Smetto Perchè Non Mi Diverto

 

La morale della favolaA volte certe realtà ritornano e fanno meditare. E allora , pensiamoci un attimo.

Cos’è il divertimento nel basket? Benvenuti nell’agonismo.

UNA STORIA VERA

Forse un po’ lunga, ma interessante. Vale la pena leggerla fino in fondo. Un evento triste che fa pensare. Coinvolge tutta la realtà tecnica a cui si è legati e non solo quella psicologica che bisogna tenere sotto controllo.

Non stiamo parlando di Mini-Basket, ma di Under17. Di ragazzi che fanno scelte precise partecipando alla vita di un gruppo sportivo. Divertirsi? Ci sono tante definizioni fasulle meno una. E’ stata detta da Stefano prima della gara con una squadra del campionato Under17-Elite:

“Divertirsi è farsi il mazzo tutta la settimana per vincere la gara della domenica ,facendo soffrire gli avversari”

Volpe e UvaFar soffrire “tecnicamente” gli avversari, ma solo per divertirsi. Tutti i mezzi tecnici sono validi purché consentiti dal regolamento. Benvenuti nell’agonismo.

La sofferenza degli altri passa anche attraverso i genitori-tifosi indottrinati malamente dagli allenatori con la “coda di paglia” che, non sapendo insegnare l’attacco alla zona, la rinnegano come forma di basket scadente.

Non è vero basket dicono, ricordando la “volpe e l’uva” molto acerba (Esopo).

Non è vero basket, pensano tutti i giovani allenatori che prendono conforto dalla bibbia del basket , quella che tengono stretta sotto braccio. Ma chi l’ha scritta? Ognuno si scrive la sua.

IL VERO BASKET

Libro-Basket-Zet

La mia? L’attacco alla zona è l’espressione del basket più difficile da insegnare perché fatta di tanti piccoli dettagli applicati alla tecnica di base (tiro-rimbalzo) , ma soprattutto mirata all’educazione altruista (passaggio) perché non si può giocare da soli.

Il basket è uno sport di squadra?

Questo è un altro punto su cui bisogna meditare, una problematica che non si apprende andando ai corsi di aggiornamento , anche se potrebbe essere un ottimo argomento PAO.

E’ un sentimento che viene soprattutto dalla conoscenza della psicologia umana. La zona è contro l’egoismo. Attaccarla insegna a giocare di squadra.

A Z Alba abi

Il bello (e difficile) è rappresentato dal fatto che gli allenatori devono insegnarla in allenamento, la zona, per poterla poi attaccare con efficacia.

Va da sè la necessità di sfatare una cattiva educazione.

IL PENSIERO STRISCIANTE

Se la maggioranza degli allenatori scarta questo valore primario, non è automaticamente detto che siano sulla strada giusta.

Tutt’altro, penso io. Il pensiero strisciante è riferito a diversi argomenti tecnici. Pensateci bene, la maggioranza del “copia-e-incolla”  non insegna nulla di nuovo escludendo il rimbalzo dopo il tiro. E’ solo un esempio. Nessuno va a rimbalzo , non ci sono esempi, quindi è inutile insegnarlo…

Pinch Post

Insegnare la difesa a zona “Aiuta-e-Recupera” è il meglio dell’atteggiamento difensivo di squadra che si possa insegnare nella fascia “Under”. Aiuta ad apprendere la difesa individuale? Moltissimo! Attenzione, è chiamata “individuale”, ma si gioca contro una squadra…

Nessun attaccante ( o pochi) usa il tiro, con l’angolazione giusta, appoggiandola contro il tabellone. Vuol dire che è inutile insegnarlo? Eppure è un fondamentale importante…

Il pensiero strisciante è annichilire l’insegnamento uniformandosi a quello che fanno gli altri. La moda è importante? Il modello vincente da copiare è sempre quello che ha vinto l’ultimo campionato…

FONDAMENTALI E IDEE VALIDI PER SEMPRE

Aforismi

Punteremo il dito solo su una parte di loro. Il gioco ha sempre la priorità, non i fondamentali che lo rendono però sempre più bello.

Pensare solo per il “presente” non è condivisibile, vuol dire allenare per se stessi.

Involontariamente molti allenatori seguono idee degli altri e sono su questa strada.

Dovrebbero chiedersi perchè allenano. Sono consapevoli?

Fanno fatica a non rapportarsi con chi ha allenato giocatori appartenenti a periodi storici passati. E’ solo la nostra opinione.

L’idea valida sempre è allenare per i ragazzi, per il loro futuro, cercando di vincere ugualmente. Si può.

I fondamentali sono tutti validi, naturalmente. Non scandalizzatevi. Come sono utilizzati e il loro scopo stabiliscono  la “validità” evidenziata nel titolo.

Il gioco non è la somma di tutti i fondamentali insegnati. Siete d’accordo? Lo sottolineo ancora, perchè è il “nocciolo del problema” che ha un valore prioritario.

E’ il gioco che conta. Bisogna proporre l’apprendimento dei fondamentali utili “per sempre”, per favorire la crescita del ragazzo. E’ il nostro indirizzo nelle prime fasce “Under”. Non si toglie nulla alla “vittoria” che dipende molto dalla difesa.

L’accoppiata vincente “Tiro-Rimbalzo” è valida sempre, non solo il “Tiro”. Cosi come “non inquadrare” un ragazzo nei ruoli. Uno solo è “valido sempre”, quello del Play.

Macic Johnson

Non facciamo giocare ,nelle fasce Under, nessuno nel ruolo del pivot e cerchiamo l’indirizzo del “Playmaker” come unico ruolo.

Solo in seguito realizzeremo l’asse “didattico” Play-Pivot. Vuol dire che tutti proveranno anche il ruolo del Pivot.

Difficile? Basta crederci e si riuscirà a trovare la strada tecnica. Il mare delle idee del basket è così vasto che basta pescare con la rete giusta, quella della propria fede.

Vogliamo un apprendimento consapevole che si ottiene educando allo “spirito del basket”, rappresentato dalla “conoscenza”.Va da sè il grande valore del concetto che stabilisce la sua importanza “per sempre”.

Cosa sta succedendo in campo?pensano i nostri ragazzi leggendo la difesa. E’ cultura, soprattutto per l’apprendimento dell’attacco. Col tempo il “pensiero” diventa istintività.

Double Team.1

Per la vittoria bisogna però pensare soprattutto a difendere. E’ il 60% del nostro lavoro.

La difesa, se vuole essere “valida sempre”, non può essere permissiva, ma cercare di imporre con le sue armi il “disagio tecnico”.

Valido sempre non è solo riferito ai fondamentali, ma alla loro utilizzazione per far si che si possa acquisire abitudini tali da poter giocare sempre.

Eccetto i casi in cui un ragazzo non si diverta … naturalmente

IL NOSTRO BASKET E’ DIVERTENTE

E’ il nostro pensiero quando affermiamo la piacevolezza della nostra pallacanestro “Under.17”, che insegna anche la zona, ma soprattutto a come attaccarla.

Soprattutto piacevole per i ragazzi, consapevoli di  apprendere come si trae il divertimento che passa attraverso la sofferenza. Possibilmente quella degli avversari, naturalmente, senza dimenticare la nostra, durante il duro allenamento settimanale. Benvenuti nell’agonismo.

Campo Basket Sogno

Guardare il futuro significa far apprendere “tutta” la pallacanestro. Ecco perchè insegniamo la zona senza problemi, per saperla attaccare sempre meglio. E’ una cultura che andrà  bene per le loro future esperienze.

Giochiamo un basket divertente basandoci sulle caratteristiche dei nostri ragazzi, accessibile alle loro capacità.

Soprattutto perché non pensiamo assolutamente di “creare” giocatori adatti allo “olimpo” del basket.

Sono loro che devono “diventare quello che sono” e il nostro basket favorirà il loro talento.

Noi che possiamo solo “seminare” perché sappiamo benissimo che a “crescere” sono i ragazzi.

Noi che vogliamo un apprendimento consapevole in modo da poter giocare sempre a basket, al livello della propria competenza.

Noi che non ci atteggiamo a “creatori”, possiamo però gridare: “Benvenuti nell’agonismo!”, saremo per questo ricordati sempre dai nostri allievi.

Lampo Vs Uomo Ottimo

Noi che ,per realizzare le nostre idee, abbiamo programmato un “progetto” per renderle reali.

Noi che, avendo come scopo la formazione di un gruppo, non avremmo mai pensato che uno di loro se ne andasse perchè non si diverte.

IL BASKET E’ UN GIOCO DI SQUADRA

Molte squadre hanno ragazzi preparati bene individualmente e allo stesso modo giocano come quando non si riesce a superare la fase egoistica, proprio dell’infanzia. Ma il basket è un gioco di squadra e questi due concetti sembra che facciano a pugni se non si chiarisce.

Un gioco dove l’abilità individuale è importante se viene utilizzata per la squadra…per poter battere la zona avversaria. La verità del Basket (escludiamo lo spettacolo NBA) non è un insieme di letture bibliche, ma semplicemente un test. L’attacco alla zona.

Attacco Zona Pari Gioco ABI

Ecco una forma tecnica di divertimento. I ragazzi si divertono ad attaccarla , quando lo sanno fare naturalmente. Bisogna però allenarli costantemente perchè i tempi di apprendimento sono lunghi e sofferti.

ANALIZZIAMO LA FRASE TERRIBILE

Un lungo discorso sul divertimento nel fare lo sport agonistico. Solo per sottolineare quanto ci preoccupiamo per il futuro di un gruppo che deve affrontare la vita.

Tenerli insieme è una priorità che va oltre il divertimento nel gioco, ma attraverso lo stesso li possiamo aiutare.

Atacco Zona Pari ABI

Intanto possiamo affermare che ci sono molte forme di divertimento nel basket, ma si apprezzano quelle vere solamente quando si gioca in gara

Importante è giocare, non solo in allenamento, la partita contro gli avversari del campionato è importante. Appunto.

Solo perché si può trarre il massimo divertimento nel vedere soffrire gli avversari, proprio come ha detto Stefano.

E allora divertiamoci, senza fuggire dalla lotta. In che modo? Senza l’ipocrisia, con la vittoria. Benvenuti nell’agonismo.

Importante è vincere , non partecipare solamente. Il verbo partecipare è adatto agli allenamenti non all’Olimpiade. 

Rimane sempre  la nostra meta anche se curiamo particolarmente il futuro del ragazzo.

Nessuno gioca pivot nel periodo Under se prima non ha appreso o almeno provato cosa significa organizzare.

Vogliamo comunque vincere. E’ importante la vittoria soprattutto per essere disponibili alla sofferenza.

Siamo nella fascia Under 17 , non nel mini-basket.

attacco 131 azione rapida - 420

Allora perché un ragazzo Under17, che gioca molto e con buone prestazioni tali da far sognare l’allenatore e i compagni , dice quella frase malefica?

“Smetto perché non mi diverto…”, cos’è il divertimento per lui?

Divertirsi vuol dire anche sentirsi dentro al gruppo ed essere utile alla squadra. Che proprio si diverte in questo modo. Soffrire durante la settimana per un divertimento quasi sicuro in gara.

Un ragazzo che se ne va con questa dichiarazione, pur giocando molto in partita, lascia l’amaro in bocca.

Vuol dire essere estranei al gruppo, starci male dentro, pur avendo accettato di far parte dello stesso consapevolmente. Vuol dire che si cercavano altre cose, magari amici con gli stessi interessi. Non il divertimento che si prende dal gioco.

“Smetto perchè non mi diverto”, nasconde una triste realtà.

C’E’ SEMPRE LA PRIMA VOLTA

La pallacanestro è come la vita anche perché non si può giocarla da soli. Il gruppo è importante perché sostituirà la famiglia.

La vita è esattamente come stare in campo a lottare per la sopravvivenza, uno spirito innato che ci chiama a lottare, dal quale non si può fuggire. Si lotta insieme, nel gruppo.

Smettere di giocare per mancanza di divertimento è come fuggire dalle proprie responsabilità proprio perché il gioco è divertimento, da prendere dentro le sue regole.

Smettere di giocare vuol dire che si preferisce un altro gruppo che ha affinità col proprio modo di pensare. Speriamo che sia almeno un gruppo sportivo…

 Foto InBin Under17

In 50 anni e passa sul campo ho aiutato moltissimi ragazzi ad superare la difficile età della giovinezza.

Se arrivano alla maggiore età dentro un gruppo sportivo, insieme, difficilmente fumano, si drogano, usano tatuaggi e quant’altro. E’ la mia esperienza.

Traghettati tanti ragazzi meno uno che non ha voluto entrare in un bel gruppo… perchè si sentiva estraneo. Cocciutamente se ne è andato perchè non si divertiva…