La Goccia e il Sasso

Palla e retina“Siamo convinti che facendo cadere con continuità la stessa goccia sul sasso nasca il fiore del basket”.

La provenienza della goccia può avere diverse origini, non c’è solo l’acqua dei diversi “annaffiatori” che  intervengono occasionalmente , ma anche quella che viene dal cielo. Non si può prescindere dalla natura.

La qualità della goccia è decisamente importante, non può essere una qualsiasi, perchè il fiore che nasce deve saper sopravvivere nella giungla della natura.

Soprattutto deve imparare a farlo (sopravvivere) da solo, esistere usando la propria  forza vitale. Non vanno tutte bene gocce rubate dal fiore di un altro sasso, ma solo quelle adatte per essere assimilate dalle proprie caratteristiche particolari , nate e cresciute faticosamente.

Rubinetto

Non c’è in natura un sasso uguale all’altro e il frutto della goccia esprime un fiore particolare.

Le caratteristiche che lo elevano sono espresse dai suoi petali che sono gli indicatori precisi di riferimento per chi fa cadere la goccia. Deve nutrire e migliorare i colori per abbellire il fiore.

E il profumo? Esprime l’imprevedibilità del fiore, molti sono belli , ma non profumati.

Il fiore , prima che sbocci, non ha petali e la goccia deve avere la particolarità di coprire tutti i bisogni del futuro fiore. Una responsabilità importantissima perché lo scopo principale del fiore è quello di utilizzare il proprio sasso per costruire la casa del basket. La sua caratteristica? “Non può essere uguale alle altre!!!” Questa affermazione deve far pensare.

Il fiore nella roccia

Così, i sassi che costruiscono la casa del basket sono unità fondamentali che possono essere utilizzati in un solo modo. Quello adatto alla crescita della casa.

L’ingegnere che  la costruisce  deve avere una sola preoccupazione. Deve mirare innanzitutto alla sua identità , darle cioè una bellezza particolare che  risalta in mezzo alle altre. La gente che cammina per strada, vedendola , deve potere riconoscere l’ingegnere che l’ha costruita.