Gianni Malavasi, Il Pressing

 

Basketball Coach.1

Quando un tecnico si pone il problema di come far giocare la propria squadra, quello che proporrà ai ragazzi sarà automaticamente in stretta relazione con la sua mentalità.

Negli atleti evoluti è possibile riconoscere il tipo d’espressione che il tempo e la pratica sportiva hanno reso più adatto a valorizzare le capacità del singolo, e sarà compito del Coach adattarvisi;

Libro-Basket-Zet

Nei giovani atleti, come accennato prima, è il tipo di gioco di prestazione ad esprimersi in modo prevalente.

L’istinto ha quasi sempre la meglio sulla riflessione, e qui iniziano i problemi per gli istruttori che debbono ricercare un metodo tale da sviluppare la capacità di ragionamento dei giocatori in campo;

La strada del gioco di comprensione, in questo caso, sebbene più lunga e difficile, è a mio avviso la più sicura per garantire risultati a lunga scadenza: quando un atleta capisce il perché di quello che fa, dovrebbe avere la capacità in seguito di adattarsi ad ogni tipo di organizzazione.

 CAPIRE LA DIFESA

Difesa posizione

Il gioco in difesa esprime molto bene il livello di “comprensione” di un gruppo.

Le collaborazioni ben difficilmente possono nascere da forme d’organizzazione esclusivamente esecutive.

Né ci si può sempre affidare, specie nelle squadre giovanili, solo alla capacità  “prestativa”  di quello più in gamba, che stoppa tutti, prende rimbalzi e corre in contropiede. 

 

Contropiede rapido

Occorre che tutti sappiano vedere quello che succede, riconoscere le situazioni preparate in allenamento, sapere come ci si deve comportare e reagire di conseguenza, in tempi strettissimi.

Quando aiutare ? Come ? Quando cambiare la marcatura ? Sono domande che i giovani giocatori ci pongono (e si pongono) con l’intento di cercare una chiave di lettura generale, e non singole interpretazioni caso per caso.

Da questo punto di vista, l’istruttore-allenatore può predisporre, attraverso adeguate progressioni di esercizi, i presupposti per interpretare le diverse situazioni difensive con sufficiente efficacia e rapidità, al fine di aumentare “l’intensità” del gioco espressa in campo.

COMINCIAMO DALLA DIFESA TUTTO CAMPO

Molti recenti esempi, anche ad altissimo livello, confermano come la formazione delle squadre (in particolar modo quelle molto rinnovate) possa trovare giovamento dalla esasperazione del gioco a tutto campo, con difesa pressing e ricerca continua del contropiede e della transizione.

Le squadre giovanili, anche quelle più affiatate, possono essere paragonate a questi gruppi in via di formazione, per il loro bisogno di mettere alla prova i propri limiti e per la necessità di elevare il livello di gioco di tutti.

ECCO L’ALLENAMENTO

A) Due-contro-Due Con “Fuorigioco”

Malavasi PressingIl concetto di raddoppio viene facilitato dalla regola del “fuorigioco”: nessun attaccante può superare la metà campo prima della palla. In altre parole si può attraversare la metà campo solo in palleggio e non col passaggio.

Riduciamo così le distanze per il recupero difensivo.

L’obiettivo è raddoppiare quando il palleggiatore volta le spalle o anche se cambia solamente mano, e cambiare marcatura quando chiude il palleggio.

S’inizia con l’attaccante (1) in palleggio. Oppure è il Coach che passa la palla, dalla rimessa, a uno dei due attaccanti.

 B) Tre-Contro-Tre contro col “portiere”

Malavasi pressing.1La terza coppia completa il gioco, non serve più la regola speciale del “fuorigioco”.

Il terzo difensore è un vero e proprio “portiere”, che deve decidere se “uscire dai pali” per intercettare un passaggio o se arretrare assieme all’uomo che fugge, aiutando i compagni sul palleggiatore e recuperando sul proprio avversario. S’inizia con l’attaccante (1) in palleggio.

C) Tre-.contro-Tre con il “portiere” nella metà campo lunga
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E’ una variante del 3c3 precedente  in spazi ridotti, che serve per meglio esercitare il gioco del portiere.

Il raddoppio, se c’è, arriva da una direzione anomala.

Il portiere ha meno margine di errore e deve essere molto attento a coprire il passaggio lungo.

E’ evidente che, in questa situazione il “portiere” è il difensore di (3).

Serve molta pressione sul palleggiatore, e qui si verifica con mano che non si può mai ruotare in 3 difensori. Ci vuole l’intervento del quarto difensore. Si inizia con l’attaccante (1) in palleggio.

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Nella sola metà campo il pressing va allenato soprattutto se gli avversari usano il palleggio.

Oppure, col difensore che opera sul palleggiatore cercando di  indirizzarlo di lato, senza farsi battere.  Un lavoro che comincia a tre quarti campo,  per far attraversare la metà campo in palleggio.

Con la progressione didattica, possono essere ricostruite le situazioni di 2c2, 3c3. 4c4 e 5c5. Un allenamento “frazionato”, sotto forma di gioco.

(Continua…)