La Programmazione Giovanile

LA VALUTAZIONE

Quando si programma il lavoro nel mondo giovanile bisogna conoscere il livello mentale, fisico e tecnico dei ragazzi. Facendoli giocare si possono cogliere aspetti importanti. Durante il periodo Under si potrebbe notare  che il loro livello non corrisponde a quello del campionato di appartenenza. Spesso lo si fa coincidere per calcolo oppure per necessità.

Il fatto di giocare, per esempio, ad un livello leggermente superiore alle possibilità può favorire la crescita mentale e tecnica del gruppo. Un concetto che va tenuto in equilibrio con la presenza giocata nel livello di competenza.

Si fanno molte considerazioni attorno ad un gruppo che stiamo per allenare, ma devono essere esposte a chi di dovere. La società ha sempre l’ultima parola.

Va da sé che la propria opinione va comunicata ai dirigenti di società, anche per conoscere la loro. 

Se si accetta l’incarico , prendiamo le distanze da ogni pregiudizio ipocrita riferito ad un concetto importante. Si deve mirare al futuro dei giocatori, senza scuse derivanti da risultati negativi, perchè è fuori discussione che bisogna cercare sempre di vincere.

Va da sé che vanno fatte molte scelte , di tipo organizzativo, ma anche tecnico perché bisogna scegliere, per esempio, la tipologia del gioco per realizzare le mete.

Il gioco è importante per tanti motivi, non ultimo per il fatto che è una guida per il lavoro dei fondamentali da introdurre, sui quali lavorare seguendo il motto: “come, quando, perché ”.

Pensiamoci bene, perché è assolutamente errato sottovalutarlo. Sulla bocca di tutti c’è la frase sacra: “Bisogna lavorare sui fondamerntali”, senza indicazioni su “come, quando e perchè”. Se provate a chiederlo diventano improvvisamente muti, senza parole.

Scegliamo quindi il gioco per gli scopi tecnici che ci proponiamo, considerando le caratteristiche dei giocatori, ma anche per il loro livello acquisito di gioco. Il problema è sempre legato ai fondamentali e per “come” sono interpretati.

Ricordiamo che prendiamo in esame la fascia Under che si porta dietro le abitudini del periodo precedente. Bisogna essere preparati ed avere nel proprio repertorio l’idea del gioco oppure farli giocare liberamente per “cogliere” la strada adatta a loro. 

Solo secondariamente programmiamo i fondamentali. Se si gioca col “penetra-e-scarica”, non ci sono dubbi, avremo come meta il “Ball-Handling” per l’1c1 in palleggio, il passaggio e il tiro da 3Pt.  Non dimentichiamo il gioco in velocità che noi chiamiamo “a ruota libera”.

“Penetra e scarica” , va sempre bene, se però non è eseguito in modo specialistico e deve essere sostenuto dalla difesa aggressiva. Va fatto, realizzato da tutti col loro talento, buono o scarso che sia, ma con l’allenatore impegnato a coinvolgere tecnicamente nel modo giusto, ovvero pensando al “futuro dei ragazzi”, se la società è d’accordo.

Tutti,  penetrando in palleggio sfrutteranno il “ball-handling”, non solo i più abili, tutti coinvolti a “leggere la difesa”,  passando per far fare un tiro.

“Penetra e Scarica”, è utilizzato dal livello “Post-Mini-Basket” ai professionisti, una vera pietra angolare del gioco. Si deve essere d’accordo però su un concetto. Non usiamo il sistema perché lo fanno tutti, un’abitudine da sfatare.

Abbiamo come guida l’ idea leader. “Batti il tuo avversario con la palla, senza la stessa e a rimbalzo.

Questo è il motivo per cui si gioca a basket, per battere il proprio avversario a cui bisogna aggiungere, “leggendo la difesa”.

Questo dettaglio pone l’attenzione a “come” si batte, perchè bisogna pensare di fare anche canestro, non solo un tiro, ovvero realizzare 2Pt. oppure 3Pt.

Non è una battuta, perchè i giovani vedono giocare a tutti i livelli e si fanno, si costruiscono idee personali. Scontato che pensino che sia  sufficiente fare un tiro e basta, spesso  senza senso, disperato.

Non siamo d’accordo. Per il futuro dei giocatori “leggere” è decisivo per apprendere il gioco e realizzarlo per gli altri , una meta che deve essere raggiunta da tutti. Devono imparare tutti a farlo. Fuori dalle “gabbie” dei ruoli tradizionali.

Non è il caso di “Penetra e scarica” dove  viene sviluppato il Ball-Handling per l’1c1 in palleggio, il passaggio e il tiro da 3Pt.  spesso abbinato allo “step-back”. Ammesso che sia la via da seguire per i professionisti, “come” e “perchè” viene “copiato” a livello Under?

LA NOSTRA IDEA?

Spesso non siamo d’accordo col “Ball-Handling” , quando esclude il palleggio protetto, il passaggio, quando si lasciano fuori  le finte, il tiro da 3Pt., quando si toglie il rimbalzo d’attacco, seguendo il proprio tiro.

Soprattutto non siamo d’accordo sulla mancanza di movimento senza la palla e per questo motivo abbiamo creato la figura di un nuovo tipo di giocatore, il “Ragno”.

E’ il giocatore che in qualsiasi situazione di gioco si trova lontano dalla palla.

Perchè rimenere fermo? Sappiamo benissimo il motivo, lo sanno tutti. Giocando “penetra e scarica”, aspettano lo “scarico” per il tiro.

Il tiro da 3Pt., non può essere la sola meta Under, soprattutto perchè non si segue mai il tiro per il rimbalzo. Tutti devono saper tirare, ma non come “gioco di squadra”, ma per una collaborazione che segue un’idea leader il cui risultato finale è il tiro da “2pt. e da 3Pt.

Per lo scopo, vogliamo invece  il movimento  del “Ragno” e chiediamo che vada  “in mezzo alla ragnatela dei passaggi”, in tutte le situazioni, seguendo lo spostamento della palla. Stabiliamo così la presenza del playmaker avanzato, uno dei diversi modi di organizzare il gioco.

Non discutiamo la scelta dei professionisti, ma per gli Under ci devono essere altre mete oltre il tiro da 3Pt. Ne abbiamo dette alcune e per non ripeterci puntiamo il dito sulla “linea di fondo”. Attaccarla con consapevolezza è una metà che, raggiunta, vale per sempre. L’abilità di un giocatore nel destreggiarsi in palleggio, ma anche senza palla per riceverla, non ha prezzo e vale la pena inserirla nei propri sistemi d’attacco.

In “Penetra e scarica”, chi ha la palla penetra in palleggio e gli altri stanno fermi per il tiro da 3Pt. Ecco graficamente la differenza. Guardate il primo Diag. e immaginate i due “ragni” che stanno fermi. Nel secondo, tutti si muovono prima del passaggio d’ingresso nel sistema ABI e chiunque può riceverlo. Un principio di movimento che appartiene al “vecchio” passing-game.

Questo spiega anche perchè il nostro “come” sia diverso dall’interpretazione che altri danno, facendoci seguire altre strade per il recupero di fondamentali abbandonati. Ecco le due proposte per la società.  Vogliono le specializzazioni e magari un rendimento di squadra più rapido oppure mirare alla completezza dei giocatori?

Lo scopo principale è quello di aumentare la pericolosità dei giocatori di solito esclusi dai compiti difficili. Apprenderanno il basket per organizzare eseguendo i fondamentali nel modo più semplice possibile.

Giocare per il tiro da 3Pt, nelle prime fasce Under, senza rimbalzo d’attacco, che va invece recuperto seguendo il proprio tiro , è per noi limitante e sconsigliabile.

Ecco il “Come” che ci interessa. Recuperare l’aspetto più semplice, quello tralasciato, dimenticato dagli altri.

Recuperare anche fondamentali speciali  per migliorare il rendimento di tutti , ma soprattutto l’utilità di quelli esclusi dalle situazioni difficili, come l’organizzazione. Parlavamo dei fondamentali “speciali”. Il “finto attacco” in palleggio  è l’esempio calzante che nessuno insegna, sul quale però il discorso va approfondito.

Per i “meno talentuosi”,  niente “Ball-Handling”, ma “palleggio protetto”, usando le finte ogni volta che passano con la  presenza della difesa e, soprattutto, andando a rimbalzo ogni volta che tirano.

Tutto questo perchè riteniamo che il dettaglio più importante per la programmazione del lavoro sui giovani sia la considerazione che abbiamo sul loro futuro, e  avere cosi, un’identità. Non è a discapito della vittoria, lo vogliamo sottolineare, anzi col tempo si vince di più.

Andare a rimbalzo dopo il proprio tiro crea un’etichetta di pericolosità che si stampa sotto il proprio nome. Basterebbe solo quello per aumentare le vittorie. 

Muoversi ogni volta che ci si trova lontano dalla palla mette in difficoltà l’avverasario che aiuta, creando il gioco di squadra. Fintare prima di passare la palla al compagno tagliante fa perdere alla difesa una pericolosità evidente. Due fondamentali che pochi giovani conoscono perchè le mete di “penetra e scarica” sono altre.

LA RIMESSA DI SQUADRA

In ogni situazione di gioco ,  usiamo la “rimessa di squadra”, contrariamente a quello che fanno tutti nella specializzazione, affidata a due o tre esperti.

“Treno” è il suo nome. Vorremmo sottolineare che è un principio di gioco non uno schema,  in quanto , in queste situazioni e in quelle normali giocate dentro il campo, vogliamo coinvolgere tutti.

I giocatori sono numerati allo stesso modo per sottolineare che tutti possono fare la rimessa, ma anche si deve conoscere il movimento che nasce da  ogni posizione dei “vagoni”. E’ la “semplicità” che si muove con efficacia devastante.

Questa diposizione prepara la squadra per il  5c5, ogni volta che la palla si trova lateralmente. Infatti la difesa schierata si può attaccare sia “frontalemente” che “lateralmente”. Un modo di affrontare sia la difesa a uomo che a zona.

Pensate anche alla “transizione” con conduzione laterale, all’1c1 in palleggio con inizio di lato, oltre che all’attacco alla zona e anche alla difesa individuale. Ripetiamo, non è uno schema , ma un principio di gioco dove gli attaccanti si muovono sempre allo stesso modo per uno scopo e la difesa non ha lo spazio per difendere. Lo chiamiamo anche “ammasso”.

Va da sè che , facilmente, i giocatori conosceranno le posizioni e gli spostamenti fatti nel “treno”. Soprattutto quello del “Capo-Treno” che si allontana correndo sui “vagoni”, ma poi, se non riceve subito, rientra come un “Ragno” ed è servito col passaggio “rosso”.

Ricevuta la palla , se non trova un compagno libero è lui il “Playmaker” per quell’azione.  A nostro avviso i giocatori, tutti, devono conoscere in qualche modo lo scopo di quello che fanno come se fossero degli allenatori in campo.

Cominciando subito dalle rimesse della palla in campo, di solito prerogativa del bravo “passatore”. Nessuna rimessa viene lasciata all’abilità di pochi, tutta la squadra partecipa rendendo la situazione facilitata.

Con l’abitudine che viene dalla conoscenza dell’organizzazione , potranno giocare “sempre” a basket, al loro livello di competenza, se impareranno anche a fare tutto, secondo il loro talento poco o molto che sia. Significa che tutti dovranno organizzare e tutti giocare con spalle a canestro. Organizzare la rimessa con “treno” è molto facile.

Quali sistemi di gioco possono accogliere queste mete? Sicuramente e scontatamente non può essere fatto dentro “penetra e scarica” dove la ricerca della meta individuale fa pensare che il basket non sia un gioco di squadra.

Questo dettaglio per sottolineare quanto sia importante la scelta del gioco per la crescita degli Under.

Nei nostri sistemi di gioco, che vanno controcorrente, i fondamentali “semplici” per favorire l’organizzazione del playmaker e la pratica del pivot,  serviranno a risolvere i problemi da attuare, partendo sempre dalla disponibilità dei ragazzi, che deve diventare consapevolezza.

Sarà possibile realizzare gli scopi tenendo sotto controllo  “come” impareranno, ma sempre partendo dalla loro disponibilità. Se ci sono  abitudini pregresse che contrastano quelle nuove, non tutti sono pronti a cambiare. Di solito lo fanno i più bravi.

Lo ripetiamo ancora. Per loro il palleggio protetto (pietra angolare del “finto attacco”) diventerà importante, così come le finte prima di passare e soprattutto andare a rimbalzo ogni volta che tirano.

Quando si troveranno lontano dalla palla, in qualsiasi azione sanno che è il momento per muoversi, andando in mezzo alla “ragnatela dei passaggi”.

IL “FINTO  ATTACCO IN PALLEGGIO”

Movimento senza la palla, rimbalzo dopo il tiro e “finto attacco” sono fondamentali  che non vengono più allenati perché i presupposti sono diversi dai nostri.

Per noi invece sono indispensabili , quindi applicati nella nostra pallacanestro, sia per un miglioramento individuale che di squadra. Soprattutto il “finto attacco”, nell’1c1 in palleggio attaccando l’avversario, che fa fatto rigorosamente leggendo la difesa.

E’ una finta e come tale deve essere credibile che vuol dire essere pronti a fare quello che si stava fintando. E’ indispensabile per l’organizzazione quando la difesa aggredisce. Assomiglia al movomento di “auto-blocco”, senza palla, quando si va a contatto col difensore perchè la si vuole ricevere. In palleggio si crea , distaccandosi dal contatto col difensore, uno spazio utile per il “tempo” del passaggio.

Per riassumere, i movimenti senza palla, il “palleggio protetto”, l’uso del “finto attacco”, il rimbalzo dopo il tiro e le finte di passaggio, rappresentano  “come” apprendere i fondamentali, ma per un sistema di gioco diverso dal “penetra e scarica” che specializza per il tiro da 3Pt. e poco più. 

Chi era stato rinchiuso nelle “gabbie della specializzazione” , può diventare protagonista anche nelle situazioni che , per lui , erano state ritenute troppo diffiicli.

Difficile come organizzare il gioco, un compito e un pensiero che abbiamo risolto con l’introduzione del “ragno” e l’uso del “Finto Attacco” in palleggio rigorosamente “protetto”.

Il Playmaker, l’organizzatore del gioco è colui che va in “mezzo” , sulla linea che unisce i due canestri. Può andarci froteggiando il canestro oppure come “un ragno”. Può andarci individualmente, ma anche come organizzazione della squadra.

Utilizziamo l’idea da 10 anni, ovvero dal 2009. Il problema è sempre stata della sola  disponibilità, perchè ci vuole coraggio per andare in “mezzo” e voglia di provare, ma anche perchè diverse esperienze pregresse frenano gli slanci. 

Alleniamo affinchè tutti provino a fare tutto, senza specializzazioni, riconoscendo che la strada all’inizio sarà in salita. E’ il nostro modo di lavorare per il futuro dei ragazzi, ma anche per una società che sia d’accordo.

Raggiungeremo  col tempo  tutti i nostri scopi riferiti al futuro dei ragazzi , compreso  la vittoria che dipende , come tutti sanno, più dalla difesa che dall’attacco.

TOGLIERE LE SPECIALIZZAZIONI

Togliere in attacco le specializzazioni è una scelta che migliora il livello e la pericolosità del basket giocato dall’intera squadra. Ha solo bisogno di essere fatto dentro un sistema adatto a queste idee. Mi sembra scontato. “Penetra e scarica” è altamente specifico per le specializzazioni. Le nostre proposte? Le vedrete.

Intanto, non daremo più ad un solo giocatore il compito di organizzare e nemmeno ad uno solo il compito di giocare spalle a canestro. Ci sarà un coinvolgimento in tutte le situazioni di gioco di tutta la squadra.

Pensate che i playmakers naturali, quelli che hanno maggiori abilità e che si prendono spesso le responsabilità, siano danneggiati? Saranno sempre loro a mettersi in evidenza, in modo spontaneo. Incitati dagli stessi compagni, perchè nelle difficoltà sono sempre i migliori che guidano il gruppo.

Ecco come si possono trovare scopi per far crescere i giovani con un sistema di gioco diverso dal “penetra e scarica” contro il quale, sia ben chiaro, non abbiamo nulla, ma rispecchia la ricerca della “stella” troppo precocemente, un specializzazione individuale che non vogliamo nelle fasce basse Under. 

Ci disturba il difetto di  limitare gli orizzonti di molti giocatori  con le specializzazioni. Ho visto molti casi di ragazzi che,uscendo dal mini basket, dove organizzavano il gioco, sono stati dirottati dentro la gabbia dei pivot perchè cresciuti improvvisamente. Una grande limitazione del loro futuro. Il retaggio delle specializzazioni?

Dopo il periodo Under (20 anni) solo il Playmaker ha il futuro assicurato e nel suo livello di competenza giocherà sempre. Un dettaglio che noi vogliamo realizzare con l’intera squadra. Gli altri, quelli del “Penetra-Scarica”, gli specialisti,  faranno ottime prestazioni anche a livello internazionale , ma passando nella categoria senior o professionistico si sfalderanno, senza comprendere il perchè.

SISTEMI DI GIOCO A CONFRONTO

Se “Penetra e Scarica” ha come idea leader il tiro da 3Pt., il sistema “ABI”(Alto-Basso) offre la possibilità di giocare Playmaker e  “Lampo” , simile al precedente, per giocare anche nella posizione di Pivot basso. Va da sè che entrambi i sistemi hanno come obiettivo quello di far  giocare tutti “Playmakers” oppure tutti “Pivots”. Entrambe mete da conquistare durante il periodo Under.

Sarà interessante scopire il sistema “Treno” ovvero attaccanti “ammassati” per non dare spazio di azione ai difensori.  Usato nella programmazione fin da subito durante tutte le rimesse della palla in gioco, sarà un eccellente aiuto anche per gli altri due sistemi, tra loro simili. Viene usato quando l’attacco affronta la difesa iniziando laterlamente.

Sarà ancora più avvincente scoprire che tutti e tre i sistemi sono simili, perchè hanno come base lo sfruttamento tecnico dei “ragni”.

Ecco gli scopi da raggiungere nella fascia Under. Un periodo utilissimo per il recupero dei fondamentali perduti, una speranza per apprendere il gioco di squadra, ma fatto da tutti, come organizzatori dello stesso, partendo dalle proprie capacità , molte o poche che siano. 

Ci sono molti scopi ed altrettanti vantaggi. Va da sè che un qualsiasi esterno, acquisendo l’abitudine di esecuzione “tiro-rimbalzo” diventerà devastante in questo periodo storico.  Quello che si muoverà  ogni volta , trovandosi  lontano dalla palla,  sarà valido appoggio come organizzatore, ma soprattutto chi comprenderà l’utilità del “finto attacco” potrà giocare anche playmaker.

Questo non vuol dire che è possibile essere un Playmaker grazie ad una abitudine, ci mancherebbe. Penso però che raggiungendo questi scopi , valga  la pena andare controcorrente per aiutare i giovani.

Sarà possibile raggiungere una l’identità tecnica che assicura il futuro dei ragazzi diversa dai limiti della specializzazione fatta coi ruoli attribuiti in base all’altezza.