Il Progetto

 

UNDER 14.15.16  

 

basketball Tiro-Parabola

Il progetto è ciò che si pensa di fare allenando o giocando, ovvero un proposito da realizzare in modo personale, un’ idea, un programma, un piano.

La realizzazione del proprio progetto si trasforma in esperienza acquisita. Vale sia per il giocatore che per l’allenatore.

Il progetto ha sempre un’idea leader. Per l’attacco vogliamo uniformare i ruoli, considerandone uno solo. Quello del playmaker. Non significa che tutti possano diventare quello che non potranno mai essere. Tutti però miglioreranno attraverso questa pratica. Poi, penseremo al gioco del Pivot che tutti dovranno conoscere.

L’ho sempre fatto dal primo momento che ho cominciato ad allenare. Semplicemente un modo di pensare al futuro del ragazzo invece del presente. Tanti ragazzi consapevoli ancora mi ringraziano.

Sacchetti

Romeo Sacchetti non aveva mai pensato che avrebbe potuto giocare nel ruolo di Playmaker. E questo, sia ben chiaro, non è dovuto al fatto che lui fosse un “Playmaker”. Giocare nella cabina della regia serve a crescere, migliorare le proprie capacità interpretative.

Come lui tanti altri ragazzi hanno fatto questa esperienza, praticamente tutti i miei allievi da quando ho iniziato ad allenare, nel lontano 1972. Controcorrente? Non credo.

Il tema del “Progetto” vuole sottolineare come si pensa di far giocare a Basket un gruppo di ragazzi per seguire la “meta” indicata.  Ma anche  come controllare la loro disponibilità. Lasciandoli liberi di scegliere l’interpretazione del ruolo unico avremo molte risposte differenti.

Intanto, nessuno interpreterà il ruolo del pivot  nel modo classico, almeno per un po’,  e questo migliorerà il futuro di tutti i ragazzi.

Va da sè che siamo consapevoli delle difficoltà che incontreremo e non obbligheremo nessuno a fare qualcosa, se manca la consapevolezza nell’agire.

Un progetto, a nostro modo di vedere, interessante. Il Video mostra come un piccolo gioca “centro”, come post-alto,  e come i lunghi passano la palla “dentro”.

Attacco Mano

Portare i giocatori sulla strada di un apprendimento consapevole è quindi la nostra meta.  Per farlo, vogliamo rigorosamente basarci sulle caratteristiche psicologiche , fisiche e tecniche dei ragazzi a disposizione. Soprattutto quelle psicologiche perché senza la “disponibilità” non si va da nessuna parte. L’esecuzione del gioco si avvale dei suoi principi  con l’inserimento dell’idea leader.

Lampo e Attacco al fondo 2

Vogliamo giocare con l’1c1 dalla posizione di Ala, fatto però dal playmaker. Chi organizza avrà questo privilegio. Quindi, in futuro, l’1c1 per il pivot, realizzato  però anche dai “piccoli”.

Non nel modo tradizionale che definiamo “a termine”, bensì col “finto attacco”. Cosa significa? lo vedremo, molti articoli ne parlano. E’ una finta e come tale, bisogna essere pronti a fare quello che si è fintato.

Il suo valore profondo? Fa passare la difesa da protagonista a vittima. (Video ) Questa idea dovrebbe stimolare tutti i ragazzi a giocare playmaker, anche se non hanno le capacità tecniche, pronte per farlo. Usando il sistema “Lampo” si può .

Un sistema senza ruoli dove tutti possono giocare ovunque. Un sistema valido contro tutte le possibilità difensive, senza il ruolo speciale del Pivot, ma che si regge  con la collaborazione Alto-Basso. L’esecuzione di “Lampo” ha la possibilità di far pratica ai lunghi nella posizione del playmaker. Se i video mostrano sempre i piccoli in palleggio, immaginate voi di vedere anche i “lunghi”.

Difesa Press Ottimo

Per la difesa, vogliamo l’esecuzione del pressing, ma anche della zona. Tutto campo e nella sola metà.

Una zona  “2-3”, anch’essa aggressiva, basata sul concetto di “aiuta-e-recupera” e “rattriplo” sul “post”.  Significa che tre difensori chiudono ogni via al “post”, quando riceve palla.

Un “Pressing” con aggressività sulla palla, ma senza farsi battere. Quindi il raddoppio e scambio, con l’intervento del terzo difensore, la cui prontezza è decisiva per intercettare. Il “Run And Jump” ha una forma educativa interessante.

Una “rotazione difensiva” in avanti, verso la palla. Uno solo rimane libero, per un istante, quello più lontano.

Pressing che inizia dalla rimessa della palla dal fondo, col marcamento faccia-faccia e “protettore”, ovvero un compagno in seconda linea pronto ad intervenire.

Rientrando nella propria metà campo si gioca con responsabilità individuale, per soddisfare  però regole precise a seconda delle situazioni e scelte  del Coach. Si gioca con un concetto fondamentale e scontato: bisogna difendere contro una squadra e non contro un avversario solamente.

L’idea “leader” della difesa è il “Double Team”, sia che alla base ci sia la “uomo” che la “zona”. Ecco un esempio.

Difesa Pick Roll Double Team

IL PROGETTO E’ CONDIVISO?

Aggressività color

L’allenatore ha quindi  il suo progetto, ma sappiamo benissimo che i ragazzi hanno diversi modi d’interpretare il gioco proposto, soprattutto per l’attacco.

Se sono forti fisicamente  saranno anche presuntuosi ed egoisti. Metteranno subito questa caratteristica sul piatto della bilancia. Senza leggere la difesa. Quando  troveranno giocatori altrettanto forti,  saranno umiliati. Se sono diligenti saranno dei bravi esecutori e basta, senza incisività.  Vogliamo giocatori che comprendano la situazione, ed agiscano leggendo la difesa.

Attaccare 1c1 e decidere se continuare o meno, è lo scoglio da superare. Forzare non ha senso.

Basta comprendere istintivamente se si è preso un vantaggio oppure no. Significa finire l’azione oppure “fuggire” dalla zona calda se  la difesa è in vantaggio.  Sembra un problema chiaro ma non lo è.  Ci vorrà come sempre tempo e pazienza , ma vanno convertiti alla proposta  del Coach.

Questo è il progetto dell’1c1 con palla, come “finto attacco”. Si attacca e si “fugge” come nella favola degli “Orazi e Curiazi”, l’inseguimento sarà punito.

Il “finto attacco” esige il comportamento della finta. Come detto, bisogna essere pronti a fare quello che si ha fintato. E , soprattutto, essere credibili. Nell’esecuzione dell’1c1 dell’ala, i compagni si dispongono sulla linea del T.L Non fermi, ma si muovono con una sequenza memorizzata precedentemente. (Video)

Transizione Laterale e gioco N°4

Sia nel CP (contropiede) che nell’1c1 dell’Ala bisogna saper attaccare la “Linea di Fondo” che rappresenta la morte della difesa. E’ stato scritto un articolo in proposito.

Ragno2 Attacco pressing

Su questo argomento va fatta una profonda meditazione. Osservando il video si può notare come, attaccando lateralmente in palleggio, ci si ferma troppo  spesso di fronte alla “linea di fondo”. Ciò è profondamente sbagliato, dal momento che  i compagni si posizionano lungo il “tiro libero”.

Il video sopra mostra il finto-attacco in transizione, partendo dalla rimessa contro il pressing e finendo con l’attacco alla linea di fondo.

Va da sè che bisognerebbe  penetrare più in profondità e  tentare  di attraversare l’area, invece di   fuggire in palleggio dalla zona “calda”  per tornare  di lato, da dove si è partiti.

Ci vorrebbe la difesa per una migliore comprensione, ma si può immaginare. Tutto questo fa parte  del “finto attacco”, la nostra idea “leader”. Può essere fatto individualmente oppure di squadra ,tenendo conto che deve essere credibile e pronti a fare ciò che si è fintato.

LA DIFESA E’ LA  META PRINCIPALE DEL PROGETTO

Difesa Non farti battere

Per la difesa , il progetto del Coach  è far comprendere  cosa succede in campo, per adeguare il proprio comportamento. E’ una regola universale che vale anche per l’attacco. Vogliamo sempre un Basket di “comprensione”.

Se si usa il pressing, raddoppiando, non si può intervenire a caso.

Aspettare i momento propizio è dentro la logica del “disagio tecnico”, prodotto dal lavoro difensivo.

Se si cerca  di “rubare” la palla la scelta del tempo è decisiva. Sbagliando,  si  mette in crisi tutta la difesa.

Ci vuole attenzione, furbizia e senso tattico. Non è poco. Basterebbe memorizzare due domande: “Cosa sta succedendo?”, “Come mi comporto?”. Parliamo di atteggiamenti provati e riprovati in allenamento.

Va da sè che non è sufficiente l’allenamento, dove tutto è conosciuto e sotto controllo. Quasi tutti usano una furbizia inutile che non ripetono mai in gara.

Ci vuole una vera comprensione per  farlo anche in partita, con un atteggiamento  intelligente , sorretto da  un pizzico di talento. Bisognerebbe giocare anche durante la settimana ,con squadre diverse, ci si allenerebbe meglio per una vera comprensione.

Difesa pressing ottimo

USARE IL CORPO E’  IMPORTANTE

Tagliafuori Pivot

L’apprendimento dei fondamentali difensivi è il nostro progetto prioritario. Chiediamo per esempio, anche con enfasi , di usare il tagliafuori. Ci vuole massima concentrazione.  Come sempre gli esercizi non bastano.

Ci vuole soprattutto  l’orgoglio  dei giocatori e  psicologia del Coach. Sicuramente l’abitudine a farlo non nuoce.

Allo scopo abbiamo inserito la “Guerriglia a Squadre” ovvero lotta continua dentro l’area. Se si divertono è già un buon segno. Va considerato che il “tagliafuori” è un  fondamentale difficile da eseguire, ma si può e si deve fare.

Il Tagliafuori Esercizio

La disponibilità massima a difendere si raggiunge però  nel prendere lo “sfondamento”, e la strada è lunga.

E qui non c’è solo il problema della difficoltà, ci vuole coraggio. Direi anche spirito di squadra, che non vuol dire star bene insieme. E’ il rendimento la meta dello spirito, grazie al quale  si fa tutto per vincere. Quindi bisogna comprendere la situazione. C’è bisogno di prendere sfondamento? Sono pronto, dovrebbe dire chi ha il coraggio per farlo.

GIOCARE 1c1 MA COME FINTO ATTACCO

Vogliamo attaccare secondo una delle definizioni più importanti del basket. “Batti il tuo avversario con la palla, senza la stessa e a rimbalzo”.

Lampo e Attacco al fondo 2

Come già detto, l’1c1 con palla ha bisogno di un piccolo aggiustamento rispetto la “moda” corrente.

Non vogliamo i tiri della disperazione. Si attacca il “fondo campo”  leggendo la difesa. Sempre. I ragazzi devono  comprendere che,  in assoluto, è il principio più importante.

Se la difesa ha il sopravvento, l’attaccante non può fare un tiro ignorante. E’ la nostra opinione.

Per questo motivo, considerando il “valore della palla” , nasce l’1c1 come finto attacco. Non si può giocare in difesa con grande dispendio di energie per poi vanificare tutto con tiri frettolosi e forzati. Purtroppo l’esempio della TV non ci aiuta. Lo spettacolo creato dal tiro ignorante è accattivante.

IL PROGETTO DEL GIOCATORE

Competizione

La verità è che ci sono progetti nettamente diversi tra allenatore e giocatore. Non tutti sono subito disponibili, ma non è un difetto. Solo all’inizio è però accettabile. Perseverando significa che la scelta è difficile per loro, a volte impossibile. Talvolta per cattiva volontà. Ricordiamoci sempre che solo i migliori sanno cambiare.

Le  abitudini  acquisite rappresentano anche la loro  sicurezza e lasciarla per un progetto  diverso non è facile. Non bisogna scoraggiarsi a stimolare i giocatori, perché anche le nespole maturano.  Nella realtà, il progetto è realizzabile solo se si decideranno a scegliere, perché è il solo modo per crescere.

I Migliori cambiano

Non è detto che accada, può crearsi una realtà diversa dalle aspettative e mettiamoci il cuore in pace. Non tutti ce la fanno.

Scegliere di cambiare è una questione di intelligenza, ma anche di capacità.

Dalla parte del Coach ci vuole la consapevolezza culturale per come si apprende il basket, partendo proprio dalle esperienze che il giocatore deve fare, ma la scelta è sua.

Lo dice la fisiologia dell’apprendimento. E’  la scelta che conta, quella che loro devono fare. Va da sé che l’allievo è tendenzialmente scollegato dalle nostre idee, segue abbastanza ma solo durante l’allenamento. Non può durare a lungo, pena il fallimento. Di tutti.

Spesso ci illudiamo per i buoni risultati in allenamento, ma bisogna essere realisti.  Ripetersi in gara dipende dal talento. Volontà e intelligenza gli appartengono. Meno ne hanno e più si allontanano dai nostri progetti anche se le proposte sono accessibili. Secondo noi, naturalmente.