L’Autopunizione Come Disciplina

Esiste l’autopunizione? Può essere considerata una forma didattica? Noi diciamo ai ragazzi che non devono mai considerare l’errore come se non esistesse.

E’ quello che però succede quando non viene mai sottolineato. L’urlo del coach per renderlo evidente non è una forma didattica da considerare. Far finta di nulla , nemmeno. Due estremismi da evitare.

Non si deve sbagliare, i regali fanno il bene solo degli avversari. Bisogna fare almeno il possibile affinché non accada, anche se l’errore va sempre accettato positivamente. Se c’è la consapevolezza , autocorreggersi è importante. Si può fare in tanti modi.

Può farlo l’allenatore naturalmente, ma solo ogni tanto e in modo che tutti lo accettino. Meglio dare le abitudini giuste, fin dalle prime fasce Under. L’autonomia è sempre stata la nostra grande meta. Uno degli scopi dell’autopunizione è arrivare alla consapevolezza che è il sale dell’apprendimento per autocorreggersi. I ragazzi vanno subito convinti.

Ci sono tanti modi di interpretare il basket e la comprensione è il suo spirito vincente. Si può giocare fisicamente, ma ci saranno problemi coi difensori forti fisicamente. Si può farlo seguendo le regole del basket, facendolo diventare un gioco di esecuzione. Tuttavia , la comprensione è quello che meglio si adatta alle varianti continue. E’ la nostra via.

Siamo in palestra e stiamo allenando. Sottolineiamo ancora che tutti gli insegnamenti devono mirare alla mèta fondamentale che è l’autonomia. L’autopunizione fa parte dell’autonomia ed ha un legame con la comprensione.

Comprendo di avere sbagliato e mi autopunisco, pensa il ragazzo che esegue la punizione simbolica (5 piegamenti braccia) e manda un messaggio positivo al Coach.

In allenamento ci sono momenti destinati al gioco e altri agli esercizi. Quando non c’è la difesa nelle esercitazioni non bisogna sbagliare. Quando si gioca, sempre in allenamento, bisogna comprendere le situazioni, ma che importanza bisogna dare all’errore?

Trattasi solo di comprensione, educazione e disciplina. Sbaglia il singolo , ma in gara agonistica del campionato, paga tutta la squadra e, in questo ambito, l’allenatore non può accettare più di tanto. L’allenamento servirà a preparare anche questa situazione mentale. Autovalutazione ed autopunizione sono passi per l’autonomia.

Ci interessa per questo motivo la comprensione individuale consapevole. Se si commettono errori , vanno innanzitutto compresi e mai ignorati o presi in modo superficiale. Per non ripeterli quando, invece,  ricapita troppo spesso. Se un giocatore giovane si autopunisce (5 piegamenti sulle braccia), manda un segnale al Coach per dirgli che ha compreso e si propone di auto-correggersi.

Va da sé che ci piacciono le autocorrezioni. Hanno un significato profondo per la comprensione dell’errore, nel gioco e nella esecuzione dei fomdamentali. Le autocorrezioni vengono meglio interpretate con un piccolo supporto, realizzate attraversò la consapevolezza dell’autopunizione.

In fondo 5 piegamenti fatti anche molte volte rinforzano almeno le braccia deboli. Il pallone diventa più leggero , il passaggio più fluido e il tiro più sensibile.

Psicologicamente è anche un modo per superare un problema e mantenere un buon rapporto con l’allievo.