Spider Slim, Il Giocatore Che Non Voleva Fare Un Tiro

Quando si presentò per allenarsi col “Jungle Team”, il Coach dalle orecchie a “sventola”, rimase impressionato dal suo corpo peloso e da tutte quelle gambe, secche e senza muscoli.

Però sei-otto gambe fanno correre veloci e “Spider-Slim” era rapido come le sue idee innovative. Cosa pensava di fare per giocare meglio a Basket?

Veramente non aveva mai giocato, non aveva molte esperienze di gioco, ma era stato un attento osservatore dalla sua ragnatela, sopra il campetto di allenamento.

LA SEMPLICITA’

Ora che si apprestava a giocare insieme agli altri animali, in un certo senso era avvantaggiato.

Non aveva abitudini negative, il camino della sua casa era “senza fuliggine” e poteva interpretare meglio il basket suggerito dall’allenatore agli atleti del “Jungle Team”.

 

 

 

 

 

 

 

Si era fatto un’opinione, aveva comunque delle idee, come quella di non seguire le mode.

Poteva andare tranquillamente controcorrente per combattere le abitudini sbagliate, riconoscendo un fatto importante.

Il Basket è un gioco di squadra fatto di abitudini, ma possibilmente giuste.

Aveva notato che , per correre dietro alle mode, sia giovani atleti che gli allenatori perdevano spesso per strada dei fondamentali. Non solo. Si tralasciava, non si considerava il valore della “sicurezza”.

Cosa voleva dire? L’aspetto psicologico nell’eseguire un fondamentale in modo semplice è importante perché forma , fa prendere piede, fortifica la certezza nell’esecuzione.

La fretta di copiare un bel movimento, far eseguire una bella fantasia in palleggio, faceva spesso saltare un gradino della scala didattica.

Il guardiano dello Zoo aveva una TV con grande schermo che gli animali guardavano nei momenti di relax. Il basket Europeo o Americano era diverso da quello degli Zoo.

Per TV, infatti, quelli che avevano inventato il Basket, giocavano facendo un tiro senza andare mai a rimbalzo e davano risalto al palleggio imitando i “Globe Trotters”. Azioni che mandavano in estasi gli animali dello Zoo. Si esercitavano nel “Ball-Handling” senza conoscere il semplice “palleggio protetto”.

LA CULTURA E’ UN FONDAMENTALE

Spider Slim non aveva mai giocato, ma aveva cultura. Sapeva che, per l’apprendimento, esistono i fondamentali della “sicurezza”, quelli più semplici sui quali si costruiscono le abitudini giuste, più complesse. Il palleggio protetto, tiro-rimbalzo e finta-passaggio.

Il suo spirito missionario l’aveva fatto scendere a terra per trasmettere cultura.

Conviene andare controcorrente, pensava, meglio cercare di “farlo-fare-un- tiro” e muoversi bene senza la palla, per riceverla. Il “ball-handling” da far fare ai principianti è ridicolo, pensava, e voleva far vedere che si poteva giocare senza palleggio.

“Spider Slim” ignorava le mode e non aveva abitudini pregresse negative. La sua memoria muscolare non aveva spazi invasi da “neuroni” nocivi , era come un libro ancora da scrivere, pulito…come “il camino della sua casa senza fuliggine”.

Come già detto, non aveva mai calcato un campo di Basket, ma aveva avuto la possibilità di osservarli e studiarli. Sapeva benissimo come avrebbero dovuto giocare.

Invece di fare un tiro , pensava, è meglio farlo fare, usando i movimenti senza palla e il passaggio. Perché giocare da soli quando il basket è uno sport di squadra? Incoerenza, ignoranza o semplicemente egoismo?

Aveva un’idea da trasmettere. Bastava passarsi la palla “dall’alba a tramonto” e andare in mezzo alla “Ragnatela dei Passaggi”. Una semplice “mossa”, fatta senza palla, per realizzare il progetto, come gioco di squadra. Un esempio di idea “leader”.

Esattamente come il movimento che gli serviva a catturare le mosche. Era un grande esempio per ricevere palla “in mezzo alla ragnatela dei passaggi”.

LA GRANDE REGOLA

Il tempo per andarci era quando un giocatore comprendeva di trovarsi lontano dalla palla, pensava. Perchè stare fermi? Per aiuatere la difesa?

Bastava mettere una regola: “Ogni volta che un giocatore si trova lontano dalla palla, deve andare in mezzo, ricevere e passare sul lato opposto”. Semplice.

Ecco quello che farò se mi vogliono nel “Jungle Team”. Il bello di questo gioco, pensava Spider Slim, racchiude la grande utilità dei movimenti senza palla e voleva lui stesso suggerire al Coach di mettere una regola.

Siccome la tecnica era gestita da l’Elefante-Coach”, gli avrebbe parlato e suggerito di trasformare il gioco individuale in qualcosa di meglio e realizzarlo con spirito di squadra, con l’aiuto di regole precise.

Nel Basket per fare il gioco di squadra contano le regole, lo aveva letto sulla “rete”, collegata col “Wi-Fi” della la sua “ragnatela”.

Le regole sono prioritarie proprio per rendere più importanti i fondamentali, per realizzarle. Per sorprendere l’avversario, basta inserirne alcune che diano abitudini giuste, e che procurino disagio agli avversari, preoccupati dalle mode.

Se poi sviluppano il “Gioco di Squadra”, difensivo ed offensivo, si giocherà meglio e si vincerà di più . Semplice.
Gli scese sulle spalle, mentre l’Elefante era ai bordi del campo, e gli comunicò l’idea che eccitò le grosse orecchie del Coach.

L’ASSISTANT-COACH E’ UN PROPOSITORE

Mi sembri fuori di testa , gli disse l’Elefante Coach, ma è interessante quello che proponendo affermi.

Sai cosa ti dico: “Proveremo il gioco e lo chiameremo “ragno” mettendo la regola per andare in mezzo senza la palla, proprio sulla linea mediana, quella che unisce i due canestri.

Faremo in modo affinché tutti cerchino di realizzarlo, in ogni situazione del gioco”.

Abbiamo bisogno di un dimostratore, gli disse l’Elefante, perché tutti comprendano meglio e siano invogliati ad imitare.
Scendi dalla tua tana, metti un paio di pantaloncini per nascondere la peluria e dacci una mano, sentenziò il Coach.

Così, in ogni tipo di attacco, il primo passaggio andava fatto a “Spider-Slim”, in mezzo alla ragnatela dei passaggi.

L’Elefante aveva pensato di farlo sempre, contro qualsiasi difesa dell’avversario. Sia contro il pressing che nel gioco normale, contro la uomo e la zona.

Vinsero le prime cinque partite del campionato degli Zoo perché le altre squadre difendevano in modo aggressivo. L’Elefante-Coach cambiò la sua filosofia sull’assistente. Non doveva assistere e basta, ma essere un propositore, meglio se le sue idee andavano controcorrente.

IL PALLEGGIO PROTETTO

Per Spider-Slim, tutti sarebbero stati in grado di far avanzare la palla col palleggio, ma solo abbandonando il “ball-handliing” a favore del palleggio protetto, dei cambi di velocità e senso.

Accanto all’uso del palleggio come sopra detto, occorreva abbinare il “Finto Attacco”, ovvero un fondamentale che appartiene alla finta stessa. La sua caratteristica principale era quella di essere pronti a fare quello che si aveva fintato, leggendo la difesa.

Un gradino della scala didattica era stato saltato togliendo la sicurezza che invece regala il “palleggio protetto”.

Ma il salto di qualità a tutta la squadra la fece fare “Spider-Slim” perché da “Assistente” diventò giocatore e cominciò ad allenarsi.

Non sapeva né palleggiare , né tirare ma aveva un dono meraviglioso che evidenziava nel fare il passaggio decisivo.

Il suo esempio fece comprendere agli innamorati del palleggio che addirittura si poteva giocare senza.

Muoversi senza palla, andare in mezzo alla “ragnatela dei passaggi” per fare l’assist , ovvero il passaggio vincente. Rendimento massimo con un bagaglio tecnico minimo.

Tutti i colleghi dell’Elefante-Coach si riempivano la bocca con il termine “Ball-Handling” , ma per farlo bisogna conoscere quello protetto , una semplicità scartata inspiegabilmente da tutti.

L’idea di Spider-Slim non solo sembrava buona, avrebbe rivoluzionato tutto il basket degli Zoo. Il passaggio diventava il fondamentale più importante perché faceva fare un tiro ai compagni.

Ora l’Elefante doveva sviluppare l’idea inserendo regole per il gioco di squadra. Ogni giocatore appena ricevuta la palla avrebbe potuto fare un tiro solo se libero, ma seguendo la traiettoria per prendere il rimbalzo.

Giocano tutti per “fare un tiro”? Meglio saper organizzare per farlo fare, pensava Spider Slim.

Ma un assist preciso è possibile se tutti si fossero mossi. Farlo dava la possibilità di veder felici i compagni e questo  dava più gusto.

Meglio non copiare gli “umani”. Gli animali del “Jungle Team” avevano caratteristiche psicologiche, fisiche e tecniche diverse e diversamente doveva essere il loro modo di giocare.

Andare controcorrente, pensava Spider Slim, avrebbe creato una filosofia di gioco di squadra stupenda, un modo per costruire una identità di squadra che pochi nel mondo del basket degli Zoo avrebbero compreso.

FARE UN ASSIST E’ MEGLIO CHE FARE TIRO

L’Elefante-Coach era totalmente d’accordo con Spider-Slim.

Dare la possibilità a tutti di andare in mezzo alla “ragnatela dei passaggi” vuol dire mettere in condizione i giocatori di fare un assist, un passaggio che offre un vantaggio al compagno per il tiro. Meglio che fare un tiro, quello scoccato per forza.

Allora quel tiro, forzato e disperato lo possono fare tutti. Anche vostro nonno lo può prendere , diceva l’Elefante arrabbiato.

Ma perché poi arrabbiarsi? E’ normale non comprendere i paradossi. Infatti si insegna l’abilità individuale , ma per offrirla agli altri come gioco di squadra. Questo è incomprensibile per mancanza di cultura.

L’aiuto al Coach viene dalle regole, suggeriva Spider Slim. Il basket è uno sport di regole e fondamentali. Ma la priorità è delle regole. Bisogna far giocare in allenamento facendo rispettare quelle per il gioco di squadra.

Egoisticamente, i giocatori del “Jungle Team” miravano a fare “un tiro” perché col “bottino di punti” c’è anche la gloria, pensavano, senza rendersi conto che sarebbero stati sconfitti.

Dovevano comprendere che è la squadra a essere più importante del singolo. Da soli non si vince. Va da sè che per apprendere il gioco di squadra,  non c’era da considerare solo l’attacco ma soprattutto la difesa.

RENDERE L’ ALLENAMENTO COME LA GARA

I giocatori del “Jungle Team” erano già in campo nel “Boskettto” per fare qualche tiro e giocare.

Ormai sapevano che il basket è uno sport di Regole e di Fondamentali creati per vincere insieme col gioco di squadra. L’Elefante-Coach aveva compreso come allenarsi per costruire una mentalità di  gioco.

Fare giocare 5c5 nella metà campo seguendo le regole per il gioco di squadra.

Le avevano costruite l’Elefante e Spider Slim. Muoversi prima del passaggio di entrata nel gioco, tirare dopo che la palla sia andata “dall’alba al tramonto”, oppure passata subito al “Ragno”.

Cosi, Spider-Slim mise in pratica un concetto a cui mai nessuno aveva pensato, neppure l’Elefante.

Ricevere sempre il primo passaggio per servire l’assist a tutti, in modo successivo. Bastava che si muovessero dentro il gioco di squadra.

Ma solo quelli che realizzavano canestro avrebbero avuto possibilità di replicare, nell’azione successiva. Ecco perché fu chiamato “Il giocatore che non voleva fare un tiro”.

Per poter ricevere palla in mezzo alla “Ragnatela di Passaggio” aveva consigliato uno schieramento con “Due Ragni”, perché era meglio averne due in campo. “Two is better”.

Ma l’aspetto didattico più interessante era stato il suggerimento a l’Elefante. Tutti dovevano poter entrare dentro la “ragnatela dei passaggi”, tutti avrebbero potuto imitare il grande “Spider-Slim”, apprendendo la tecnica dell’assist.

Quando Spider Slim abbandonò la squadra del “Jungle Team” un grande vuoto rimase nel cuore degli animali dello Zoo e ancora oggi gli allenatori chiamano l’attacco “Spider” per ricordarlo.