La “Favola” della Zona

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Mi dispiace per coloro che amano una sola parte del Basket. Non si può odiare la zona. Il basket va amato per quello che è con le sue montagne da scalare.

Avete visto la finale delle Olimpiadi del 2012 a Londra? La Spagna quasi sempre a Zona. E allora? Non è vero basket? Come è possibile far entrare questi pregiudizi nella propria cultura?

Ogni squadra gioca la difesa più adatta alle proprie capacità riconoscendo il valore dell’avversario. Si può fare? Non ci sono controindicazioni.

Troppa zona non abitua alla difesa individuale? Chi non ha gli “occhi della tigre” schiverà  ogni tipo di difesa e giocherà meno degli altri.

Non è facile giocare la zona e ,saperla attaccare con efficacia, non è per nulla scontato.

Come pensate che sarà la prossima finale alle Olimpiadi Brasiliane? Chiunque farà la finale con gli USA giocherà una parte della partita a zona. Semplicemente per avere una speranza di vittoria.

Apprendere la zona e saperla attaccare  è importante. E’ come imparare una lingua nuova. Bisogna cominciare da piccoli.

Noi lo abbiamo fatto, andando nella Scuola Elementare di Budrio (BO).

ALBA-TRAMONTO”, IL PRIMO ATTACCO

Attacco cerchio
Coi piccoli si può fare, anche se non conoscono il Basket. Comunicando semplicemente con una favola. A conferma che, quando le idee sono semplici, diventano semplicemente adatte e accessibili a tutti.

Come accerchiare i nemici e batterli? Sarà facile farlo? Quanti passaggi in un minuto?

Siete certi che si disporranno subito come nel Diag.? Va da sè che i due gruppi partiranno separati e lontani.

Sono bambini, ma non fate mai l’errore di suggerire la soluzione .

Attaccare la zona non è proprio come ascoltare una favola, ma si può tentare. Ognuno ci proverà coi suoi mezzi….

“Alba-Tramonto” è la prima idea di attacco insegnata ai bambini della scuola elementare.

L’abbiamo usata, in seguito, nei campionati Under, quando le regole della Fip l’hanno permesso.

Un semplice e valido attacco per tutti i livelli di gioco, realizzato ogni volta con le giuste varianti di adattamento alle caratteristiche individuali e alle situazioni di gioco, naturalmente.

Bambini Elementari

Soprattutto, adattato alle caratteristiche psicologiche, fisiche e tecniche dei giocatori, considerando la loro utilizzazione tecnica futura. Che significa? Se dico che nessuno deve cominciare giocando Pivot, è più chiaro?

Si può fare, da l’Elementare alla seria A. Come faccio a saperlo?  Esperienza. Non ho mai visto niente di più semplice. E la semplicità è il sale di tutti gli sport.

Come detto, tanto per ripeterci appositamente, è sicuramente valido per le scuole elementari che sono un mondo a parte, fuori dalla Fip.

Valido per la serie A, per sottolineare l’efficienza delle idee semplici. Naturalmente valido per tutti i livelli intermedi.

ComunicareNella scuola elementare, l’abbiamo utilizzato come un avvio facilitato per fare una esperienza col basket.

Far giocare bambini, 5c5 attaccando la zona,  non è come bere un cappuccino al bar. Bisogna avere un piano che parte dalla favola.

Soprattutto, riconoscere che difesa e palleggio a quell’età sono troppo condizionanti

Passaggio e tiro , invece, offrono un buon equilibrio tecnico fra i. bambini.

Niente “Easy Basket”, subito gioco 5c5. L’abbiamo chiamato “Attacco al Castello”, perché la difesa è costretta dentro le proprie “mura”.

Gioco 5c5, oppure 6c6, subito immersi nella realtà. I fondamentali? Da fare dopo e non prima.

Si gioca sempre, a qualsiasi livello, iniziando con quello che si sa fare, poco o molto che sia. Giocando 5c5 e non facendo esercizi. Come?

Ecco “Alba-Tramonto”, con soli passaggi. Abbinato a Tiro-(Senza)-Rimbalzo, ma con gioco in velocità. Senza “rimbalzo” perché i contatti possono provocare infortuni non graditi dalle maestre. Va da sé che siamo nell’ambiente della Scuola Elementare, da rispettare rigorosamente.

E dopo? Rimaniamo sempre dentro le nostre idee e alla didattica usata per realizzarle. Insegnando e allenando, pensando , come già detto, alla utilizzazione tecnica  futura e non al presente. Ripeterò spesso questo concetto, abbiate pazienza, ma è troppo importante.

Non vogliamo le “gabbie” dei ruoli, che nascono sempre col primo periodo Under, quando il bambino cresce. L’altezza determina il ruolo? Eppure non è una capacità fisica , ma un dettaglio morfologico. 

Mini-Basket Coach

Dovremmo rimanere , a mio avviso, dal pdv tecnico, a “come” si allena nel Mini-Basket, dove tutti fanno tutto, senza problemi. Bisogna continuare per questa strada durante tutto il periodo Under

“Se Riccardo, durante il Mini-Basket era un prospetto come playmaker, non può essere sistemato nella “gabbia” del Pivot perchè è cresciuto durante il primo periodo Under.” Sto raccontando fatti  veri.

Bisogna quindi essere Istruttori e non il Coach. Senza imitare le “prime” squadre, ci sono altri problemi da risolvere e mete individuali da raggiungere. Non è facile però avere le idee chiare, lo riconosco.

Si può fare diversamente dal solito, da quello che fanno tutti? In questo campo, quelle delle scelte, la statistica non conta. Basta un po’ di coraggio, ma con una filosofia speciale. Importante crederci.

Intanto, l’istruttore allena per i ragazzi e non per se stesso. Ha un significato preciso che vedremo.

Poi, bisogna avere idee per migliorare tutti dal pdv tecnico , iniziando con la comprensione il gioco. Come? Giocando in cabina di regia. Se giocano tutti per fare questa esperienza, quella di organizzare, impareranno a “vedere” meglio, perchè guardare non basta.

Ci sono momenti e situazioni tecniche facilitate nel Basket , adatte a tutti per iniziare. Con quello che sanno fare, poco o molto che sia.

Comprensione Gioco

“Vedere” per leggere la difesa, scegliendo cosa fare per i compagni, cominciando ad organizzare le rimesse della palla in campo, per esempio.

Così, “leggono” e si comportano (pian piano) con sicurezza nella situazione semplice, cercando anche di battere la difesa, ma con concetti validi sempre e senza giocare pivot. Prima impareranno il ruolo dell’esterno.

Va da sè che non importa come difendono gli avversari. Uomo o Zona? E’ la stessa cosa. Li attaccheremo allo stesso modo, con Alba-Tramonto. Non può essere un problema prioritario. Stiamo pensando alle prime fasce “Under”.

Tutti “Playmakers”, iniziando nelle situazioni facilitate  e  “nessuno giocherà  pivot”.

E contro la zona?  Giocheremo tenendo presente una grande considerazione didattica. Con palla posizionata lateralmente, tutte le difese sono uguali.

LA PRIMA IDEA

Idea Basket

Le difese “Uomo&Zona” non vanno trattate come difese “diverse”, ma attaccandole nello stesso modo possiamo concentrarci su cosa vogliamo fare, come e perchè.

Vuol dire usare contro di loro  le stesse “spartizioni” dello spazio, le stesse idee di gioco, per salvaguardare una sola filosofia che riguarda l’utilizzazione dei giocatori.

Non incorriamo nel solito errore: “Nessuno gioca Pivot”. Gli attacchi tradizionali sono banditi. Il Triangolo di Tex Winter? Lasciatelo ai professionisti.

Come detto,  non si allena  per il presente, bensì per il futuro tecnico dei ragazzi che vuol dire “comprendere” il gioco e non eseguire un “ruolo”, una specializzazione.

Difficile far proprio nostro questo concetto?

Quindi niente ruoli e nemmeno specializzazioni precoci. Va da sé che, da noi, nessuno gioca (subito) nel ruolo del pivot, provando invece, tutti, l’organizzazione del gioco. Utilizziamo questo concetto dal 1972, andando contro corrente, ma senza prendere alcun raffreddore.

Vincere un campionato giovanile non è facile , ma può capitare a tutti. Un reclutamento di fisici eccezionali, un colpo di fortuna, può realizzarsi anche in un piccolo paese.

Jungle Team

Dipende però come si vince. Di solito succede, purtroppo, quando non si pensa al futuro tecnico , ma al presente. Quindi, si vince per il Coach che, inconsapevolmente, dispone i giocatori dentro i ruoli, specializzandoli. Una vecchia storia.

Purtroppo, chi non gioca playmaker, rischia di smettere di giocare. Non dimentichiamo mai che alleniamo i giovani. Ci riusciremo a farlo bene? Che senso ha , finito il periodo “giovanile” constatare che solamente il Playmaker è pronto per il futuro? Cambiare è necessario.

Senza cambiare però la meta perchè bisogna cercare di vincere, sempre.

Se viene però allenata una specializzazione precoce nei ruoli, sfruttando una migliore fisicità momentanea, diventa come una vittoria di Pirro. Serve solo per il futuro del Coach.

Vogliamo ancora ripeterci. Ci crediate o meno, conta solo il futuro tecnico dei ragazzi. Pensateci.

Quindi bisogna far “comprendere” il gioco e non un ruolo, saper giocare e non fare bene solo gli esercizi. Essere autonomi in campo senza dipendenze dalla panchina. Questo è la vera meta dell’istruttore, che però non deve fare… il Coach….

Quindi, autonomia del giocatore non solo per la conoscenza dei fondamentali , ma anche per il gioco che comprende la conoscenza di tutto il basket. Leggere la difesa e la partita. Solo in questo modo l’allievo sarà in grado di giocare sempre,  al proprio livello di competenza.

Bambino palleggio.1

Va da sé che tutti devono provare a giocare come il Playmaker perché è l’unico ruolo dove si apprende lo spirito del basket.

Si comprende quindi , in modo consapevole, il perché  del proprio agire nel gioco, leggendo almeno la difesa. Si comprende  che il Basket è un gioco di squadra che ha però  bisogno dell’individualità resa sempre più imprevedibile.

Poi, tutti impareranno ad agire come il Pivot, ma soprattutto , tutti dovranno comportarsi come la Tigre, il re della difesa.

Incredibile, vero? Abbiamo cominciato insegnando il gioco secondo la favola dell’attacco al “castello”. In tasca , però, abbiamo tanti altri progetti.

Abbiamo scelto di farlo iniziando coi bambini, la cui capacità motoria è sempre più scarsa. I linguaggi nuovi si apprendono alle scuole elementari.

Quindi, meglio cominciare da piccoli per comprendere con consapevolezza l’attacco alla zona. 

Espugnare un castello è possibile con una magia. Il gioco di squadra.

LA FAVOLA

PASSAGGIO DIRETTAMENTE IN “ALBA”

Attacco al castello

Valida non solo per le elementari, ma anche con gli Under.13-14. L’abbiamo usata trasportando i ragazzi nel mondo fantastico.

“I difensori sono ora dentro al “Castello”.

Lo espugneremo con una magia, dice l’Elefante, Coach del “Jungle Team”.

Sono “ammassati”, ma pronti ad intervenire contro il tiro. Per ora non possono uscire dal “Castello” , una regola lo vieta.

Attenzione , dice ancora l’Elefante, per tirare tranquilli da fuori dobbiamo far vedere che vogliamo farlo da dentro il Castello, proprio dove si sentono forti.

La palla deve seguire il percorso del sole, andando da l’Alba (angolo) al Tramonto (inversione), dove il nostro “Terminator”… finisce l’azione di squadra.

La prima idea da eseguire è il passaggio rapido, proprio là dove nasce il sole e con lui , seguendo il suo percorso fatto di passaggi, la nostra azione diventerà magica.

Tutti Dentro il castello

Passare la palla in “Alba”? Lo si può farlo direttamente, oppure dopo un palleggio laterale.

Così battiamo gli avversari ammassati dentro “Il Castello”. Quando usciranno ,di loro iniziativa dalla roccaforte, superarli sarà come bere un cappuccino al bar.

Nel Diag. (P)=Playmaker, (4) e (5) sono i più alti degli “Under”.

Quando la palla è posizionata in angolo, la stessa  “potrebbe”  penetrare dentro il “Castello”, ma solo se un attaccante coraggioso  si inserisce dentro, con prepotenza. Una penetrazione della palla fatta, col passaggio al “Re Leone”, il terrore del castello.

Se si palleggia di lato (come nel Diag.), il Leone (4) si muove e va dentro dalla parte della palla. Col passaggio diretto in angolo (Diag. precedente) ,  si entra dentro le “mura” , dopo il passaggio verso il “Tramonto”, come una spia .  

In tutti i modi, ci si posiziona in mezzo le linee difensive o dentro le mura del castello, con un’azione di forza per attirare l’attenzione.

Passaggio Pivot Uscita

Chi va dentro o in vicinanze dell’area (castello), può sembrare un pivot, ma esegue solo un fondamentale.

Si chiama , quando c’è il contatto fisico, “auto-blocco” . Con successivo “skip” (saltello) per ricevere e passare.

Passare dove? Dove può, ma la meta è il lato opposto , direttamente al  “Terminator”.

Daremo la palla al più presto al Leone, ma non per finire l’attacco, bensì attirare l’attenzione di tutta la difesa che si ammassa contro di lui.

Il nostro “Leone”, principe del rimbalzo, cattura la palla e la smista fuori. Sarà passata al “Tramonto” (inversione), dove il “Terminator” è pronto al tiro.

Dobbiamo lasciare un po’ di tempo, bloccando la difesa, a vantaggio dell’attacco. Dopo il gioco potremo curare i fondamentali del passaggio e tiro.

USCIRE DAL CASTELLO

Alba-Tramonto Castello

Quando si potrà uscire dal Castello? Chiedono i difensori.

Vogliono fermare il tiro. Allora, tutto l’ammasso difensivo posizionato dentro il Castello correrà per ostacolarlo.

Sarà la loro fine. Infatti, la “Volpe” , che aveva ricevuto palla nell’angolo e “Re-Leone”, tagliano  l’area dentro il Castello per finire l’azione.

La “Volpe” lungo la linea di fondo e “Re-Leone” nel mezzo dell’area.

Faranno un tiro ravvicinato, oppure si sistemeranno “Alto-Basso” (abi, per comunicare).

E il “Terminator”? Diventerà l’uomo squadra. Al tramonto, deve gestire le maggiori responsabilità: prima col tiro, poi coi passaggi ai compagni”.  Tutti dovranno giocare  come “Terminator”.

LA DISTRIBUZIONE DEGLI SPAZI

Gli Spazi

Ovvero, bisogna disporre i giocatori pensando che devono giocare per il loro futuro tecnico. Come già ripetutamente detto, se si usano i ruoli, solo il playmaker giocherà sempre.

Occorre quindi un’idea che serva perchè si realizzi la “comprensione” del basket , da parte di tutti, quindi “valida sempre”.  Intanto, nessuno giocherà nel ruolo del pivot. Nel Diag. (P) vuol dire Playmaker.

Se pensiamo che l’attacco alla zona debba essere valido anche contro la difesa individuale, siamo sulla buona strada.

Senza  però dimenticare l’azione più incisiva del basket, il contropiede. E’ una scelta prioritaria.

Se  il CP si spegne , l’occupazione dello spazio ha uno scopo già ripetutamente sottolineato. 

Perciò, tutti devono avere la possibilità di provare il ruolo del Playmaker. Vogliamo scrollarci la polvere dell’insegnamento fatto negli anni ’60.

Lo schieramento d’attacco o spartizione dello spazio è 1-3-1. I Playmakers si posizionano sulla linea longitudinale del campo e si alterneranno alla guida. E i giocatori più alti? Il loro spazio da sfruttare è in Ala, per essere dentro al gioco, protagonisti del suo svolgimento, un punto di riferimento dell’attacco.

Come si potrà notare, nessuno gioca “Pivot”. Praticamente tutti sono “esterni”.

IL FINTO ATTACCO

Finta passaggio

Può essere individuale oppure di squadra. Contro la zona vogliamo una una finta di squadra, ma non mancano quelle individuali.

Far vedere che vogliamo dare la palla dentro a l’area, è una finta.

Vietato però tirare subito, anche perchè i difensori non lo permettono.

Anche se , per definizione,  bisogna essere pronti a fare quello che si finta, non sarebbe saggio farlo subito. Tempo e pazienza ci guidano.

Tutto qui. L’attacco alla zona tipo “alba-tramonto” è il primo esempio di attacco basato su una finta: il “finto attacco”, operato da una intera squadra per ingannare la difesa.

Fintare di attaccare da un lato per realizzarlo dall’altra parte. Anche i sassi lo sanno? Ma come farlo lascia libertà alle varie idee.

L’attacco alla zona, fatto col palleggio di lato, ha un senso strategico.

  1. Cominciando l’attacco di lato uomo e zona si equivalgono.
  2. Passando in angolo e cercando un appoggio  dentro , si determinano  azioni fondamentali note come  “finto-attacco”.
  3. C’è un pericolo con palla in angolo, ma non avremo solo questo tipo di attacco. Una seconda idea completamente diversa.
  4. Se pensiamo al “finto attacco”, l’attacco vero viene fatto con l’inversione del gioco.

Va da sé che , questa semplice idea, è lo scheletro del gioco, sul quale possono essere ricamate diverse azioni interessanti. Prima di tutto la possibilità “Alto-Basso”(abi).

L’attacco di lato permette di giocare allo stesso modo anche contro la difesa individuale.

ATTACCO “LAMPO”

Lampo-Uomo

  1. E’ un attacco valido contro ogni tipo di difesa, quindi anche contro la zona.
  2. Il “finto attacco” è fatto con altri concetti, rispetto Alba-Tramonto. In primis il movimento senza palla delle due Ali.
  3. La palla non viene mai passata in angolo, il che compensa l’attacco precedente “Alba-Tramonto”.
  4. Contro la “uomo” e la “zona”, la palla può essere passata “dentro” subito , durante il finto-attacco. Vedi Diag., col taglio “rosso” dell’area.

Lapo-Zona

L’inversione del gioco presenta una catena di blocchi, validi anche contro la zona.

Si forma anche in questo caso il “concetto” Alto-Basso , valido sia contro la uomo che la zona.

Alto-Basso è un concetto di gioco che può essere utilizzato anche da solo, contro tutti i tipi di difesa.

GLI SCOPI

Sono riferiti al livello “Under”.

Va da sé che gli scopi sono diversi, sia contro la “uomo” che la Zona”, anche se si utilizza un solo attacco, lo stesso attacco.

Blocco semplice

Per “Lampo”, contro la “uomo”, abbiamo la possibilità di giocare 1c1 di lato, con spazio. Quasi un “isolamento”. Strada facendo gli altri scopi sono innumerevoli, troppi da elencare.

Contro la zona , lo scopo principale è sempre Tiro-Rimbalzo, ma subito dopo, se questo non si realizza, c’è la possibilità evidente di giocare con l’idea Alto-Basso.

Inversione Tramonto

Un altro scopo di questi attacchi è quello di apprendere come si “Blocca”, un fondamentale non semplice da insegnare.

Ci sono diversi modi per imparare a sfruttare questo fondamentale, tanti quanto sono i tipi.

PRIMO.

  1. Con la variante di Alba-Tramonto si può apprendere il “Blocco L”, che è quello classico chiamato più spesso “Pick-and-Roll”.
  2. Il Play (1) ha palleggiato lateralmente e (5) ha fintato l’auto blocco per andare contro il “cacciatore” della zona 2-3.
  3. Interessante il taglio di (4) , quando (1) comincia il palleggio.

SECONDO.

  1. Con “Lampo” si apprende il “Blocco Flex”.

TERZO.

  1. L’altro modo di sfruttare il blocco è quando sussiste il blocco “Shuffle”. In questo caso il bloccante rimane fermo mentre chi lo sfrutta prende vantaggi dal suo difensore.

CONCLUSIONE

Ricordando sempre che il riferimento tecnico è quello degli “Under”.

Coach

  1. Si deve attaccare la zona come se fosse la difesa individuale. Ci sono tre possibilità illustrate con Alba-Tramonto, Lampo e Alto-Basso. E’ un’idea ottima , ma non la principale;

Attacco Zona Pari Gioco ABI

  1. Allenare per il futuro tecnico degli allievi significa far giocare tutti come esterni. Si cerca sempre di vincere , ma i modi non sono tutti uguali. Quando si lavora per la specializzazione dei ruoli si allena per se stessi;
  2. L’autonomia  si raggiunge prima con la “comprensione” del gioco, poi nei fondamentali per l’auto-allenamento. Significa leggere la difesa, ma anche la partita. Quindi conoscere il modo per potere organizzare secondo le proprie possibilità.
  3. Quelli più alti non giocano in pivot, bensì come esterni. Non è finita qui. Infatti, tutti devono provare l’organizzazione che di solito è prerogativa del solo playmaker.
  4. La realizzazione tecnica della nostra interpretazione “per il futuro tecnico dei ragazzi” è la base di “Alba-Tramonto” e “Lampo”. Di conseguenza col Alto-Basso.

Attacco alla zona 2-3Gli attacchi sono validi sia contro la uomo che la zona.

L’allenatore in atteggiamento “Amletico” è stato scelto, non a caso,  come icona delle decisioni da prendere .

Allenare per se stessi oppure per i giovani? Essere o non essere? Essere un Istruttore oppure un Coach?

Se si sceglie di essere Coach sarebbe bene farlo nell’ambiente giusto. Non coi giovani.

La coerenza è una qualità assoluta. Una priorità per chi assume questo ruolo.