Confronto Con Gabriele “Julius” Giuliani

ALLENARE E’ GESTIRE

Saper stare coi propri giocatori e guidarli durante la stagione non è da tutti. Inutile correre dietro alla tecnica, che un allenatore la conosca è scontato. Non lo è invece la programmazione per il progetto e la disciplina.

E l’intransigenza per il rispetto delle regole. Tutto questo ha bisogno del supporto della “comunicazione”.

La personalità dell’allenatore , la sua cultura e coerenza hanno l’appuntamento nel confronto con la squadra.

“Gestire e comunicare” è  decisivo  come dire  “vivere o morire”, per chi si appresta a farlo.  Chiedendo scusa ad Amleto potremmo usare “essere o non essere”, senza che sia un problema. Saper stare coi propri giocatori è il primo talento. Vuol dire avere la capacità di conoscerli anche se uno è diverso dall’altro, di apprezzarli e di farsi apprezzare per quello che si è.

Con coerenza.

Soprattutto , vuol dire avere un “progetto” per ognuno di loro, dalla “stella” al più giovane.

Gabriele Julius Giuliani.1

Gabriele “Julius” Giuliani è stato capo allenatore a Budrio per tre stagioni, dal 2007-2010. Al primo “colpo” ha portato la squadra nella categoria superiore. Non solo. Ha vinto anche la “Coppa Italia” di categoria.

E’ arrivato a Budrio (Basket E’ Vita) con un misto d’entusiasmo e umiltà e con grandi capacità organizzative. Un gran lavoratore in palestra, un amante dei fondamentali e del lavoro fisico. Le ultime esperienze? Le sue grandi capacità di “leader” sono state messe al servizio di Cento (FE) e Salus (BO). Con ottimi risultati.

Non basta? Conduce la squadra, in partita, con grande maestria tecnico-tattico e fa di tutto per valorizzare i giovani.

Ovviamente, quando “Julius” parla, non si sente volare una mosca. I giocatori stessi si girano con occhiatacce che liberano “frecce”, come scoccate da un arco, se qualcuno disturba.

“Quando un allenatore parla ai suoi ragazzi” , diceva Dan Peterson, “puoi osservare e comprendere la loro stima, dall’attenzione che prestano durante i discorsi del Coach”.

Basket Coach respect

Amato e difeso sempre dai suoi giocatori. Un aneddoto simpatico? Come saprete, ci sono sempre dei “pensionati” che guardano i “lavori in corso” e il loro brusio di fondo spesso disturbava l’allenamento dentro il PalaMarani.  Julius li ha sempre tollerati, ma non i suoi ragazzi…

Per concludere, non deve sfuggire che “Julius” è un vincente, ma non perché cerca sempre di vincere, come è ovvio che tutti facciano.

Il vincente si vede quando perde una gara.

La sua caratteristica principale è la capacità d’intensificare lo sforzo e lavorare in modo tale da superare subito le sconfitte.

“LA GESTIONE DEL GRUPPO SECONDO JULIUS”

Budrio 2009-10

1.Primo approccio con la squadra all’inizio della stagione;
2.Come “vendere” alla squadra una  priorità tecnica;
3.Come inserire e coinvolgere i giovani del “Settore Giovanile” in “Prima Squadra”;

Il primo argomento viene sviluppato subito, al primo allenamento. Alla base di tutto metto delle regole di comportamento che tutti devono rispettare, dalla “stella della squadra” al più giovane.

Va da sé che, dal momento che metti delle regole, devi essere inflessibile con tutti nel farle rispettare. Mai dare al giocatore un pretesto di poca credibilità, devono essere consapevoli che farai tenere in alta considerazione le regole, anche se questo può comportare svantaggi temporanei.

Quando si parte da zero, è evidente che si arriva anche a parlare di cose scontate, ma voglio essere chiaro subito e trasmettere ai miei giocatori l’importanza di un “codice di comportamento”.

Si generalizza, è vero, ma chi può stabilire che una regola sarà scontata? E’ proprio dentro il concetto di “semplicità” che si afferma il fatto che nulla è scontato.

PRIMO APPROCCIO: LE REGOLE

Basket Immagine squadra

1-Puntualità all’allenamento.

Siamo nell’epoca dei cellulari e avvisare è più facile che in passato. Avvertire sempre per eventuali ritardi o assenze. Il massimo del ritardo è rappresentato da cinque minuti. Non si va oltre questa tolleranza per impedimenti dell’ultimo istante. Il giocatore che passa il limite non si allena. Mi è capitato alcune volte di non far allenare un giocatore, diciamo che posso contare 3-4 casi.

2-Eliminare i tempi morti durante l’allenamento.

“Cazzeggi” vari, tiri dopo la fine d’ogni esercizio, bere quando uno vuole. Occorre dimostrarsi “squadra” anche nelle piccole cose: si beve insieme, si finisce l’allenamento tutti insieme, salvo infortuni o necessità che possono sorgere improvvisamente.

3-In allenamento dare sempre il 100%.

La gara del campionato deve essere più riposante. Se un giocatore non si sente al massimo, non sono certo io l’allenatore che vuole fare fargli pratica a tutti i costi. Preferisco che un giocatore salti un allenamento se non è in grado, mentalmente, di dare il 100% e questo lo si sa prima di cominciare.

4-L’immagine della squadra è sempre positiva.

Basket Immagine Squadra.1

Quando? Negli atteggiamenti registrabili in allenamento, nelle partite, nel modo di rapportarsi con il pubblico, con gli avversari. Alcuni esempi: non mi piace vedere giocatori “sbragati” in panchina. E’ un atteggiamento negativo. Come quando si notano giocatori a sedere “fuori” della stessa panchina con un asciugamani in testa, magari “incazzato” col mondo. Non mi piacciono e glielo dico , soprattutto se li ho già avvisati. Cosi come quando ci sono i rientri “nervosi” con calci ai “gommoni pubblicitari” o a bottiglie. Un giocatore del genere mi risulta sgradevole. Per fortuna mi è successo raramente , ma intervengo duramente col giocatore.

5-Rispetto per i compagni.

Basket rispetto

No alle “sclerate” , “rompo” abbastanza io affinché tutto vada per il meglio. Ai compagni che escono dal campo, basta un “cinque” oppure una pacca sulla spalla è un segno che gli sei vicino, sia che abbia giocato bene oppure in modo insufficiente. In fondo cosa si vuole dimostrare?  L’equilibrio aiuta a riflettere e a nessuno verranno attribuite colpe.

6-Rispetto per gli allenatori.

Basket Coach rispetto

Non solo per me , ma anche per il miei collaboratori.

In 20 anni che alleno non ho mai insultato un mio giocatore e pretendo per me e per i miei collaboratori lo stesso rispetto che ho per loro.

Mi è capitato un episodio sgradevole durante una amichevole mentre il giocatore rientrava in panchina: “Mandato a quel paese in modo volgare…” .

Naturalmente il giocatore è andato alla doccia e non è stato convocato per la partita successiva. Non esistono multe, sussistono codici di comportamento.

Tutto questo è capitato a uno dei miei pupilli e alla vigilia di una partita che valeva un possibile play-off. Quindi, mi serviva un bel po’. Penso che sia stato utile più a lui e alla Società stessa.

E’ evidente che se tutto questo non sta bene alla Società, sono pronto ad allontanarmi dalla stessa.

Non ci crederete ma tutto questo è già capitato col rapporto con un’altra società della quale ero responsabile del Settore Giovanile. Abbiamo avuto lo stesso atteggiamento con due giocatori, prima di una semifinale regionale, traguardo mai raggiunto.

Erano due giocatori importanti, la società non era d’accordo con la punizione. Sono stati fuori dalla semifinale (partita vinta ugualmente) e l’anno dopo ho rimesso il mandato del Settore Giovanile e ho allenato solamente la prima squadra.

La penso così, mi hanno dato anche del “talebano” in passato, ma vado avanti per la mia strada.

7-Il comportamento verso gli arbitri.

Basket rispetto.1

E’ l’ultima regola , ma non per importanza. E’ un aspetto sul quale non transigo.

Penso che l’autocontrollo faccia parte del bagaglio di un giocatore alla pari di un fondamentale e va allenato. Sono durissimo sotto questo aspetto, all’inizio della stagione.

Un “tecnico” è sempre punito con un “cambio” e, sui giocatori recidivi, se la partita me lo consente , c’è l’ esclusione per il resto della gara.

Penso che un comportamento asettico nei confronti dell’arbitro valga 6-8 punti in ogni campionato e può voler dire la possibilità di una vittoria, sconfitta o altre mete come Play-off o retrocessione. Non voglio neanche che un giocatore parli costantemente con l’arbitro , anche se in modo educato.

Sono pronto a contestargli anche questo atteggiamento apparentemente corretto e mai andrò dietro ad una protesta di un mio giocatore. Se lo fanno ripetutamente li “aggredisco” fortemente.

Basket espulsione

 

State pur certi però che, nel momento che la mia squadra incassa e non reagisce alle fischiate negative, mai sarà lasciata in balia di un arbitraggio scandaloso. Devono sapere che interverrò prontamente.

Più la squadra è debole e più deve lavorare sotto questo aspetto perché sarà sempre più penalizzata e più facilmente renderà nervosi i giocatori. Ogni mia squadra ha recepito bene questo genere di comportamento. 

Il sottoscritto una volta è stato punito, ma con un solo tecnico, neanche per proteste, ma per avere superato il proprio box… Coi ragazzi  questa situazione va allenata a mio avviso. Quando? Nella partitella durante la settimana. In che modo? Con tecnico istantaneo per proteste su falli subiti.

Capita spesso perché chi perde corre ,come punizione, ma il “tecnico” costringe a pensarci di più. Alleniamo i ragazzi con la “partitella no-faul”, utilizzata nella settimana dove la squadra si prepara per la trasferta, dove gli arbitraggi sono un po’ penalizzanti.

Così metti in preventivo che qualsiasi contatto non verrà sanzionato dagli arbitri e i ragazzi si abitueranno a giocare in modo penalizzato . Si aumenta in questo modo l’intensità della partita d’allenamento. E l’esagerazione? Bisogna intervenire nel momento in cui i giocatori stessi passano ai falli “intenzionali”.

SECONDO APPROCCIO O ARGOMENTO: IL PROGRAMMA TECNICO

All’inizio della stagione spiego alla squadra la progressione del programma tecnico e le priorità dello stesso.

La mia priorità assoluta è la difesa.

Difesa atteggiamento

La metto al primo posto perché è quella che esprime meglio lo spirito di squadra. La difesa è sacrificio, è attenzione, è concentrazione, tutto a disposizione della squadra. Sono molto esigente sotto l’aspetto difensivo, l’alleno costantemente , fisicamente e come “mentalità”.

Ci sono esercizi adatti allo scopo. Mentre per l’attacco penso sia solo questione di fare buone scelte dentro un sistema efficace, per la difesa devi avere qualcosa dentro. Per l’attacco devi cercare il contropiede, proprio come risultato di una buona difesa. Devi però anche pensare di non subirlo e lo facciamo col rientro, ma anche usando il “fallo tattico”.

Alle mie squadre dico: “L’attacco può avere anche una giornata storta, dovuta agli avversari, al campo, pubblico, e arbitri. La difesa mai! Deve essere una costante, positiva in tutte le partite”. Difesa individuale, naturalmente, ma anche uso della zona.

Naturalmente gratifico chi si impegna individualmente , nel senso che do molta più importanza alla difesa .

Il Valore della palla

Sottolineo un “tuffo” realizzato per un recupero, uno “sfondamento” preso, una rotazione perfetta, piuttosto che un bel canestro che di per se è gratificante.

E il giocatore apprezza che l’allenatore possa capire il suo sacrificio e mette il suo “mattoncino” dietro, nel suo “sacco”, per costruirsi la “casa della fiducia”.

Quando analizzo la partita giocata, non sottolineo mai i 25 punti del “Bomber-di-Turno”, ma certamente il fatto che il Pivot avversario è stato annullato con anticipi , lotta per la posizione ecc.

Quindi premio il ragazzo che magari ha fatto solo 6Pt. Inizio la difesa in pre-campionato alla terza settimana della preparazione. Aspetto che abbiano fatto un po’ di “gamba”. Quindi, durante la 1° e 2° settimana solo attacco e durante la 3° inizio la difesa

IL TERZO E ULTIMO ARGOMENTO

L’inserimento dei giovani del settore giovanile della prima squadra.

Stiamo parlando del gruppo più vicino alla prima squadra. Il dettaglio fondamentale, che ha la priorità assoluta , è la disponibilità degli allenatori del settore giovanile.

Ho lavorato a Budrio  con Beppe Calandriello e Fabio Bugamelli e colgo ora l’occasione per ringraziarli della loro disponibilità.

Naturalmente ringrazio anche Michele Bazzi , mio assistente per la prima squadra da due anni, che fa anche da raccordo fra i gruppi di lavoro e gestisce gli inserimenti dei giovani nel lavoro settimanale. Questa disponibilità non è relativa solamente a fornire i giocatori, ma precisa disponibilità tecnica.

La prima condizione che abbiamo scelto è relativa al fatto di giocare con gli stessi principi di gioco.

Chiaramente, il programma sarà molto più ampio per la prima squadra, ma basato sugli stessi principi. Parlo di un sistema-base d’attacco e di principi difensivi.

Basket Tex Winter Triangle

Noi giochiamo col “Triangolo di Tex Winter”, che può piacere o meno, ma ritengo che sia molto formativo per un gruppo giovane perché non è uno schema vero e proprio, ma un sistema di gioco dove il giocatore deve saper riconoscere delle situazioni leggendo la difesa e risolverle coi propri fondamentali.

Quindi un sistema-base comune, magari anche una rimessa della palla in gioco, dal fondo e di lato, a piacimento. Noi ne abbiamo quattro e averne una in comune, richiesta con lo stesso “nome” è il minimo per la collaborazione tra i due gruppi.

Poi, massima libertà di avere altri tipi di giochi d’attacco a seconda della propria “filosofia”, riguardo la collaborazione tra gli allenatori.

I progetti sono diversi tra giovani Under e i seniores della prima squadra.

Qui, il giocatore di una certa età va sfruttato per quello che sa fare, perchè lo  esegua con massima fiducia. Comunque sono convinto che non sia una questione di età ma di impegno mentale per migliorarsi sempre.

Con gli allenatori delle giovanili, avendo anche gli “stessi principi difensivi” si crea una base comune che produce meno confusione al giovane quando si allena con la prima squadra.

Basket Triangolo Pinch

Una debolezza? Ho una simpatia particolare per il gioco col Post-Alto detto anche “Pinch-Post”.

Trattasi di una collaborazione a due che si realizza con l’inversione del gioco, dopo aver costruito il “Triangolo Laterale”.

Descrizione:formato il triangolo laterale come “finto-attacco”, il playmaker inverte il gioco, passando a (2), quindi a (5) che si smarca. Dopo il passaggio può rimanere fermo per favorire l’1c1.

Meglio se l’attaccante (2), si muove. Potrebbe tagliare direttamente a canestro (dai-e-vai) oppure seguire il passaggio. I questo caso, la collaborazione-a-due crea una grande varietà di soluzioni. Non è una mia idea, ma la scelta è  sempre un gioco di condivisione con altri che hanno avuto gli stessi progetti.

Esiste anche una “collaborazione” che si è sviluppata  tra gli allenatori che va oltre l’utilizzazione dei giocatori.

Cosa intendo dire? Ho seguito Calandriello mentre insegnava la difesa “1-3-1” , la cui costruzione mi ha molto interessato. Non ho avuto problemi ad adottarla ed utilizzarla negli scorsi play-off.

Per l’inserimento dei suoi Under, mi sono interessato a creare una sicurezza nel giovane ,che veniva di volta in volta ad allenarsi con noi, utilizzando le stesse idee allenate nel suo ambiente, coi suoi compagni. Evitava così di trovarsi in un mondo sconosciuto. Quindi:

•Prima condizione: disponibilità tecnica;
•Seconda condizione : disponibilità del giocatore

Basket Coach and pupils

Non vado, come Capo-Allenatore, dal più bravo anche se ho le mie idee in proposito, ma mi muovo verso l’intero “Gruppo-Under” e chiedo chi è disponibile ad allenarsi con la prima squadra.

Senza mezzi termini dico loro che dovranno fare più ore d’allenamento, più sacrifici e che avranno in compenso molto poco a livello di soddisfazioni. Sta in loro procurarsele, mentre da parte nostra garantiamo il “coinvolgimento” agli allenamenti come se fossero giocatori della prima squadra e questo è un modo per migliorare.

Se ci pensate bene , non è poco.

Quindi disponibilità, meritocrazia, ma tutto in secondo piano rispetto al comportamento. Partiamo sempre da li.

Ho due giocatori giovani in prima squadra che sono fissi, in pianta stabile dentro al gruppo, ma a loro faccio una richiesta specifica ad inizio di stagione: devono essere un esempio da seguire quando giocano con i loro pari età nei campionati giovanili.

Un traino importante , positivo, che eviti comportamenti negativi. Qual è il messaggio? Non giocano in prima squadra perché sono più bravi, ma anche perché si comportano in un certo modo, impegnandosi al 100%. Lo ripeto, sempre positivi negli atteggiamenti.

Basket Italiano

Mi è capitato lo scorso anno che un giocatore giovane , stabile in prima squadra,come  se fosse con noi un orologio svizzero, mai avuto un problema, solo apporto positivo, risultando importante sempre per l’economia della prima squadra…cambiasse atteggiamento con gli Under di pari età. Cosa voglio dire?

Al contrario, è stato ripetutamente dannoso con il gruppo Under. Chiaramente gli è stato fatto presente l’aspetto negativo delle sue prestazioni, sottolineando l’importanza del suo atteggiamento. Per due volte non è stato convocato con noi, sperando di dargli uno stimolo ad avere un atteggiamento migliore col suo gruppo. Ora la situazione è migliorata.

Ci sono bravissimi giocatori che per carattere o per supponenza si perdono. Cerchiamo di “lavorare” anche su questo aspetto perché alla fine l’affidabilità di un giocatore e il suo rendimento passa da un certo comportamento. Quando sarà grande si comporterà nello stesso modo con compagni in età matura?

TORNIAMO AL DISCORSO TECNICO

Basketball Pinch-Post

Adottando lo stesso sistema tecnico di gioco , con noi può venire il 10° giocatore dell’Under e fare tranquillamente l’allenamento, senza dovergli spiegare nulla e questo è un grande vantaggio. In tutti gli anni ci sono periodi dove mancano anche 4 o 5 giocatori della prima squadra. Ci si può allenare bene comunque.

Per la gestione dei giovani in partita, dico sempre loro che voglio giocatori veri, non “tappabuchi”. Per me il giocatore vero gioca minuti “veri”. Se un giocatore non è pronto, non gioca neanche sul “+20” , il tempo della “spazzatura”.

Quelli, a mio avviso, non sono minuti “veri”. Meglio due azioni (un minuto) nel 2° quarto che sei minuti alla fine durante il tempo senza “anima”. Questo lo trasmetto ai miei giovani e quando sono in grado di farlo non ci metto niente a dare loro questa possibilità.

Li metto in questo modo alla prova.

Ci sono momenti che ti costa poco inserirli. Alla fine del 2° quarto, all’inizio del 2° quarto. Se mi danno qualità durante il loro impiego ho più coraggio ad inserirli anche nella seconda parte della partita. Nel momento che entrano sanno una cosa: se difendono stanno in campo, se non lo fanno scendono da li a poco.

Non esiste proprio che li tolga dal campo per un tiro sbagliato. Se non fanno danni “dietro” gli regalo qualche errore in attacco, di conseguenza vanno più sicuri e prendono fiducia.

Basket giovani.1

Se commettono un errore banale in attacco e un “buco” in difesa diventa un problema e li tolgo velocemente. Ogni giocata buona in difesa garantisce loro l’azione offensiva successiva. Spesso li metto alla prova anche con inserimenti nel quintetto di partenza .

Parlo di giocatori pronti in un buon periodo di forma. Come li inserisco? A tradimento!!!

Mai preparandoli prima, non voglio che nessun giocatore dia nulla per scontato. Noi abbiamo un quintetto base, ogni tanto comunico il cambiamento , altre volte no, ai giovani non lo dico mai quando li inserisco. Vedo la reazione, l’impatto della notizia sulla loro personalità…

Spesso questo modo d’agire è positivo.

Un’altra cosa che dico ad un giovane è di rinunciare ad un buon tiro appena entrato!

Mai , in nessuna occasione e con nessun giocatore dico di rinunciare a un buon tiro…tranne (appunto) al giocatore giovane appena entrato. Il motivo? Meglio andare in “temperatura” con una o due azioni .

Dico loro : “Se un avversario ti concede subito un tiro , farà la stessa cosa anche dopo e questo ti permetterà di avere un buon “riscaldamento” che farà aumentare le percentuali di realizzazione”.

(Continua Categoria Confronti…)