Il Gioco a “Ruota Libera”

IL GIOCO A “RUOTA LIBERA” By Stefano Panizza.

Ex giocatore di Argenta (Fe) allena da 10 anni le giovanili e da alcuni anni la serie “D” del paese. Quest’anno (2018) è in lotta per il passaggio di categoria.

Ha in passato una collaborazione tecnica con Ettore Zuccheri, una attività “InBin” fatta coi ragazzi nati nel 1998 di Budrio-Argenta.

La squadra “InBin.1998” è campione regionale di categoria Under20, conquistato nel 2017.

LO SCOPO, IL LIVELLO, LA MODALITÀ

Lasciar giocare i ragazzi senza intervenire è assolutamente importante perché la libertà fa sempre bene allo “spirito del basket” ed è necessaria allo sviluppo della propria personalità, in vista dell’autonomia.

Dipende sempre dalla “fase” stagionale e dal numero degli allenamenti a disposizione, ma nella programmazione settimanale è da farsi almeno una volta. Non andando più al “campetto” dobbiamo crearlo in allenamento.

Il gioco “a ruota libera” può essere fatto in tanti modi, anche gestito dagli stessi giocatori. Ogni tanto li lasciamo nell’auto-gestione ma nel contesto di una partita regolare, 5c5, con l’allenatore come arbitro, e in palio la “Coca-Cola”.

E’ una forma di attività molto gradita.

Un’altra modalità è farli giocare in spazi larghi, facilitati e vantaggiosi, col gioco basato sull’azione-reazione. E’ necessario che giochino in questo modo anche per far risaltare le loro abilità, poche o molte che siano (con palla, senza palla e a rimbalzo) e sviluppare la mentalità di gioco in velocità, attaccando il canestro.

UNA SOLA REGOLA.

Si tira solamente se c’è il vantaggio acquisito e confermato. Non vogliamo “tiri ignoranti” che per noi sono “stupidi tiri”. Si perde la palla, come facendo una infrazione al regolamento.

La modalità del “gioco a ruota libera”? Va fatto nelle forme conosciute, ovvero quelle che hanno affinità col sistema scelto per le gare agonistiche. Una volta si chiamavano “spezzoni” del sistema sui quali si gioca abitualmente.

La libertà di pensiero e azione, mentre si gioca , mette in evidenzia pregi e difetti. Praticamente tutto ciò che si è consolidato e reso consapevole.

Trattasi realmente di un gioco “senza freni”, divertente , con spazi favorevoli e con poche regole. Quindi massimo divertimento.

Come detto è fatto a grande velocità sotto controllo, quindi valido anche per una verifica dei fondamentali.

Va da sé che è allenante per le transizioni, con e senza sotto-numero. Si può giocare 2c2, 3c3 , 4c4, ma anche 5c5 se il gruppo ha 20 ragazzi.

A volte la situazione è di sovrannumero, ma col recupero difensivo che tende a stabilizzare l’equilibrio numerico. Proponiamo una serie di attività conosciute, praticate da sempre. Nessuna novità, ma vogliamo indicare, consigliare le esercitazioni importanti.

1-GIOCO TUTTO CAMPO CON GLI “APPOGGI” LATERALI

Cominciamo con “2c2” , con gioco totale (impegna un gruppo con minimo 8 e massimo 16 ragazzi) ed uso degli “appoggi”. Possono essere posizionali di lato, ma anche in mezzo come “ragni”.

Permette di giocare con palla e senza palla e a rimbalzo. Va fatto con la rotazione dei ruoli, difensivi, di appoggio e offensivi.

Si sviluppa il passaggio e il movimento senza palla.

Gli appoggi in campo sono quattro, sistemati ai lati. Se è possibile cercare di abbinare “Coppie-Colori-Diversi”.

Gli “appoggi” possono passare ai compagni marcati o passarsi la palla, ma non tirare. Fuori dal campo ci sono quelli pronti ad entrare come appoggi.

Va da sé che gli “appoggi” nuovi entrano in gioco effettivo quando finisce un’azione. Infatti (1) e (2) hanno attaccato sfruttando gli appoggi (5) e (6), ma dopo il tiro gli attaccanti escono e “appoggiano”.

Chi difende (rosso) ora attacca e sono i gialli che, entrano in gioco effettivo, in difesa. Come detto chi ha finito l’attacco esce dal campo. Con un gruppo di 8-12-16 ragazzi, giocare almeno un’ora.

DESCRIZIONE:

Potrebbe bastare quanto detto, sempre considerando il Diag. sopra, ma ripetere giova e completa, anche se il concetto è semplice. Rotazione dei giocatori in campo, finito l’attacco.

Due escono (attaccanti bianchi) e due entrano (ex appoggi) in difesa, mentre gli ex-difensori (rossi), conquistato il possesso di palla, attaccano. Dopo il passaggio di apertura, passano ai “ragni” azzurri che sono verticali, in appoggio.

Ripetiamo:  quando (1) e (2) finiscono , escono, mentre i difensori diventano attaccanti, contro gli “appoggi vicini” (5) e (6), che entrano in gioco, come difensori .

Quelli fuori campo (neri) entreranno in appoggio. Nell’altra metà campo sono pronti (3) e (4) per l’appoggio ai giocatori “rossi”, però possono anche sistemarsi verticalmente. Ovvero, come “ragni”.

Va da sè che l’appoggio può essere fatto lateralmente, oppure col “ragno”, centrale. Succede, per esempio, se uno degli appoggi “azzurri” si posiziona centralmente , sulla linea mediana che unisce i due canestri, l’altro diventa “santo”, sotto canestro. Riceve dall’attaccante “rosso”, il primo ragno,   e smista sotto canestro.

Si può concludere per un sottomano ai due “rossi”, oppure “il santo” ripassa al centro e si gioca. Il riferimento al “sistema di gioco” fa comprendere che si può passare agli esterni della “croce”, oppure si palleggia di lato per giocare coi “ragni” interni.

Veramente una esercitazione stupenda, da fare spesso, almeno una volta alla settimana.

IL RIFERIMENTO AL SISTEMA DI GIOCO

Il sistema di gioco di riferimento parte coi giocatori posizionati come una “croce”, quindi i due attaccanti dell’esercizio, possono partire come “alto-basso”, oppure di lato.

A nostro avviso tutti gli esercizi debbono avere un riferimento al sistema di gioco.

Trattasi di un “Passing-Game”, ovvero passaggio e movimento, con diverso comportamento tra interni (ragni) ed esterni, ma con possibilità di interazione. L’idea “leader” è l’1c1, ma come “finto attacco”, un concetto sviluppato in altri articoli.

Va da sé che il gioco a “ruota libera” il 2c2, ha questo riferimento.

 

Veramente un ottimo esercizio-gioco che rispecchia la filosofia di ABI (alto-basso), il nostro sistema di gioco.

Come già detto, il sistema ABI è un “passing-game” dove esterni ed interni si comportano in modo diverso, con possibilità di interazione.

Prima del passaggio di entrata, tutti si muovono, con spostamenti orizzontali e verticali (Vedi Diag.).

Dopo il movimento di tutti ecco cosa succede col primo passaggio.

Nel Diag. si può notare come il primo passaggio d’ingresso sia molto interessante.

Va da sé che si possono seguire tante idee di gioco. Ogni allenatore ha la sua strada.

La nostra segue l’esecuzione del sistema “alto-basso”, ovvero ABI, adatto ad attaccare ogni difesa.

2- ATTACCO E RIENTRO DIFENSIVO

Trattasi di un vecchio esercizio-gioco che ha lo stesso scopo del precedente , ma si gioca 4c4, quando i ragazzi sono 16.

Dividere il gruppo in due squadre da 8 ragazzi che affrontano gli avversari con soli quattro compagni, mentre gli altri sono pronti ad intervenire per il CP con partenza dalla linea di fondo campo.

Quando i difensori (rossi) cattureranno il rimbalzo, sono i compagni posizionati sulla linea di fondo che scattano in CP (contropiede) e i “cerchi” dovranno rientrare e difendere.

Se invece i ragazzi a disposizione sono 12, l’esercitazione è fatta 3c3 con recupero difensivo. Con 8 ragazzi, 2c2.

Si gioca senza appoggi ed è possibile farlo con 8-12-16 giocatori. Gli scopi sono quelli del “gioco senza freni”, in velocità. Va da se che il rientro difensivo dei “cerchi” (bianchi) è difficoltoso perché gli avversari sono sbilanciati in avanti.

IL RIFERIMENTO AL SISTEMA DI GIOCO

Si occupano gli spazi della “croce” e, oltre agli esterni che giocano col “dai-e-cambia”, si inserisce uno dei due ragni che solitamente occupano gli spazi interni. Le collaborazioni sono quelle dei giochi-a-due senza l’uso dei blocchi.

I blocchi sono una prerogativa del gioco interno coi “ragni”. Il blocco va inegnato presto, perchè è un fondamentale difficile, ma soprattutto è importante perchè da la possibilità di una difesa efficace contro gli stessi.

Vogliamo ricordare che questo sistema prevede l’1c1 in palleggio, attaccando la linea di fondo, ma come “finto attacco”. Un concetto visto in altri articoli che rappresenta l’idea leader del nostro sistema. Un’idea relativa al gioco degli esterni. I ragni possono giocare col “blocco”.

Nel Diag. abbiamo uno dei tanti esempi del gioco coi “ragni”. 

Descrizione: dopo che tutti si sono mossi senza palla, il primo passaggio può essere fatto centralmente ai “ragni”. Tra loro usano “blocca-e-riblocca”, mentre i compagni sono , in movimento, sulla linea di fondo. Quella del Diag. è una possibile soluzione.

NB: queste due esercitazioni , fatte per la velocità specifica, sono importantissime e compensano l’attività fatta col 5c5 a metà campo che, comunque , va fatta secondo le modalità solite. Nelle partite, usando il pressing tutto campo, prepariamo i ragazzi, Under15-16, in modo completo al gioco.