Che Significa Fare Un Tiro?

Se entriamo per un attimo nel modo delle fasce più basse degli Under, spesso anzi sempre,  si incontrano problemi di comprensione nell’interpretare il gioco.

I ragazzi si allenano in un modo, ma poi affrontano le gare col desiderio di fare un tiro. Un tiro e basta, fine a se stesso, magari da 3Pt. Quasi mai si preparano per farlo fare al compagno, organizzando.

Dovranno comprendere, e la strada è lunga, che questa frase è profonda come il mare, importante come la loro salute.  Intanto, ne teniamo conto,consideriamo questo atteggiamento,  quando succede, mai prima.

Cosa hanno appreso, meglio compreso, dai nostri allenamenti? Come minimo bisogna interrogarli, ma individualmente perchè hanno spesso paura di esprimere il loro pensiero nelle sedute di gruppo. Stanno zitti e continuano sulla loro strada.

Chi sceglie l’insegnamento attraverso la specializzazione ha demandato agli allievi prescelti il compito della risoluzione dei problemi del gioco, ha scelto in anticipo chi è in grado di comprendere e chi no. Solo gli eletti andranno avanti.

La comprensione del gioco va fatta in ogni dettaglio, ma non basta perchè anche la partita va capita, nelle situazioni normali e speciali. Ci vorrebbe più tempo, ma non possiamo sorvolare.

Va da se che noi vogliamo che la comprensione sia una meta di tutti e al traguardo sappiamo che si arriverà ognuno con il proprio talento, ma tutti arriveranno. Chi ha una “500”, chi una “Ferrari”, ma vogliamo che la comprensione porti tutti al traguardo.

Non dobbiamo rimanere delusi del doppio comportamento, quello fatto in allenamento e quello in gara. Anche loro hanno bisogno di conoscersi e questa è una occasione per discuterne, ma non solo.

Non basta avvertirli delle “forze nemiche” interne, delle abitudini sbagliate pregresse, dei consigli dei genitori “tecnici”, bisogna dar loro delle abitudini giuste per affrontare il loro futuro, nelle poche ore di allenamento settimanale.

E sperare, perchè la comprensione è la nostra meta, ma la loro natura poco disponibile deve imparare a collaborare.

UNO-CONTRO-UNO CON PALLA, SENZA PALLA E A RIMBALZO

Si gioca 1c1 dentro il  5c5, giusto? Per fare un tiro, oppure per prendere un vantaggio, anche senza palla. Sembra scontato che uno sia la conseguenza dell’altro ma non è cosi. Spesso la volontà dell’egoismo, ma anche la stupida presunzione o ignoranza frega chi non ha l’abitudine ad agire secondo la comprensione del gioco.

Il tiro è il frutto del gioco di squadra, anche quando si attacca 1c1 perchè gli altri impediscono gli aiuti. Si dovrebbe fare un tiro solo se si prende un vantaggio oppure se la difesa ha lasciato libero l’attaccante. Allenando i ragazzi è importante sollecitare la loro decisione nella esecuzione dei fondamentali, leggendo la difesa.

L’indecisione è nociva, ma solo la comprensione guarisce. Attenzione quindi a stimolare la loro decisione senza far comprendere il perché. Può essere controproducente , soprattutto nel fare un tiro.

Fare un tiro , poter almeno fare un tiro è dentro la loro sfera egoistica e crescere psicologicamente con questa idea senza la comprensione del gioco, è grave. Didatticamente, costringere un giovane timido a fare un tiro per vincere l’indecisione , fa crescere abitudini negative.

La comprensione è sempre la cura migliore.

E’ scontato che fare un tiro e basta (fine a se stesso) rientri nelle capacità di tutti.

Lo può fare anche tuo nonno, dico sempre ai ragazzi che cercano di soddisfare un loro bisogno egoistico senza pensare che gli avversari tentano d’impedirlo.

Fare un tiro con alta percentuale di realizzazione è diverso che fare un tiro e basta.

Giocare al campetto da soli oppure in palestra senza difesa è diverso che fare un tiro dopo aver battuto l’avversario (1c1) in una partita 5c5.

Egoismo ed abitudini sbagliate  fanno percorrere strade da sconsigliare. Per i ragazzi è importante fare un tiro e basta (fine a se stesso), per l’allenatore è importante far comprendere che è una “boiata pazzesca”.

ATTACCO ALLA ZONA

Per tutti, ma proprio tutti, il basket per definizione è uno sport di regole e fondamentali dove le prime hanno la priorità. La regola principale del basket dice che si gioca leggendo la difesa, individuale e di squadra, senza forzature.

Tutti giocano 1c1, chi con la palla e chi senza, per andare , tutti, a rimbalzo per un tiro scoccato dopo aver preso un vantaggio. Se si pensa ad organizzare il rimbalzo d’attacco indicando chi deve o non andarci, si finirà che non ci andrà nessuno. Ecco il momento per inserire nel loro computer l’idea del gioco di squadra. Questa è la meta.

Giocare  forzando il tiro non va , ma lo devono comprendere tutti. Comprendere che occorre prepararsi per affrontare le partite in un altro modo, diverso dal pensare a loro stessi. Invece di cercare un tiro, meglio prepararsi per farlo fare. Quindi? Organizzare, e comprendere che farlo, per favorire un tiro del compagno, sarà la strada utile a loro stessi. E’ la nostra meta.

Spiegare il concetto è cultura, ma spesso non serve. Si ottiene tutto facendo giocare in allenamento 5c5 contro la zona, dove tutti sono chiamati ad organizzare il gioco. Vedi il Diag. sopra. Usiamo l’attacco ABI (alto-basso), valido anche contro la difesa “Uomo”. Giochiamo molto in allenamento col concetto che la squadra che segna in CP , e a rimbalzo d’attacco, mantiene il possesso per un nuovo attacco da metà campo.

INTERROMPERE L’1c1

E’ una capacità che viene dalla lettura difensiva.

Per questo motivo l’1c1 va sempre fatto con l’appoggio perché si può e si deve iniziare l’1c1, ma anche comprendere quando interromperlo, leggendo la difesa, e giocare coi compagni.

I due Diag. contengono l’inizio dell’1c1 agonistico, ma con l’appoggio. Nel “trenino” iniziale , (1) può cominciare a Dx o Sx, ma (2) lo incalza per non farlo fronteggiare. Il compagno (3) va in appoggio, nella situazione della gara 5c5.

Va da sé che (1), fronteggiando, ha la scelta. Giocare subito 1c1, oppure con la squadra? Attaccando, può interrompere , leggendo la difesa, ma senza fermare il palleggio. Se non riesce a prendere un vantaggio per il tiro, gioca con la squadra.

E’ una questione di comprensione del gioco leggendo la difesa, ma anche un concetto del gioco di squadra. Di etica sportiva. Fare comunque un tiro? Demenziale.

I ragazzi vengono in palestra per apprendere quest’arte (1c1), che potrebbero imparare anche da soli, ma con un talento particolare.

Tirare giocando 5c5 è una questione di scelta. I ragazzi possono farlo se ci si è liberati nel gioco, prendendo un vantaggio.
In questo caso bisogna vedere se si è liberi vicino al canestro oppure lontani. E la libertà può essere parziale o totale per spazio e tempo.

Totalmente liberi è la possibilità migliore che esista per fare un tiro, ma non c’è mai la certezza assoluta anche da vicino, al 100%, di realizzarlo, per ragioni psicologiche. .

LEGGERE LA DIFESA

Comunque sia, fare un tiro con un vantaggio (piccolo o grande) è la situazione migliore per poterlo scoccare mentre si gioca 5c5.

E’ vero che si gioca per vincere ma come? Tirando liberi, dopo una attività individuale o di squadra, dopo aver preso un vantaggio. Scontato? Assolutamente, no. 

Quindi, un tiro  fatto con buone abitudini perché il basket è uno sport di abitudini, ma buone, e si comprende facilmente che possono anche non esserlo. Per arrivare a questa meta, che fa vincere, occorre fare un tiro con alte probabilità di realizzarlo, non solo farlo e basta (fine a se stesso), perché questa modalità è una capacità di tutti, nel senso che possono farlo proprio tutti, (mi ripeto) compreso il proprio nonno.

Si accosta a questa prima verità, una seconda, che riguarda la lettura difensiva.

Il basket ti dà la possibilità di fare un tiro ad alta percentuale solo leggendo la difesa, che rappresenta la base, la pietra angolare del gioco. Si gioca leggendo la difesa, si fa un tiro con buone probabilità di realizzarlo prendendo un vantaggio, individuale oppure di squadra.

I tiri della “disperazione” si fanno solo in situazioni disperate, poiché il basket è sport di situazioni.

Si gioca leggendo la difesa per batterla e i modi sono infiniti perché infinite sono le situazioni. Battere la difesa è un arte che si prende con la pratica, fatta con un procedere didattico che dipende dalla propria capacità di comprensione. Si può fare anche copiando, ma solo i campioni che hanno affinità nell’agire.

LA COMPRENSIONE

La comprensione è la chiave del gioco. La comprensione è lo spirito del gioco che rappresenta la consapevolezza delle proprie abilità a servizio della squadra.

Una bella montagna da scalare per un giovane “disponibile”. E la disponibilità è la capacità di ripulire il proprio camino dalla cenere inutile e deleteria. Un deposito di abitudini sbagliate , spesso pregeresse.

Infatti si può giocare basandosi solo sul proprio fisico , che non è rappresentato dall’altezza, caratteristica morfologica, descrittiva, ma dalle capacità fisiche temporaneamente più sviluppate degli altri.

Chi lo fa, escludendo la comprensione, è sulla strada sbagliata , sbarrata ogni volta che si incontra un avversario altrettanto forte fisicamente.

Si può fare lo sport giocando “a memoria”, ma ogni volta che vengono messi “sassolini” sugli ingranaggi della memoria, salterà tutto.

Rimane un solo modo per apprendere il Basket e vincere. La comprensione della conoscenza del gioco, quindi prendere un vantaggio di spazio-tempo per fare un tiro che non deve essere mai forzato se non per esigenze particolari.

Comprensione del gioco coadiuvato dai fondamentali e non viceversa. Infatti molti allenatori pensando giustamente che i fondamentali siano importanti, insegnano solo quelli, facendo giocare poco. Naturalmente non siamo d’accordo.

I fondamentali vanno “fatti”, ma è il gioco che va “compreso” e il tempo della “comprensione del gioco” è sempre poco, il tempo del gioco non basta mai. Va da sè che non bisogna sprecarlo.

COSTRINGERE LA DIFESA

Apprendendo l’arte (abilità tecnica) di cogliere un vantaggio di spazio-tempo, si apprende anche quello di “costringere” la difesa ai voleri dell’attacco , sempre per cogliere un vantaggio.

L’abilità dell’attaccante che usa le sue capacità mentali, fisiche e tecniche mette un “disagio” nel difensore prendendogli un vantaggio di spazio o tempo che va mantenuto fino allo scoccare del tiro.

Il disagio è creato con palla, senza la stessa e a rimbalzo. Mantenere il vantaggio è frutto dell’abitudine.
Infatti, molti ragazzi lo prendono ma non sanno chiudere il recupero dell’avversario. Prendere quindi un vantaggio per mantenerlo.

Saper giocare, leggendo e costringendo, comporta fare un percorso che si impara a conoscere col tempo, se subito di prendono le buone abitudini individuali.

La mente umana è un sistema aperto che dà sempre a tutti la possibilità di correggere le cattive abitudini , usando la volontà che si stimola con la comprensione.
TIRO-RIMBALZO

Il tiro , scoccato da lontano perché liberi di farlo, è ad alta percentuale se i ragazzi seguono la traiettoria del proprio gesto col movimento, per andare a rimbalzo d’attacco.

Hanno il vantaggio di conoscere dove cade il rimbalzo e non solo. Quasi la certezza di catturarlo. Non importa se sono alti o bassi e tantomeno se giocano nel ruolo del playmaker.

Poiché esistono anche gli aspetti psicologici, questa idea fa migliorare il tiro riguardo la sua efficacia specifica. Infanti il problema più grande cancella quello minore che consiste nel tirare con la preoccupazione della realizzazione.

Esistono  i paradossi anche nel basket.

Apprendere copiando gli altri è il modo migliore di migliorare. Ma copiare i giocatori più bravi , in questo periodo storico, fa si che verrà cancellato un fondamentale importantissimo come il rimbalzo cercato dopo il proprio tiro.
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