Il Gioco Di Squadra

Il Basket è quello realizzato in campo da ogni squadra secondo le regole del gioco e i fondamentali combinati per sfruttare il talento dei giocatori e le idee dell’allenatore.

Va da sé che, per regole non si intendono solamente quelle del “regolamento” , ma soprattutto quelle tecniche, relative al gioco di squadra.

Diverse sono le caratteristiche dei giocatori e diverso dovrebbe essere il gioco di squadra espresso dai giocatori.

Tuttavia , a tutti i livelli, sono le interpretazioni individuali del gioco che interessano per l’insegnamento. Sono di carattere psicologico, fisico e tecnico. Tre fattori interessanti, da studiare profondamente, come espressioni della sicurezza che i giocatori mettono in campo.

Il ragazzo forte fisicamente, userà soprattutto le sue capacità fisiche, chi ama la tecnica cercherà di risolvere i problemi tecnicamente, ma solo la comprensione va sempre bene.

Va da sè che fin dalle prime fasce della categoria Under, l’interpretazione dovrebbe essere legata alla comprensione del gioco, ma non è cosi.  E’ troppo importante fare un tiro che rappresenta il loro “gioco di squadra”.

Cosa c’è da comprendere? Innanzi tutto il rispetto degli spazi durante il movimento con palla, senza la stessa e a rimbalzo.

Poi l’idea “leader” che guida ognuno per indirizzare la propria pericolosità verso il gioco di squadra fatto di difesa e attacco. La pericolosità in attacco , soprattutto con palla, si basa sulla sicurezza acquisita con la memorizzazione dei fondamentali.

LA SICUREZZA

La sicurezza abbinata al gioco di squadra, ha un riferimento per lo sviluppo tecnico indirizzato nella sola metà campo e tutto campo. Vale per i fondamentali e per il gioco di squadra. Ci interessa particolarmente quella relativa ai fondamentali.

Per il tiro proponiamo di legarlo al rimbalzo, quindi Tiro-Rimbalzo; Il passaggio va legato alla finta, quindi Finta-Passaggio; Il palleggio legato alla protezione della palla, quindi Palleggio Protetto; La difesa, va legata al concetto che non si difende contro un avversario, ma contro una squadra.

La pericolosità nella esecuzione dei fondamentali,  proposta nel gioco tutto campo è abbinata alla transizione veloce da difesa verso l’attacco e viceversa. In altre parole si gioca col “Contropiede” e “Pressing”.

Anche in queste situazioni di gioco, la sicurezza consiste nel prendere un vantaggio e mantenerlo, nell’aggredire senza farsi battere. L’allenatore , per lo scopo, stabilisce in tutti questi casi le regole da seguire.

L’apprendimento dell’idea “leader” sarà la meta più importante per realizzare il gioco di squadra. I gradini che portano alla fine del processo didattico sentono giustamente l’influenza psicologica, fisica e tecnica.

Come già detto, c’è chi gioca per fare un tiro, non importa come, importante che soddisfi il proprio super-ego. E, il più delle volte, l’egoismo fa pensare al solo attacco, mentre si vince con la difesa.

C’è anche chi ha compreso l’importanza di “farlo fare”, a dimostrazione che le caratteristiche psicologiche sono quelle più importanti.

Sono pochi, ma è sbagliato sfruttarli con la specializzazione a discapito degli altri. Tutti devono avere cognizione e realizzare “lo spirito del gioco”.

Devono quindi  comprendere come il Basket sia un gioco di squadra e realizzarlo guidati dall’idea “leader” e dalle regole. Un paradosso ostacola questo principio universale.

Poiché è uno sport “costruito” dai fondamentali, vanno sviluppati al massimo per migliorare la pericolosità individuale, ma equilibrata psicologicamente dal concetto che l’abilità migliorata bisogna poi offrirla ai compagni di squadra.

Mettere in pratica questo concetto è come scalare l’Everest. Fortunatamente ci sono “le definizioni” che hanno il valore delle regole della “Costituzione”.

Una definizione sistema praticamente questo paradosso, che così suona: “Il Basket è uno sport di regole e fondamentali, dove le prime hanno la priorità”. Infatti, se cambiano le regole del regolamento, cambia il gioco di squadra.

Ma non esistono, come già detto, solo le regole del “regolamento” , ci sono anche quelle tecniche , relative al “Gioco di Squadra” da mettere in pratica istantaneamente, leggendo la difesa. Perché pensare è “lento”, reagire d’istinto è “rock”.

Ecco la chiave dell’allenamento fatto per la comprensione del 5c5, giocando col massimo impegno. Cosa voglio dire?

Si può perdere la palla per infrazione di passi, giusto?, ma anche perché non la si passa al compagno libero. Non spetta all’arbitro di gara fischiare questa infrazione tecnica, ma al Coach in allenamento che sentenzia: “Persa la palla!!!”

Ecco un motivo per giocare molto 5c5 in allenamento, ma non fine a se stesso, tanto per far divertire ragazzi che, invece, devono apprendere il gioco. 

Bisogna farlo per creare una abitudine giusta verso il rispetto delle regole del gioco, in poco tempo. Si divertiranno in una seconda fase, ma soprattutto mentre giocano le gare di campionato.

E’ solo un semplice esempio, in mezzo agli altri mille, perché altrettanti sono i dettagli per far apprendere il “gioco di squadra” che segue l’idea “leader”.

Solamente un modo per allenarsi con poco tempo a disposizione, che ritengo giusto per l’apprendimento del gioco di squadra.

Arriva il momento di “costringere”, spingere  i ragazzi verso  meta fondamentale del “gioco di squadra”, perché altrimenti loro penseranno solo a “fare un tiro”.

Non storcete il naso di fronte alla parola “costringere” perché questo è il basket. Ci sono prima le regole da rispettare, che rappresentano il gioco di squadra, importanti come quelle della Costituzione. I fondamentali sono importantissimi, ma vengono dopo.

Oltre alla pratica 5c5 con il “regolamento tecnico”, ci serviamo della la favola per una migliore “comprensione”, ovvero per far assimilare lo “spirito del basket” che aiuta ad equilibrare la natura egoistica del ragazzo. Si chiama: “Spider Slim, il giocatore che non voleva fare un tiro”.

Dopo averla scritta la inviamo per posta ai ragazzi, una bella sorpresa da ricevere a casa. Lo facciamo dopo averci lavorato sopra in allenamento perché possano confrontare la pratica con la teoria.