Come Migliorare Il Passaggio

Il messaggio di K. Cosic , il “Grande Ragno”, anche se letto in ritardo, ci ha fatto comprendere come , mettendo il “Tiro da 3Pt.” al primo posto, ci sia stato un indirizzo degli allenatori che ne ha  esagerato l’uso a discapito del passaggio, dei movimenti senza palla e del gioco-di-squadra.

Non sono il primo a dirlo, forse l’ultimo a comprenderlo avendo notato tardivamente il risultato in palestra.

Ai ragazzi , come retaggio pregresso, interessa solo fare un tiro, non importa come, quando e perché. Ecco il punto cruciale. Interessa all’istruttore che i ragazzi, tutti, apprendano la conoscenza di ogni “come-quando-perché”?

Va da sé che tutto dipende dalle programmazioni, non ci sono dubbi. Gli Under, fin dalla prima fascia, pensano solo a fare un tiro? Non è colpa loro.

Gli istruttori li fanno giocare come le “prime squadre” o in generale come la serie A, specializzandoli. Cosa voglio dire? La prima fascia Under gioca già come la serie A. Basta guardare cosa succede sui campi. Vedere per credere.

Penetra-e-scarica per il tiro da fuori. Si pensa subito che il tiro da 3Pt. vale di più e vale la pena cercarlo. Palleggio per penetrare e tirare dallo “scarico”, con ricezione da fermi. Tiro, senza rimbalzo. Esattamente come la serie A.

Ecco come giocano molte squadre Under 15-16. 

Quattro attaccanti oltre la linea dei 3Pt. e il più bravo a palleggiare che penetra in palleggio e, anche se batte il proprio avversario, scarica per il tiro da fuori area.

Non leggono la difesa oppure perché non vale la pena far canestro da 2Pt.?

L’ATTACCO PIU’ USATO

Questo è l’attacco che, nel 2018, tutte le squadre hanno nel loro repertorio, anche a livello europeo. Si può usare  sia contro la zona che affrontando la difesa individuale. Parte dal concetto dell’impegno della difesa di lato, come finto attacco di squadra, per poi affondare l’attacco vero durante l’inversione del gioco.

E’ una evoluzione del “penetra-e-scarica” che ha portato alla “mezza-ruota laterale” con blocco per l’inversione della palla , un movimento di squadra che porta alle medesime conclusioni. Il tiro è legato al palleggio e allo scarico.

Nulla da ridire per il gioco dei professionisti, ma gli Under devono fare questo? Si gioca solo per il tiro da 3Pt.? Ecco perchè i giovani vanno in campo per fare un tiro, “y nada mas”.

Invece, il basket giovanile è, almeno per noi: “Battere l’avversario giocando 1c1 con palla , senza la stessa e a rimbalzo, dentro un gioco di squadra, fatto di passaggio e movimento”. 

La definizione di uno scopo serve poi per il programma da sviluppare.

Va da sé che non passeremo all’estremo opposto, il tiro rimane sempre il fondamentale più importante, ma legato al movimento senza palla, al passaggio e al rimbalzo.

Dentro un gioco di squadra, naturalmente. Daremo più spazio al passaggio e ai movimenti senza palla per il gioco di squadra.

Della serie “Spezzare una lancia a favore del gioco di squadra per migliorare i fondamentali abbandonati”.

Questo sottolinea ancora di più come le specializzazioni siano dannose se precoci, recando danno al concetto del “gioco di squadra” degli Under, fatto con passaggio e movimento senza palla.

Movimento, dopo aver passato la palla e prima di riceverla. Come faranno a migliorare il passaggio se non lo usano?

Si migliora il passaggio se tutti organizzano, non uno solo. Intanto, tutti avranno la possibilità di fare esperienza con ogni tipo di passaggio, nelle varie situazioni di gioco. Il passaggio , legato al movimento senza palla, è da associare ad un’idea leader.

Non copiando dalla serie A, gli Under sono in un’altra dimensione. Sia chiaro che, per noi, il tiro rimane importante , soprattutto se legato al rimbalzo d’attacco. Alleneremo sempre, nella fascia degli Under il fondamentale “Tiro-Rimbalzo”.

E il passaggio? Togliamo la specializzazione del palleggio, facendo la transizione di squadra, passando. Ogni volta che si subisce canestro e delegando tutti alla organizzazione del gioco, dalle rimesse al gioco 5c5 con la difesa schierata. Ognuno lo farà secondo il suo talento, poco o molto che sia, ma tutti devono apprendere “come-quando-perche” si fa un passaggio.

UN SEMPLICE ESEMPIO

Non c’è solo il tiro da 3Pt., negli Under, ma anche l’1c1 con palla, dalla posizione di ala, ma non per fare un tiro, bensì per prendere un vantaggio. Non è la stessa cosa.

Quindi, cercare di battere l’avversario attaccando la linea di fondo, eseguito come “finto attacco”, leggendo la difesa.

Se il giocatore non ci riesce, perchè deve fare un tiro? Quelli della disperazione si fanno nelle situazioni disperate. Al suo posto, invece di fare un tiro, il giocatore cerca il contatto e “fugge” in palleggio per ritornare nello spazio dell’ala, con lo scopo di giocare con la squadra. Quindi passaggio e movimento.

Prima abbiamo visto il finto attacco di “squadra”, ma esiste anche quello individuale fatto col palleggio, che segue il concetto della finta. 

La chiave? Essere pronti a fare ,con credibilità , quello che si finta e la stessa prontezza la usiamo per interrompere l’azione se non si prende un vantaggio e “fuggire”, ma con l’idea degli “Orazi e Curiazi”.

Quando si usa il palleggio per l’1c1 , in qualsiasi parte del campo, gli altri quattro si muovono. Si può notare con palla “centrale” e di lato.

In questo caso, di lato,  noi usiamo “l’ammasso a treno” che si muove sempre allo stesso modo. Decide la “catena” dei movimenti il “capo treno” che corre sui “vagoni” per andare a canestro. Poi è pronto a ricevere l’inversione del gioco.

Il basket è il gioco delle scelte e gli Under devono crescere con questa consapevolezza. Si deve attaccare, ma anche interrompere l’azione leggendo la difesa. Quindi, lo ripetiamo , bisogna  giocare per prendere un vantaggio individuale oppure si decide di farlo con tutta la squadra.

Va da sè che abbiamo l’idea di battere l’avversario usando 1c1 con palla, ma come “finto attacco”. Cosa significa? Se i giocatori non prendono un vantaggio, fuggono dalla “zona calda” e giocano con la squadra che si è mossa ed è pronta per ricevere palla, dopo il movimento.

Ci scusiamo se insistiamo , ma questo concetto è importante come l’aria per respirare, difficile però da attuare, per le abitudini pregresse non condivisibili. Ci vuole tempo e pazienza. La maggioranza dei ragazzi gioca per fare un tiro e basta.

Il “Gioco di squadra” diventa una “scelta” dell’attaccante che ha il possesso di palla. Sia dal “centro”che posizionati in  “ala” , bisogna essere pronti per l’1c1 in palleggio ma anche decisi a scegliere di non farlo a favore di passaggio e movimento.

I due Diag. sono conseguenziali. Il play (1), se la palla è andata da un lato all’altro,  ha ricevuto , nel secondo Diag., la palla in ala per giocare 1c1, ma non è obbligato. Deve fare una scelta, ma i compagni non aspettano la sua decisione.

Si muovono senza “dipendenza” dal compagno con la palla e lo fanno partendo dall’ammasso come “treno”. Il primo, corre sui vagoni e va a canestro, il secondo si abbassa nella posizione del pivot-medio, il terzo pronto per l’inversione.

Lo ricordiamo ancora, per riassumere. Ci sono sempre due possibilità. Si può giocare 1c1, come “finto attacco” in palleggio attaccando la linea di fondo, oppure decidere per il gioco di squadra con passaggio e movimento.

Infatti (2) è pronto per ricevere ed invertire il gioco. Gli altri si muovono secondo la regola del “treno”. Ecco un esempio di attacco degli Under. Passaggio e movimento, ma anche possibilità per l’1c1 in palleggio partendo dall’ala. Senza dimenticare la chiave del gioco: il  “finto attacco”.

TUTTI GIOCANO “PLAYMAKER”

Tutti giocano nel ruolo del Playmaker, proprio  per migliorare il passaggio e movimento senza palla. Cominciano dalla rimessa da fondo campo, dopo aver subito un canestro. Lo devono fare sempre, non solo se la difesa gioca col pressing. Chi sarà il playmaker che organizza il gioco 5c5, superata la metà campo?

Prima del passaggio tutti si muovono. Quelli interni, (2) e (3), scambiando le posizioni, gli esterni, pronti per il lancio lungo, ma se non ricevono , si posizionano in mezzo come “ragni”. 

Va da sé che occorre un gioco di squadra adatto alla loro crescita che non può essere “penetra e scarica” un’idea che non ha bisogno di essere rincorsa, viene da sé , giocando.

Quindi tutti organizzano il gioco per avere l’abitudine ad ogni tipo di passaggio.

Tutti si muovono senza palla per riceverla, leggendo la difesa e se potranno fare un tiro cecheranno anche il rimbalzo.

Vogliamo semplicemente partire dal presupposto, senza togliere nulla al tiro, di sviluppare l’idea del passaggio, per il gioco di squadra.

Il playmaker va in mezzo, sulla linea mediana longitudinale che unisce i due canestri, ma lo può fare anche muovendosi senza palla, come “un ragno”.

IL GIOCO DI SQUADRA PER GLI “UNDER”

Definiamo prima le idee , poi le realizziamo facendo giocare. Osservando l’interpretazione dei ragazzi decideremo didatticamente come completare l’opera.

L’idea parte dalla rimessa della palla dal fondo eseguita da tutta la squadra, quando si subisce canestro. Limitiamo il palleggio giocando solo con movimenti senza palla e col passaggio per superare la linea di metà campo.

Passandosi la palla in cinque, come per fare una “treccia”, ma utilizzando il movimento di chi è più lontano che e va incontro alla palla. In mezzo alla ragnatela dei passaggi.

Vogliamo che sia una abitudine di cinque giocatori e non uno solo, quello che palleggia meglio. Immaginiamo invece che nessuno sappia palleggiare, giocando 5c5 dalla rimessa.

Lo facciamo per fare entrare nelle abitudini del giocatore il concetto di “ragno” ovvero l’attaccante che si muove “senza palla” e lo fa per andare al “centro della ragnatela dei passaggi” e sviluppare il gioco di squadra. Come detto , riceve un passaggio dall’alba e passa al tramonto.

Sia chiaro che non è una attività da fare solo comne esercitazione in allenamento.

Giochiamo senza palleggio proprio per la sorpresa offerta di chi giocherà playmaker. Ricordiamoci che stiamo allenando ragazzi della fascia “Under” e non vogliamo imitare i professionisti , ma far apprendere lo spirito del gioco.

LA SEMPLICITA’ FERISCE LA DIFESA

Superata la metà campo con l’aiuto di tutti, vanno occupati gli spazi della “croce” coi ragni (verdi) e gli esterni (bianchi).

Col primo passaggio agli esterni si gioca in un modo, diversamente se la palla viene passata subito ai ragni.

Il playmaker (1) esegue, comunque, lo stesso movimento, la cui semplicità ferisce la difesa.

Volendo l’alternanza dei ragazzi nel ruoli (interni ed esetrni) facciamo avanzare la palla con i passaggi di 5 giocatori piuttosto del palleggio di uno solo.

Lo facciamo perché vogliamo che il gioco di squadra si manifesti in questo modo piuttosto che la specializzazione di uno solo e per togliere riferimenti difensivi. Chi farà il passaggio di entrata nel sistema? Vogliamo che il giocatore che organizza sia una sorpresa. Pensiamo che lo possono fare tutti per mettere tutti in condizione di sfruttare il taglio iniziale.

Chi fa la rimessa da fondo campo, organizza, chi la riceve dentro la ragnatela dei passaggi è anche lui un “organizzatore avanzato”. Superata la metà campo chi va dentro la crf di metà campo deve essere una sorpresa. Come visto, tutti gli altri occupano gli spazi della “croce”.

Per migliorare il passaggio devono tutti avere l’esperienza di organizzare e giocare con movimenti senza palla e “passaggio-tiro-rimbalzo”.
Però lo devono fare tutti, non uno solo, secondo la specializzazione, un retaggio del passato da cancellare. Il palleggio va utilizzato nella forma protetta e usando il “finto attacco”.

Riassumendo. Tutti fanno le rimesse , tutti devono essere pronti a giocare come “ragno”, tutti organizzano superata la metà campo. Ma soprattutto, tutti giocano 1c1 di lato in palleggio, secondo una idea leader (finto attacco) stabilita dall’allenatore che mette principii in uno sport di situazioni, basato su “regole e fondamentali”, dove le regole hanno la priorità.