I Movimenti dell’Attacco

SI PUO’ VINCERE CONTRO I PIU’ FORTI?

Certamente, ma sorprendendo , andando contro corrente, con una propria identità di gioco. Un solo punto di riferimento, i propri giocatori che cresceranno con abitudini diverse per scelte tecniche precise. Con le loro caratteristiche psicologiche, fisiche, tecniche adatte ad esprimere un basket diverso, evoluto, che si differenzia da quello giocato normalmente, specialistico. Una nuova idea diventa  imprevedibile per un lungo tempo perchè il comportamento è legato alle nuove abitudini.

Sono le evoluzioni tecniche, i cambiamenti e le interpretazioni dei fondamentali che portano a nuove abitudini. Rappresentano anche sorprese che gli avversari hanno bisogno di digerire per contrastarle. Alla base ci sono le idee, animate da scintille, ognuno ha le sue.

Le nostre? Far giocare tutti playmaker, un unico ruolo che permette in effetti una evoluzione individuale e di squadra. Cominciamo invitando tutti ad organizzare, per poi inserire il ruolo del pivot. Non avete idea di come “tutti playmaker” vada contro corrente, faccia saltare concetti radicati fin dalla notte dei tempi. Quasi tutti gli allenatori inorridiscono al pensiero di dover cambiare il loro “castello” didattico.

Si parte dal presupposto che le specializzazionei sono dannose. Tutti devono imparare a fare tutto, comprendendone lo scopo. Infatti  il basket è , per definizione, uno sport di abitudini giuste che alla fine sono quelle dei ruoli, limitate,  sempre le stesse, anche perchè allenando si guarda troppo spesso nel giardino degli altri. 

Ma il sistema di gioco nuovo ha dei vantaggi, individuali e di squadra. Ha un impatto devastante sulla gara, per gli avversari costretti a subirlo. Impatto che fa vivere di rendita per un lungo periodo di tempo. Realizzarlo per far giocare tutti “palymakers” stabilisce nuove abitudini.

Giocarci contro crea un disagio. Questo capita perchè , normalmente, tutti copiano, quindi tutti  i giocatori fanno le stesse cose, espresse diversamente grazie al talento specifico: psicologico, fisico e tecnico.

Quando nel 1956 Bob Cousy usci da una mischia col cambio di mano dietro la schiena, tutti lo appresero in un attimo. E’ l’effetto risonanza.

Ed è anche la legge del basket, per cui tutto quello che succede sul campo, è di tutti quelli che lo apprezzano e lo vogliono. Si possono “rubare” le idee degli altri, comprendendole.

Bob Cousy donò al mondo del basket la sua abilità. Lo stesso hanno fatto tanti altri campioni, regalandoci la loro specialità. Ora va di moda lo “Step-Back” perchè si può legare al tiro da 3Pt.

Dico cose note, naturalmente. La stessa cosa capita per il  gioco. I movimenti dell’attacco sono la sua espressione , ovvero la dimostrazione di come far giocare una squadra di Basket che ha componenti con carateristiche specifiche. Un movimento vincente appartiene a tutti.

Copiando il sistema di gioco, pensate che sia difficile far giocare un gruppo? E’ una problematica alla portata di tutti.

Un allenatore non deve fare corsi di specializzazione, basta che stia attento alla risonanza. Nel 2017-18 ,ogni squadra a livello nazionale ed europeo fa la stessa cosa.

Pur avendo giocatori di caratteristiche diverse, si fa lo stesso movimento di squadra, ovvero incrocio in palleggio laterale con l’inserimento del blocco per l’inversione. Vedi il Diag., sopra. Non solo , naturalmente, ma questo credetemi è inserito.

Lo potremmo definire anche come un “finto attacco” di squadra per giocare, quello vero, con l’inversione del gioco. Valido sia contro la zona che la difesa “uomo”.

Se lo fanno tutti vuol dire che è stato valutato adatto per ogni squadra, pur avendo caratteristiche diverse. Così qualcuno lo farà meglio degli altri, ma intanto psicologicamente ci si può sentire all’altezza della situazione. E’ già successo nel tempo passato e così sarà sempre in futuro. Non importa quello che fai , ma come lo fai.

Insieme a questo attacco ce ne sono almeno altri tre, sempre fatti, eseguiti,  da tutti, con varianti tali da realizzare il famoso “penetra e scarica”. Lo scopo infatti è sempre il tiro da 3Pt., l’idea leader di ogni squadra moderna.

Devono giocare allo stesso modo le squadre giovanili? Importa molto se viene sacrificato un fondamentale importante come il “Rimbalzo” d’attacco? E le squadre seniores conoscendo l’attacco che usano le squadre migliori, hanno qualche possibilità in più di vincere?

Per vincere contro i più forti ci sono poche possibilità seguendo la corrente. Bisogna andare contro corrente, utilizzando idee inedite, innovative,  che mettano disagio tecnico. Scontato?

Non pensate che sia difficile, non è da tutti sicuramente, ma è materia di coloro che conoscono il movimento, il suo sviluppo ed utilizzano anche idee tralasciate nel mare immenso della tecnica.

Non pensate alla tattica che basta una sola volta eseguirla per essere scoperti. Col “sistema di gioco” innovativo, diverso dagli altri, si recupera identità e imprevedibilità illimitata. Difesa ed attacco sono chiamate in gioco.

La nostra idea che utilizziamo dal 1972 è sicuramente diversa dall’indirizzo tecnico fatto per raggiungere il solito apprendimento. Parte dal presupposto che si migliora togliendo le specializzazioni, soprattutto quella del Playmaker. Non arriciate il naso, perchè nessuno impedisce a chi ha più talento nel guidare un gruppo, di poterlo fare. Vogliamo invece ampliare il repertorio di tutti, invitando a fare tutto secondo le proprie possibilità, poco o molto che siano.

Il fatto che tutti lo dovranno fare , esercitandosi nelle varie situazioni, deve essere supportato da un sistema di gioco innovativo, basato sul “finto attacco” in palleggio usato per l’1c1, centrale per iniziare l’attacco, laterale per finirlo .

Un fondamentale poco usato che noi, invece utilizziamo come guida per raggiungere i nostri scopi. Insegna nuove abitudini, soprattutto a leggere la difesa.

Il “Finto attacco”, come tutti sanno,  può essere individuale e di squadra. E’ solo una finta che va inserita in quella categoria di fondamentali e che ha tutte le sue caratteristiche. La prima? Essere credibili.

Individualmente, viene utilizzato perchè bisogna sempre attaccare col “palleggio protetto” e cambiare scelta solo se la difesa chiude la via del canestro. Fatto da tutti, non solo dai migliori.

In fondo un dettaglio semplice, che fa però cambiare l’identità di tutti. Provare per credere.

Con “tutti playmakers”, ci sarà un grande miglioramento individuale a livello giovanile, perchè a loro è indirizzata la nostra idea. Anche coloro che di solito sono “reclusi” dentro le specializzazioni, diventano protagonisti. Un solo inconveniente, ci vuole più tempo.

Non verranno fatti tiri forzati, ma solo se si prende un vantaggio, altrimenti si gioca con la squadra. Infatti mentre si sviluppa l’1c1, come finto attacco, quattro compagni senza palla si muovono secondo spostamenti memorizzati.

Non tutti i seniores hanno la capacità di accettare questo concetto, ma nel caso, come è capitato, diventano immarcabili.

I seniores non accettano nuovi fondamentali e nuove abitudini perchè sono abituati a fare come tutti. Copiare un sistema e ripetere il concetto di moda, l’idea leader legata al tiro da 3Pt.

Lo scopo dell’allenatore delle giovanili è diverso, o dovrebbe essere diverso.

Ogni giocatore deve comprendere il valore della conoscenza e tutti gli allenatori insegnare lo spirito del gioco che si può raggiungere solo giocando nel ruolo del playmaker.

Per poterlo fare, per organizzare, devono conoscere l’1c1 in “palleggio protetto”, come “finto attacco”. L’esclusione del “ball-handling” è necessario.

Se il difensore non lascia vantaggi, quindi chiude la via col corpo,  il contatto fisico diventa per lui svantaggioso e permette la “fuga” in palleggio per allargare il gioco e passare palla ai compagni.

Infatti, nel momento del “contatto” il difensore si blocca, mentre l’attaccante guadagna spazio e libertà d’azione.

FARE UN TIRO? MEGLIO FARLO FARE

Questa è la situazione odierna del basket giovanile , retaggio dei sistemi di gioco in auge, quello che vedono per televisione e che , purtroppo, si trasmette ai giovani.

Importante è fare un tiro, anche senza senso, forzato e senza seguire la traiettoria per il rimbalzo. Fare un tiro e basta , per i giovani, è il “gioco di squadra”.

Andare contro corrente a livello giovanile significa costruire una mentalità e un sistema di gioco dove tutti imparino a farlo fare , il tiro, quindi il passaggio diventa veramente il fondamentale N°1.

Noi con questa idea , da parecchi anni, facciamo giocare tutti nel ruolo del playmaker e nessuno a pivot , che invece cureremo in una seconda fase.

L’attacco, fatto con l’1c1 in palleggio, va usato per violare la linea di fondo, ma eseguito come “finto attacco individuale”. Significa che si tira solo se si prende un vantaggio di spazio, altrimenti si gioca con la squadra. Bisogna imparare veramente a “leggere la difesa”.

Lo stesso concetto di 1c1 in palleggio come finto attacco, viene utilizzato da tutti per costruire il gioco, per fare il passaggio d’entrata nel sistema di gioco.

Il “finto attacco” in palleggio, da immaginare, precede il passaggio di (1) a (3).

Il dai-e-cambia successivo è vincente, come taglio in mezzo all’area, il che comporta l’uso preciso del passaggio.

Fare quel passaggio, come si vede nel Diag. vuol dire avere migliorata l’abilità.Tutti sono chiamati a farlo, cosi come tutti devono essere pronti ad organizzare ed iniziare il gioco. Come?

Si porta avanti la palla, con la squadra, dal fondo al superamento della metà campo in modo che chi organizzerà l’inizio del sistema di gioco sia una sorpresa.

COPIARE E’ UN AIUTO…LIMITANTE

L’erba del vicino è sempre più bella? A volte si copia anche la disposizione delle piante . Perchè sforzarsi per presentare qualcosa di nuovo?

A livello professionistico i problemi sono molti per il movimento dei giocatori che arrivano e partono. Non c’è tempo. Così, tutti giocano allo stesso modo, ci avete fatto caso? Quest’attacco, la doppia uscita, è di moda da oltre 20 anni.

E’ una scelta obbligata che si fa copiando, per necessità, le esperienze degli altri. Non lo dico solo io. Il basket si è poco evoluto.

Lo fanno tutti, quindi si può fare, lo stabilisce cosi un’idea stupida statistica , senza considerare che ha un aspetto limitante e negativo. L’allenatore che copia non sarà mai come Annibale che per ogni battaglia sfruttava l’imprevedibilità in modo variabile.

In un mondo dove tutti copiano dagli altri, la volta che un allenatore ha un’idea nuova, originale, diventa come Annibale. Chi vince non è mai per caso, sicuramente  non continuerà a farlo per sempre. Nello spirito del Basket, non esiste l’arma totale e la contromossa è alla portata di tutti a livello psicologico, fisico e tecnico.

Se si copia sempre, si arriva dopo. Non verrà mai a galla nel mare delle idee, qualche nuovo dettaglio, un’idea legata alla conoscenza delle caratteristiche dei propri giocatori che potrebbe realizzarsi con successo nel contesto generale.

La speranza di realizzare sempre , da parte di tutti, il tiro da 3Pt., senza cercare di recuperare il rimbalzo, può essere la prerogativa di una squadra che è riuscita a scegliere quei giocatori sul mercato in un momento particolare. Annibale sfrutta l’imprevedibilità col gioco nuovo che sorprende tutti. Non è una tattica, bensì trattasi di novità tecnica.

Non guardate con gli occhi “copianti” il basket NBA. La sua prerogativa è lo spettacolo, che è un’altra cosa rispetto al gioco fatto nelle Università. Copiare quel tipo d’esempio illude solamente.