Il Pivot-Medio e Il Post-Alto


Tutti i giocatori di basket devono sapere fare il gioco del Play e del Pivot.

La tecnica relativa al Pivot va appresa nell’attività Under, quindi coi giovani del settore giovanile. Ma quando?

Come già detto, secondo la nostra filosofia, tutti devono giocare, come priorità , “Playmaker” e la strada si percorre in almeno due anni.

Poi, gli stessi ragazzi necessitano di apprendere l’abilità del gioco con “spalle a canestro”. Trattasi di una considerazione personale dell’asse di gioco Play-Pivot, ma visto didatticamente.

Va da sé che avremo solo due ruoli da far apprendere, nell’attività Under che va dai 12 anni ai 20.

Due ruoli e lo spirito del basket, cioè la sua comprensione. Due ruoli da insegnare contemporaneamente?

Assolutamente , no. Prima il ruolo del playmaker. (Perché tutti playmakers? Videobasketballnet.com).

Infatti nell’attacco “Lampo”, costruito per il playmaker e la sua prima esperienza, non esiste nessuna possibilità di gioco nel ruolo di pivot “classico”.

Cosa succederà nelle situazioni di “spalle a canestro” non supportato dai fondamentali dell’allenatore? Si arrangeranno, perché è impensabile che il loro repertorio sia costruito solo con l’istruttore.

L’attacco “Lampo” è anche una esperienza tecnica per sottolineare che è possibile giocare senza Pivot.

Va da sé che trattasi di un “gioco” utile (Lampo) e adatto ad ogni situazione. Utile soprattutto quando le priorità tecniche escludono il ruolo del pivot.

E’ però un’attività temporanea che può durare almeno due anni, poi bisogna cominciare col ruolo del pivot, esattamente quando la Fip permette la difesa a “zona”.

Ecco un altro motivo per cui diventa importantissima l’attacco alla zona nella fascia bassa della attività Under.

Attaccare la zona significa anche realizzare tecnicamente questa difesa. Occorre quindi non solo apprendere come gioca il pivot , ma anche l’importanza del “Post-Alto”. Due righe per esprimere un concetto che necessita una vita per metterlo in pratica.

RICEVERE E…FRONTEGGIARE?

E’ quello che si vede nei “Videos Youtube”, per le esercitazioni dell’1c1, dove si da per scontato il livello di gioco adatto ai seniores. Un punto di riferimento comunque importante per l’esecuzione di fondamentali.

Se invece stiamo allenando giovanissimi occorre insegnare una priorità assoluta. Quale? Ricevuta la palla, bisogna vedere innanzitutto la situazione del compagno che passa e quella sul lato “debole”. Solo dopo si può considerare l’opportunità dell’1c1.

La base del lavoro in palestra tiene conto di questo dettaglio e, allo stesso modo, bisogna realizzarlo nel “gioco” da utilizzare in gara. Ecco il momento per una domanda importante. Quale tipo di attacco scegliamo?

Va da sé che il “gioco”, per lo sfruttamento del Pivot-Medio, lo stabilisce l’allenatore secondo le sue idee e sicurezze, ma anche considerando le esperienze dei colleghi.

Si apre così un capitolo interessante dove è logico, anzi scontato, che il “gioco” da utilizzare sia la meta prioritaria.

Gli esercizi, semplici e complessi, servono per realizzare al meglio il traguardo ambito, sperato.

La loro importanza è direttamente proporzionale al tempo usato per il loro apprendimento.

Va da sè che l’allenatore deve lavorare moltissimo sui fondamentali e convincere che vadano anche da soli, al campetto, per ripeterli.

C’è un tempo per ogni cosa, ma la priorità va rispettata. E’ scontatamente difettosa o poco didattica l’abitudine di allenare i ragazzi sui fondamentali senza avere predisposto il campo per la loro utilizzazione. Un punto di riferimento necessario.

Alcuni istruttori pensano, dopo aver lavorato sui fondamentali, che si dovrebbero arrangiare per il loro utilizzo in gara, quindi niente gioco 5c5. Si può fare per un po’, ma ha molti limiti a nostro parere e comunque dipende dal loro livello di gioco appreso.

Ho detto “ragazzi” perché coi “seniores” è diverso in quanto conoscono perfettamente la situazione partita per esperienza pregressa e perché sanno attaccare gli spazi con palla e senza la stessa.

Va da sé che il modo migliore per utilizzare il pivot, è predisporre in gara lo sfruttamento del suo “gioco” in isolamento, se la difesa è schierata a “uomo”.

Sono però gli avversari che decidono, a loro rischio, di lasciare o meno la procedura dell’1c1 con gli “aiuti” inattivi. Lontani e senza l’intervento dei raddoppi di marcamento.

Per questo motivo , prima di fronteggiare, il “ragazzo” che gioca in pivot medio deve avere l’abitudine di ricevere e … guardare il lato opposto alla palla.

Questa idea è validissima e completa perché prepara il ragazzo anche contro la difesa “zona”.

Ricordiamo che, nel momento in cui il Pivot medio decide che ci sia il presupposto tecnico dell’1c1 andando verso il centro-area, dall’angolo opposto ci deve essere un taglio lungo la linea di fondo.

La modalità di questo taglio è quella classica.

Avvicinarsi all’area e vedere come il compagno attacca gli spazi (in palleggio).

Centro-Area o linea di fondo? Se il pivot, in palleggio, va verso la linea di fondo, il taglio sarà in mezzo all’area.

FRONTEGGIARE

Fronteggiare l’avversario significa passare dalla posizione della foto, che ha permesso la ricezione, a mettere entrambe le punte dei piedi “di fronte l’avversario” con la palla ricevuta.

Va da sè che esiste la posizione precedente a questa dove l’attaccante , senza palla, parte con le punte dei piedi contro il difensore.

Mai tralasciare questo dettaglio per non permettere l’iniziativa al difensore. Ricevuta la palla si fronteggia e lo si fa in due modi.

Usando il piede perno più lontano dal difensore e allontanando il piede più vicino, tenendo ben stretta la palla con due mani e valutando non solo la distanza ,ma anche l’atteggiamento del difensore e situazione partita.

Va da sé che è possibile anche l’uso del piede perno più vicino all’avversario, consigliando il giro dorsale piuttosto che quello frontale che favorisce la sua aggressione, con conseguente poca visione del gioco perché deve abbassare la palla per una esecuzione in equilibrio.

ATTACCO ALLA ZONA

Il Pivot-Medio e il Post-Alto sono la chiave per la riuscita dell’attacco alla zona. Tanti sono i dettagli da apprendere e gestire giocando. Non si può perdere tempo nel trasmettere la loro conoscenza.  

La  memorizzazione deve essere “per sempre” e va fatta quando le regole lo permettono. Cominciamo con un allenamento settimanale. Come già detto, in Italia la Fip accetta l’uso della zona con gli Under.14

Dettagli individuali e di squadra per una cultura valida sempre, che non va trascurata per concetti di “razzismo” tecnico personale. Chi “odia” la zona da insegnare ai giovani è spesso perché non la sa insegnare.

Serve una abilità comunicativa che aiuta i ragazzi alla sua comprensione, non avendo esperienza pregressa, e  che indica in modo prioritario la necessita del gioco di squadra.

Basta raccontare, come fosse una favola, che i personaggi dell’attacco devono sviluppare, insieme, “una finta”, che richiami l’attenzione della difesa…

I personaggi della favola sono: “Il Delfino” (organizzatore), “Il Leone” (Pivot), La Volpe (che gioca sulla linea di fondo), “Il Passatore” (capace di smistare la palla) e “Il Terminator” (che decide il gioco), quindi cosa fare quando la palla si muove dalla “Alba” (Triangolo) al “Tramonto”. Non ci sono “ruoli fissi”, tutti devono saper fare tutto.

Nel Diag. lo schieramento è “Lampo”, ma l’attacco è laterale, non frontale.

In questo modo si completa il progetto dell’attacco alla zona. La si può attaccare frontalmente con “Lampo” e di lato con movimenti che possono essere utilizzati anche contro la difesa a “uomo”.

Il “finto attacco” di squadra si realizza costruendo il “triangolo laterale” per passare la palla al “Pivot”, dove si apprendono i dettagli considerati (Ricezione e sguardo dentro l’area).

Il passo successivo è la continuità didattica, con una programmazione settimanale che prevede questa situazione di attacco alla zona.

Il gioco “Lampo” è perfetto contro tutte le zone, ma va completato con questa idea del palleggio laterale.

Si completa il lavoro con l’apprendimento dei fondamentali per l’1c1 dentro l’area, dopo avere eseguito un taglio. Guai agire con l’1c1 partendo da fermi.

Ricevendo la palla in Pivot-Basso da fermi, si può solo “minacciare” di giocare 1c1 contro la zona, quindi come “finto attacco”. La difesa sta controllando la palla con la presenza mentale di tutti i suoi giocatori. Scontato.

L’1c1 del pivot contro la zona può essere fatto solo in movimento ricevendo dentro l’area, dopo aver passato palla da (4) a (5), per esempio, oppure in tutte le situazioni di gioco “Alto-Basso” come i Video dimostrano.