di me , solo se gioco in Pivot.

Va da sé che, anche Kresimr Cosic è un campione uscito, sfuggito dalla gabbia tecnica dei ruoli.

Giocava Playmaker, Ala e naturalmente Pivot. Come lui solo Paolo Vittori e Romeo Sacchetti. Nel basket “moderno” abbiamo solo Alessandro Gentile che è su questa strada. Sarà un caso?

LO SPIRITO COOPERATIVO DI “LOU” CARNESECCA

Applausi.3

Era la caratteristica principale dei suoi allenamenti. Ovvero, la partecipazione mentale di tutta la squadra quando, in attesa, i compagni compivano le loro prove negli esercizi.

Chi aspetta il proprio turno , batte le mani durante l’esecuzione pratica dei compagni.

applauso

L’applauso ha un effetto psicologico stimolante per chi sta sudando e migliora l’attenzione di chi è in attesa.

Anche l’entrata in campo dei giocatori per l’inizio degli allenamenti è accolto dall’applauso degli assistenti.

Non è un dettaglio da poco. C’è un collegamento col pubblico della gara che, solo con la sua presenza, carica di energia mentale il giocatore.

Difficilmente il giocatore , in allenamento, sentendo l’applauso fa esercizi senza senso.

Applauso.1

E’ l’inizio della corrente emotiva che segna il passaggio tra lo spogliatoio e il palcoscenico.

Un messaggio e un invito al comportamento per un impegno massimo.

Infatti, l’allenamento con “Lou” e i suoi Assistenti cominciava con i fondamentali individuali che, senza difesa, hanno bisogno di una grande partecipazione mentale.

FONDAMENTALI

Lou Carnesecca diceva che, a seconda dell’idea del Coach , si può far pratica in diversi modi.

Si possono fare fondamentali per la specializzazione dei ruoli oppure far in modo che “Tutti Sappiano Fare Tutto”.

In questo caso, “rotazione” in tutte le stazioni. Tempo 60’. Il gruppo era di 15 giocatori, in tre per ogni stazione. Un assistente tiene il tempo. Rotazione ogni 15’.

IL LAVORO INDIVIDUALE ALL’INIZIO E ALLA FINE

Fondamentali Stazioni

Programma giornaliero organizzato. La prima ora è dedicata ai fondamentali.

Ogni allenamento durava 3 ore, tutti i giorni. Si faceva pratica individualmente all’inizio degli allenamenti, da soli o con gli assistenti.

Sei canestri a disposizione per le stazioni di lavoro, dove regnava l’esecuzione dei fondamentali, fatti col massimo impegno.

Obbligati all’inizio , ma facoltativo alla fine. Va da sé che alcuni rimanevano, altri andavano alla doccia.

IL PROGRAMMA

1. Lavoro Individuale;
2. Condizionamento;
3. Scivolamento;
4. 1c1 Difensivo
5. Gioco metà campo (4c4) e Tutto Campo (5c5)
6. Lavoro individuale

Il tiro faceva parte della pratica dei fondamentali. Sempre eseguito come attività di gruppo, a parte quello individuale, fatto alla fine. Molti rimanevano , soprattutto per tirare. 

Con la squadra gli esercizi erano organizzati in modo che il rimbalzo veniva catturato da chi passava, ma alla fine , individualmente, si svolgeva l’attività di Tiro-Rimbalzo, seguendo il proprio tiro per la correzione fisica.