I Miei Esercizi

Libro-Basket-Zet
La cultura dell’esercizio ha il suo valore, se gli si dà la giusta enfasi. Serve per la pratica dei fondamentali. Ma i fondamentali non possono essere fini a loro stessi, servono per far giocare meglio “i miei allievi”.

“I miei esercizi” non vuole esprimere un merito indebito, ma è un segnale di consapevolezza. Si prende anche dagli altri ma occorre farlo per seguire le proprie idee che hanno sempre un alone di traguardo personale.

C’è chi ha il proprio libro degli esercizi. Tutti legati alle diverse categorie di fondamentali, raccolti premurosamente in un raccoglitore. Esercizi di tiro, passaggio, palleggio e difesa con le varie combinazioni tra di loro. Basta aprire il libro e raccogliere la perla.

Ci sono anche “collezionisti” che raccolgono idee di gioco, modi diversi di espressione tecnica dei giocatori durante la partita. E’ già un libro più difficile da fare.

Una bella raccolta anche per le difese? Può capitare di dover insegnare la zona, quale facciamo?

COME PENSA IL COACH?

“I miei esercizi” è un modo di vedere tutto il basket in modo personale, come dire il “mio attacco”, perché gli esercizi a lui si riferiscono.

Oppure, esprimersi con  la “mia difesa” perché tutto è riferito alla fisicità e temperamento dei “miei giocatori”, che la realizzano procurando il disagio tecnico.

Coach

Si possono legare gli esercizi “alla specializzazione”, quella per cui un giocatore è noto, ovvero per sviluppare la sua “l’identità”.

Ecco il punto fondamentale perché quello che conta è il terminale. Sono “i miei giocatori” che contano, “i miei esercizi” sono come dei vestiti per loro, per “i miei giocatori”.

E i giocatori sono diversi, essendo la caratteristica variabile di ogni squadra. Va da sé che “i miei esercizi” sono dentro un libro che gli altri non possono leggere. Se lo fanno devono comprendere lo scopo e condividerli, se vogliono anche  utilizzarli.

Uso semplicemente “i miei esercizi” per loro, i giocatori,  che hanno un preciso scopo per usarli, comprendendo il disagio che procurano agli avversari.

Ecco il sale che da gusto a tutto. Per farlo occorrono soprattutto le “mie idee”, rappresentati dai “miei esercizi”,messi in pratica dentro “il mio gioco” per sfruttare le capacità dei “miei giocatori”. 

I MIEI GIOCATORI

Bird Larry

Se devo scegliere , preferisco allenare giocatori non giovani o vecchi , ma disponibili. I “miei giocatori” devono essere disponibili per “i miei esercizi”.

La disponibilità è la caratteristica più importante del ragazzo da allenare. Solo i migliori sono disponibili perché non si legano al poco che sanno fare ma al desiderio di apprendere molto.

A prescindere dalle abitudini pregresse e caratteristiche individuali , ogni giocatore dovrebbe essere in grado di tirare con buone percentuali ed avere l’abitudine di andare a rimbalzo.

Comincerei così ad elencare i “miei esercizi”, da questo punto.

Lo scopo dei “miei esercizi” è dare l’abitudine per il rimbalzo d’attacco. Andare a rimbalzo direttamente, seguendo il proprio tiro, che produce un’abitudine per farlo anche indirettamente.

Un apprendimento necessario. Non ci piove, è una priorità assoluta almeno per i giovani.

Definisco questo abbinamento di fondamentali , tiro-rimbalzo, valido sempre e senza controindicazioni. Un paio di fondamentali che stabiliscono anche una “identità” perché non riscontrabile, se non in via del tutto eccezionale, in altri giocatori.

Questo genere di abbinamento tra due fondamentali, ha una caratteristica. E’ difficile che un ragazzo possa apprenderlo da solo. Può farlo col tiro, ma per far comprendere l’importanza del rimbalzo ci vuole l’allenatore. 

In palestra potrebbe riuscirci solo se il Coach ci crede, utilizzando una didattica che unisce sempre il rimbalzo dopo il proprio tiro.

Tiro Parabola.2

Quindi, il primo dei “miei esercizi” da mettere nel libro contiene l’accoppiata tiro-rimbalzo. Sarà difficile contenerla, arginarla perchè manca l’abitudine al tagliafuori difensivo.

Potrebbe anche essere intesa come una “scorciatoia” per fare canestri facili. Di solito appetibile e subito comprensibile dai giocatori, ma non questa. Sarà un caso?

Va da sè che intendiamo parlare di allenamento per giocatori disponibili , non solo per quelli della fascia Under.

Anticipo un dettaglio importante. I “miei esercizi” preparano anche per il controllo del gesto stesso, il tiro.

Un riguardo particolare per il controllo della parabola, della distanza, della auto-correzione, quindi tiri legati al palleggio , passaggio e movimenti senza palla.

CREARE UNA MENTALITA’

Mentre vengono eseguiti gli esercizi si deve andare, ogni volta, a recuperare la palla con l’idea della possibile “correzione” del proprio gesto. La definiamo correzione “fisica” per distinguerla da quella “tecnica”.

Bisogna farlo con la massima intensità. E’ importante. Motivare i propri giocatori fino all’esaltazione è il lavoro del Coach.

Ma soprattutto è importante non lasciarsi coinvolgere negativamente dal fatto che tiro-rimbalzo non è di moda. Se i grandi tiratori non seguono il loro tiro, i giovani una volta tanto non dovrebbero farsi influenzare.

I giovani, possono trovare la fiducia attraverso questa pratica. Quella fiducia che, una volta acquisita, si può trasformare in pigrizia se si perde l’abitudine che l’ha creata.

basketball Tiro-Parabola

Nella cultura del tiro del giocatore giovane va inserito il concetto del “tiro perfetto”.

Serve per mettere la meta ad un livello più alto dell’apprendimento stesso e della soddisfazione di fare 2Pt., o 3Pt.

Il tiro perfetto è l’esecuzione che vede la palla entrare senza toccare il ferro, accarezzare la retina e con lo “spin”, a contatto col terreno, far tornare la palla verso il tiratore.E’ la nostra pratica dei T.L. Unica situazione in cui chi tira non segue il suo gesto.

“ I MIEI ESERCIZI” PER “TIRO-RIMBALZO”

Gruppi di tre ragazzi dentro un allenamento definito a “stazioni”, in modo che , ruotando, si presentino a turno per questa pratica.

Scopo: apprendere due tipi di correzione del proprio tiro. Quella tecnica e quella fisica.

LA SCHEDA:

Allenamento Tiro Individuale
1. Palla medica 2-3 Kg. Tiro alternato da sotto. Ruotare le posizioni. 10×3 ;
2. Tiro di tabellone per sciogliere. Da vicino, ma 10-15 consecutivi a squadra;

TIRI LIBERI PERFETTI (3-4-5 consecutivi)
3. Sulla linea del T.L. Cambiare la parabola tirando da una distanza fissa. Normale, Alta, Altissima. Cambio di posizione. Gara con tre tiri consecutivi, ma andando a rimbalzo. Se c’è il recupero , vale il tiro che corregge.

TIRI LIBERI PERFETTI (3-4-5 consecutivi)
4. Raggiere. Vicino-Medio-Lontano. Con rimbalzo per recupero e correzione. 7 raggiere, 21 canestri.

TIRI LIBERI PERFETTI (3-4-5 consecutivi)
5. Con partenza dal T.L. 1c1 agonistico. Due tiri: vicino-lontano. Da vicino (T.L) senza correzione, da lontano (3Pt.) con correzione.

TIRI LIBERI PERFETTI (3-4-5 consecutivi)
6. Two-Ball. Un minuto a coppie. 70Pt.

ALLENAMENTO TIRO-RIMBALZO

Tiro Palla Medica

1. PALLA MEDICA (riscaldamento)

Scopo: Cura del gesto e far sentire la palla più leggera, per un controllo migliore.

Tirare alternati da vicinissimo e recuperare la Palla Medica col passo avanti.

La palla non deve toccare il ferro e nemmeno il terreno.

Dopo 10-15 tiri, si cambia la posizione.

2. TIRO DI TABELLONE (riscaldamento)

Tiro di Tabellone

Scopo: sciogliere il braccio dopo la palla medica. Si può fare anche in palleggio.

Tiri consecutivi di squadra:10-15

Cominciare tirando coi piedi dentro l’area.

Abituarsi al tabellone tirando con l’angolo giusto (45°)

3. CAMBIARE LA PARABOLA

Tiro variando la parabola

Scopo: controllo della parabola;

Da un punto fisso (linea del T.L) realizzare 3 canestri cambiando la parabola.

Prima Didattico , poi Agonistico.

Agonistico con tre consecutivi, seguendo il tiro , correggendolo in caso di errore.

 

Vertice parabola

La palla non deve toccare il pavimento.

Gara ai 3 canestri e ruotare le posizioni.

Gestire la parabola vuol dire sapere come usare il suo vertice.

Serve in modo particolare per gestire la distanza. Man mano che ci si allontana dal canestro, il vertice cresce.

4. LE RAGGIERE

Tiro RaggiereScopo: controllo della parabola in relazione della distanza del tiro.

Le “Raggiere” sono segmenti che partono da sotto canestro e si allontanano incrociando un punto dell’area, diversamente distanti da canestro.

L’incrocio con l’area rappresenta la parte più vicina a canestro. Poi si tira da metà, quindi da 3Pt.

In caso di errore , recuperando la palla prima che tocchi il terreno, si può correggere il proprio tiro.

Tre consecutivi per cambiare raggiera.

Le raggiere sono 7, vince chi fa 21 canestri.
5. UNO-CONTRO-UNO TIRANDO

Tiro. Vicino-lontano

Scopo: controllo della parabola nella competizione.

Tiro da vicino e , se si realizza, si può tirare da lontano (Vicino-Lontano) con possibilità di correzione seguendo il proprio tiro.

In tre, si tira contemporaneamente. 

Con la realizzazione del primo tiro,  si palleggia fino alla linea da 3Pt . Andando a rimbalzo il recupero vale per la correzione.

Gara. 5 vittorie

6- TWO-BALL

Tiro Two-BallScopo: Tiro-Rimbalzo con la tensione della gara

Quanti punti in un minuto?

Si tira dalle pedane colorate. In due con una palla (Two-Ball).
Tiro-Rimbalzo, col recupero valido per correggere. La palla non deve toccare il pavimento per usare un secondo tentativo.

Tiro-Rimbalzo e Passaggio al compagno posizionato su una pedana.

Prima di tirare da 7pt. e da 8pt. occorre avere tirato da tutte le pedane.
Gara 80Pt. in un minuto. Tre tentativi, quindi si prova a 70 Pt., quindi a 60Pt.

Questo è l’unico esercizio conosciuto che cura tre fondamentali in modo agonistico: tiro-rimbalzo-passaggio.

Questi sono “ i miei esercizi” che hanno lo scopo preciso. Non c’è bisogno di ripeterlo. Il “Two-Ball” è una grande esercitazione adatta per lo scopo con tensione psicologica della partita. E’ come essere in gara, eseguendo una “collaborazione” a coppie.

Allo stesso modo alleniamo gli altri fondamentali con esercizi che mirano ad un nuovo scopo tecnico. Il “Back-Door” per esempio. Ovvero “i miei esercizi” per il “Back-Door”.