La Forza Dell’Imprevedibilita’

COME IL CIGNO NERO

Nonostante si cerchi di prevedere tutto , per non avere problemi o limitarli, la vita rimane imprevedibile. Il Basket è solo un gioco, ma l’affinità  con la vita è evidente in molti aspetti, ma soprattutto perchè l’imprevedibilità è la sua caratteristica principale.

Imprevedibilità
Va da sé che l’imprevedibilità non è solo il “sale” del basket, ma soprattutto della vita. Qui, gli esempi sono diversi in tanti campi, ma un solo animale li rappresenta. Il “Cigno Nero”. E’ l’animale metafora che smentisce ogni nostra previsione. 

I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l’invenzione della ruota, l’11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo dell’Avvellino contro la Grissin Bon, nella quarta gara delle semifinali “Play Off” 2016, con 43Pt. di scarto.

Sono all’origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. 

Nelle partite di pallacanestro ci sono delle situazioni che “modificano l’inerzia della partita”, spesso presentandosi in modo inaspettato ed imprevedibile. Sono di diversa entità.

Non ci interessano le situazioni del campo dettate dal caso, ma quelle volute dalla tecnica e tattica. Devono rimanere segrete fino all’uso, per essere imprevedibili, perché dopo non lo saranno più. A loro si aggiungano quelle psicologiche.

Il “Cigno Nero” del basket si chiama “Disagio Tecnico”. Rappresenta e determina lo spegnimento delle idee cestistiche degli avversari, se la squadra non è preparata.

Capirete perché ci sia fame di notizie, individuali e collettive, intorno ad un avversario da affrontare a breve. Togliere l’imprevedibilità oppure limitarla aiuta nel percorrere il cammino della vittoria.

Non possiamo dare per scontato il livello psicologico della “prontezza”, caratteristica principale  già presente quando ci si allaccia le scarpe per giocare. Sono sempre pronti i giocatori? La mancanza di “prontezza” è un fattore che determina l’imprevedibilità.

L’ultima in classifica che batte la prima è un evento da “cigno nero”.

QUANDO LA SORPRESA TECNICA E’ IMPREVEDIBILE

Coach Sorpreso

L’imprevedibilità dettata dalla tecnica non è casuale e determina sgomento se i giocatori vengono sorpresi.

Questa combinazione di scarsa prevedibilità tattica e conseguente impatto negativo, crea delle situazioni che si succedono nella pallacanestro in modo frequente.

Sono definite imprevedibili, ma solo la prima volta che si manifestano. Poi seguono il processo di adeguamento e assorbimento perché non c’è nulla nel basket che non possa essere sistemato, a parità di condizioni.

Va da sé che dipende anche dai livelli di gioco e dagli ambienti, perché sui campi della NBA sono “limitate” le organizzazioni tattiche di squadra.

Lo spettacolo esige che vinca l’interprete, depositario dell’individualità imprevedibile e non la componente tattica di squadra. Pensiamo alle esibizioni di Magic Johnson, per esempio, oppure Pete Maravich, a Steve Nash , Stephen Curry e quant’altri.

Con la loro individualità hanno raggiunto un alto grado di autonomia e imprevedibilità, che è conseguenziale. Non dimentichiamo che  è molto più efficace realizzare l’individualità, piuttosto che la collaborazione di squadra, per stabilire un livello di imprevedibilità.

Nel campo Europeo viviamo un altro tipo basket. Può manifestarsi più di frequente il tentativo di sorprendere , creando l’imprevedibilità tecnico-tattica ed il conseguente disagio tecnico.

Lo si può fare in due modi:

• Con la Squadra;
• Individualmente.

NEI PANNI DEL COACH

Il “disagio tecnico” non dovrebbe mai verificarsi, ma l’imprevedibilità è sempre in agguato.

Coach molto angry

Il Coach dovrebbe controllare la situazione psicologica e quella tecnico-tattica. E’ irritante considerare la mancanza di prontezza dei propri ragazzi di fronte a queste situazioni , ma anche lasciarsi “ingabbiare” dalle trappole degli avversari, non va. Un disagio che si spiega anche come fallimento del suo modo di allenare .

Quando capita, provando a considerare anche quello che non si riesce a capire (…), ci si  affida troppo spesso a parole come “mentalità”, che può dare l’impressione di uscire dalla scomoda sensazione di non aver capito che cosa sia veramente successo.

E’ bruttissimo affermare che, di fronte al “disagio tecnico” non si reagisca per una “questione di mentalità”. Troppo generico e poi a chi è riferito? E’ come dire che l’acqua bolle a cento gradi per una “questione chimica”.

In questo modo non si dice nulla né del “come” né del “perché” non si riesca subito a sbrogliare la matassa. Esattamente come le statistiche.

Se i giocatori subiscono il “disagio tecnico” per merito della imprevedibilità tecnica degli avversari è colpa della preparazione. Eccetto nei casi di novità assoluta, che si subisce almeno una volta.

IL COACH IMPREVEDIBILE?

Idea Basket

Per allenare una squadra di pallacanestro che non sia fragile alle situazioni contingenti (non-standard) dobbiamo allenarla a svilupparne le risorse ed i limiti di tutte le componenti, ma soprattutto quelle tecnico-tattiche. Sono le più facili.

Esistono sistemi di gioco che coprono qualsiasi situazioni, ovvero raggiungono molti scopi. Non si può essere sorpresi completamente.

Una partita di pallacanestro conserverà comunque un ampio margine di imprevedibilità tattica, dobbiamo capire come evitare che questo margine ci impedisca di risolvere il problema.

Meglio non pensarci?

Siccome siamo naturalmente spaventati da quello che non conosciamo, corriamo costantemente il rischio di evitare o negare le informazioni cognitive ed emotive che alimentano la nostra insicurezza, illudendoci di ridurre la nostra ansia da prestazione e quella dei ragazzi.

Meglio essere preparati, senza appesantire i giocatori di nozioni e paure tecniche. Si può variare il modo di somministrazione, per esempio.

Meglio una parziale impreparazione che un “disagio tecnico” totale.

LA CARATTERISTICA DEL CAMPIONE

Magic Playmaker

Come detto, l’imprevedibilità non viene solo da un concetto di squadra. Quello individuale ha maggiori possibilità di realizzarsi. Non è alla portata di tutti.

Soprattutto i grandi campioni hanno mosse tecniche individuali imprevedibili, che sorprendono il difensore e , a volte, lo umiliano.

Questo a prescindere da come un Coach possa preparare lui stesso la situazione imprevedibile di squadra o a superare le situazioni fragili.

Trattasi della capacità tattica operativa dell’attaccante nell’utilizzare movimenti fondamentali in modo che siano incontrollabili dall’avversario, almeno per un certo tempo, quello della sorpresa.

Direi che ogni grande giocatore ne ha almeno una di mossa imprevedibile. Non l’ha appresa dal Coach, ma copiata  dalla  “stella” che ammirava. Ha così utilizzato il miglior tipo di apprendimento nel basket. Quando la usa, il difensore ci casca, abbocca come un pesce alle finte preparatorie. 

Il difensore, va da una parte e il campione dall’altra… perché l’ha spiazzato. Succede usando la finta, con la palla , senza la stessa e a rimbalzo.

Maravich Passaggio Cieco

Ricordate Pete Maravich, è stato il primo grande giocatore a mostrare un campionario di imprevedibilità tecnica. Questi livelli tecnici si raggiungono solo con l’autonomia tecnica che è l’opposto della “dipendenza” dal Coach.

Poi, Magic Johnson per ricordare un altro dei grandi, ma anche nel loro “piccolo” i buoni conoscitori del basket sanno di cosa sto parlando.

Per come passava la palla metterei, sicuramente tra i grandi , anche il funambolo Steve Nash.

Non so dove posizionare (grande giocatore a mio avviso) Cresimir Cosic , ma anche lui era su quella strada. Basta costruire una Basket “personale” , dopo le basi tecniche apprese dal proprio allenatore. Lo si può fare solo se si raggiunge l’autonomia tecnica e del gioco.

Cosic Pivot

Contro K.Cosic, gli avversari, per quanto studiosi e preparati, non potevano sapere come li avrebbe battuti.

L’imprevedibilità può realizzarsi mettendo in evidenza le proprie caratteristiche , su basi tecniche intuite personalmente o apprese per visione da altri giocatori con simili capacità.

Hanno la caratteristica della “rarità”, “impatto sorprendente” che determinano il “disagio tecnico” nell’avversario. La “prevedibilità retrospettiva”, mette in allerta l’avversario, che aiuta ma non esclude di ricascarci.

LA VARIABILE TEMPO

Per quello che riguarda l’uso dei fondamentali imprevedibili (finte) c’è da considerare anche la variante “tempo”.

“L’attaccante era incontenibile. Si sapeva che avrebbe fatto quella finta, ma non quando!!!”.

Per questo motivo certi giocatori continuano a essere imprevedibili anche quando i difensori conoscono l’uso che farà , l’attaccante, dei fondamentali.

1c1 Gallo

Si è parlato di come allenare un giocatore ad esprimere una azione tecnica imprevedibile. Per questo motivo, si è discusso di tattica, psicologia, comunicazione, coesione di squadra, spirito di sacrificio, etica del lavoro, metodologia di allenamento, e altro ancora.

Il risultato? Impossibile farlo, non è allenabile, perché trattasi di intuizione personale. Può farlo solo personalmente scegliendo un giocatore che gli piace da imitare. Dentro la scelta c’è il risultato della conoscenza, in parte , dei movimenti da apprendere. Li ha già dentro, frutto di esperienze sportive pregresse.

Se penso a come Cosic costruiva la sua imprevedibilità, conoscendolo,  non ho dubbi. Ogni volta che andava in campo lo faceva preparando personalmente la sua partita. Normale? Forse, ma dipende anche dalle mete. Lui pensava solo alla squadra e ai compagni.

Lo faceva sapendo come sarebbe stato il suo intervento, per avere studiato tutte le situazioni. Sicuramente imprevedibile per gli avversari.

Mai il suo pensiero era riferito al numero di canestri da realizzare personalmente. Oggi devo prendere 20 rimbalzi per vincere la gara, diceva. I “canestri” da fare dipendono dal gioco di squadra.

Quindi non solo i punti potevano determinare l’imprevedibilità di un comportamento, anche gli assist o quant’altro.

Quando un compagno realizzava un canestro su suo passaggio, poi era sempre lui il terminale. Non ditemi che è un modo prevedibile di pensare.

Un pensiero simile può essere fatto solo da un giocatore-allenatore, con grande autonomia e capacità tecniche.

LA CONSAPEVOLEZZA NELL’USO DEI FONDAMENTALI

Chamberlain il Cigno Nero

C’è modo e modo di utilizzare i fondamentali,  appresi e collegati con l’interpretazione autonoma della propria personalità, per renderli imprevedibili nel momento di usarli.

Va da sè  che Tiro, Passaggio, Palleggio e movimenti senza la palla sono mattoni per la costruzione della propria casa che vanno appresi giocando e utilizzati leggendo la difesa.

Questo è il primo stadio di gioco, dove molti giocatori si fermano. Ma non si gioca solo in questo modo.

Aggiungiamo sicuramente lettura della partita come livello superiore.

L’uso del gioco imprevedibile si giunge “costringendo” la difesa a fare quello che vuole l’attacco. Questo livello deve essere supportato dalla conoscenza dello spirito del gioco (comprensione) che è anche  un discorso culturale.

Il perfezionamento individuale e la conoscenza del gioco devono portare all’autonomia che significa giocare decidendo cosa fare, liberamente, senza l’aiuto dei consigli del Coach.

E’ la famosa verità nascosta, la meta che ogni allenatore dovrebbe avere per il rapporto di crescita coi giovani.

Va da sé che il giocatore autonomo, di grande livello, interpreta liberamente l’idea tecnica offerta dal Coach. Lo fa aggiungendo un pizzico di imprevedibilità personale.

La prima capacità del giocatore imprevedibile è quella di far migliorare il punteggio personale dei suoi compagni, un atteggiamento che appartiene alla intelligenza sportiva del campione. Ne conoscete almeno uno?