La Grande Lezione Di Bob Cousy e Romeo Sacchetti

Il basket si impara copiando, da soli possibilmente. Il bravo istruttore , in questo periodo storico, dovrebbe favorire questo tipo di apprendimento. Tuttavia, copiare è dentro il DNA del basket, ma non sempre e per sempre.

Poiché si gioca per vincere e non solo per partecipare, semplicemente perché è dentro la natura umana, l’esempio di Bob Cousy deve insegnare , far venire in mente il suo modello, mettendo la sua foto sopra la propria scrivania.

Anche lui aveva in qualche modo copiato il basket, ma un giorno per uscire da una mischia in palleggio fece un movimento nuovo che sorprese tutta la difesa.

Questo è l’essenza del basket. Imparare copiando è OK, ma anche fare qualcosa in più e di diverso dagli altri, perché è la chiave per vincere. Evitando le solite ipocrisie.

Tutti, invece, fanno uguale, le stesse cose tecniche, sia a livello individuale che di squadra. La diversità è solamente quella offerta dal proprio talento che regala una sfumatura personale .

Va da sé che i fondamentali nuovi sorprendono sempre e sono vincenti come lo è stato quella prima volta per il grande Bob. Attenzione, non ci sono solo quelli individuali. Un nuovo modo d’interpretare il gioco di squadra può lasciare un segno positivo per la vittoria.

L’ultimo esempio è stato offerto da Romeo Sacchetti con la sua Dinamo Sassari che vince, nel 2015, tre trofei nazionali.

Non c’è mai un solo motivo per cui si vince ma la sorpresa è stata la novità tecnica con una gioco basato sulla velocità e il tiro da 3Pt.

Ha sorpreso l’intero movimento cestistico italiano, non preparato all’evento. Una novità tecnica che richiama l’esempio di Bob Cousy.

Invece di seguire la corrente del fiume, Romeo Sacchetti è andato contro corrente, usando una nuova mentalità di gioco. Un esempio per tutti gli allenatori.

Non c’è bisogno di Albert Einstein per farlo, basta andare nel mare dei fondamentali dimenticati oppure pensare ad indirizzi tecnici diversi da quelli normalmente sfruttati.

Quindi,  cambiare la filosofia, ovvero non seguire quella di fare solo come fanno tutti. Andare contro corrente è meglio, soprattutto se c’è la possibilità di  miglioramento individuale per i giocatori giovani.

Il sistema attualmente usato, si arroga la possibilità della utilizzazione  vincente dei ruoli,  dentro un sistema a trazione gerarchica. Non tutti i giocatori hanno la stessa possibilità di miglioramento. Anzi,  per alcuni giunge presto il loro livello di incompetenza.

Si potrebbe per esempio pensare, invece dei ruoli, di mettere in campo la fisicità eseguendo un basket adatto alla situazione contingente, conveniente alle caratteristiche dei giocatori in campo. 

Gli avversari si troverebbero sorpresi perché la fisicità è un elemento vincente.
Se i ruoli possono avere un tasso di abilità soddisfacente, a volte la fisicità offre una spinta superiore creando un disagio agli avversari che prelude alla vittoria.

Ci possono essere tante idee, ma il messaggio di Bob Cousy è circosritto alla esecuzione in campo. Cosa voglio dire? Il basket si apprende vedendolo, quindi tutte le idee tecniche vanno eseguite in campo, non raccontate.