Anni ’60, I Personaggi. Nello Paratore

Paratore LombardiNel 1954 giunse in Italia su invito di Decio Scuri, occupandosi della nazionale femminile.

Nel 1956 l’abbandono di Jim McGregor gli aprì le porte della nazionale maschile che guidò per 11 anni, portandola a due mondiali e tre olimpiadi (raggiungendo il quarto posto nel 1960 e il quinto nel 1964 a Tokio).

Nel 1968 abbandonò la guida della nazionale e nel 1969 esordì in Serie A, guidando per una stagione prima l’ APU Udine e poi la Virtus Bologna .

OLTRE LA CONOSCENZA

Nello Paratore

Era l’allenatore dell’anima ovvero della consapevolezza dei processi cognitivi, maestro della psicologia dell’apprendimento.

La categoria , ora chiamata “Mental Coach” , ha come capostipite questo grande personaggio , a mio avviso il tipo di “Coach” in grado di allenare sempre … perché dentro il giocatore c’è sempre l’uomo. Come lui altri hanno seguito questa pista, da Rubini a Peterson, fino a Bucci.

Strano ma vero. Dopo avere portato qualsiasi squadra da lui allenata ad altissimi livelli è stato dimenticato.

Conosceva ovviamente la tecnica, la tattica. Sarà facile descrivere la sua filosofia di gioco, quella psicologica no, appartiene alla cultura. E alla sua personalità.

CONTRO LA “UOMO”

Lombardi G.Franco

La sua idea idea di gioco? Schieramenti diversi per l’isolamento 1c1. E’ sempre stata la sua idea vincente, ma solo come soluzione speciale.

La sua filosofia? “Batti il tuo avversario. Con palla, senza la stessa e a rimbalzo”. Leggendo la difesa , naturalmente.

Si giocava con tre idee leader che si modificavano dopo il primo passaggio del Playmaker.

Una forma di “Free Lance” ovvero gioco libero, basato sulla lettura difensiva e scelte per battere l’avversario dopo aver preso vantaggi di spazio e tempo.

Abitualmente si giocava con lo schieramento “5 fuori dall’area”
• Dai-e-vai
• Dai-e-cambia
• Dai-e-blocca

ATTACCO SPECIALE PER “DADO” LOMBARDI

Attacco Triangolo Inversione

Un lato libero per lo specialista nell’1c1, era quella scelta preferita da Nello Paratore.

Come si realizzava? Importante lo schieramento con due playmaker, ma anche con uno solo, come nel Diag.

A Sx o Dx si giocava per l’1c1 in isolamento oppure il gioco a due “Post-Guardia”. Dall’altra parte? Tre uomini con diverse possibilità di gioco.

Il gioco in isolamento, contro la difesa individuale, va fatto senza forzature. Purtroppo non è stato mai così.

Ci voleva una certa maturità per comprendere cosa fare quando non si riusciva a prendere un vantaggio.

Va da sé che i tiri della disperazione vanno sempre evitati. Diventa una abilità che pochi giocatori hanno.

ATTACCO ALLA ZONA

Attacco alla zona Paratore

Contro la zona Paratore preferiva il gioco col “Triangolo” per servire il pivot. Naturalmente già utilizzato abitualmente negli USA.

Il “triangolo” come finto attacco, naturalmente, mentre l’attacco vero avveniva con l’inversione di palla.

Il Playmaker (1) si spostava lateralmente anche col palleggio. Questo inizio era adatto per costringere la difesa a sistemarsi allo stesso modo, sia uomo che zona.

Inversione zona

Quindi , un attacco che si utilizzava anche contro la difesa individuale perché con l’inversione del gioco c’era la possibilità di giocare 1c1 in isolamento laterale.

Tenere la palla impegnando la difesa di lato, come finto attacco era importante. Soprattutto dare la palla al Pivot (5), ma solo per richiamarla difesa.

Dal Diag.: quando la palla arriva a (4), può tirare o passare leggendo la difesa. Con ottime percentuali si realizza il passaggio di (4) per il taglio di (3) lungo la linea di fondo.

L’IDEA “LEADER”

Idea Basket

Questo vecchio attacco racchiude tutta la filosofia dell’attacco alla zona. Un’idea che prevede di attaccarla lateralmente, ma come finto attacco.

Presuppone la reazione difensiva , con spostamento in massa verso la palla, posizionata prima in ala poi in angolo, formando il triangolo laterale.

C’è il rischio del raddoppio di marcamento, ma da (3) la palla può essere passata subito a (1), anche molto lontano, sopra il prolungamento dal T.L.

“Finto attacco” significa che si può passare a quello “vero” fin da subito, ma solo se costretti dalla difesa.

Sull’inversione del gioco, invece, facendo spostare la difesa, sempre in massa, sono possibili diverse soluzione comprese Tiro-Rimbalzo, l’azione finale del gioco di squadra per eccellenza.