Tex Winter e Il Triangolo Laterale

Morice Tex Winter
Morice Frederick “Tex” Winter è stato una leggenda della Nba, allenatore di successo e innovatore del sistema di gioco americano con il suo “Triangolo Offensivo”.

Dopo 62 anni di panchina ha lavorato come consulente di Jackson per i Bulls , poi per i Lakers. Detiene nove anelli di campione del mondo.

Studiando a Los Angeles presso l’Università South California , nel 1947 imparò il triangolo offensivo da Sam Barry.

Tex Winter Kansas

Immediatamente, Coach Winter cominciò la sua carriera nel mondo della pallacanestro professionistica come assistente del noto coach, premiato nel Hall of Famer , Jack Gardner, nella squadra Kansas State University (Manhattan Kansas).

Tex Winter Giovane

Nel 1951 diventò il più giovane allenatore nella lega universitaria americana alla Marquette University.

Poi è passato come allenatore nel Kansas State, dove si fermò per 15 anni, vinse otto titoli della “Big Eight Conference” e si qualificò per due Final Four. Fu premiato come allenatore dell’anno 1958.

Tex Winter Libro

Quattro anni dopo pubblicò un libro sul “triangolo offensivo”, sistema che utilizzò con successo al Kansas State, intitolato “The Triple Post Offense”.

Allenò anche Houston Rockets, University of Washington a Seattle, Northwestern University Evanston , Illinois e Long Beach State , California. Un computo generale di 454 gare vinte a livello universitario.

Tex Winter Assistant

Come detto, all’età di sessantadue anni, nel 1985, cominciò una nuova tappa della sua carriera come assistente allenatore con i Chicago Bulls.

Affiancando Phil Jackson, primo allenatore dei Bulls dal 1989, Tex Winter fu parte integrale dei 6 campionati vinti dai Bullls nel 1991, 1992, 1993,1996,1997 e 1998, con un record di 72 vittorie in una sola stagione.

Phil Jackson è stato un grande estimatore del Triangolo Laterale. Ha fatto di tutto perché il suo vate lo seguisse. Tex Winter segui Jackson quando lasciò i Bulls per Los Angeles Lakers, dove aggiunse altri tre titoli alla bacheca personale: 2000, 2001 e 2002.

Tex Winter Book

La sua vitalità, saggezza e integrità sono note così come il suo contributo al gioco del basket rimarrà nella storia. Il suo libro “Il triangolo offensivo” è all’ennesima edizione ed è stato pubblicato in parecchie lingue, considerato uno dei migliori libri di strategia del gioco.

L’importanza di Tex Winter non è qualificabile in numero di premi come quella di Red Auerbach o John Wooden. 

Tuttavia, il suo segno rimarrà nella storia come l’uomo che insegnò la geometria del basket a Phil Jackson, Michael Jordan , Shaquille O’Neil , Kobe Briant e Steve Keer.

ANALISI TECNICA DEL TRIANGOLO DI TEX WINTER

Analisi Triangolo

1.E’ un attacco che basa la sua caratteristica principale , l’idea leader, sul gioco del pivot e sulla circolazione della palla, particolarità che gli permette , teoricamente , di giocare contro qualsiasi tipo di difesa;

2. La distribuzione degli spazi prevede un cambiamento di schieramento per facilitare sia la costruzione del triangolo laterale che la circolazione della palla;

Analisi Triangolo.1

3.La spazialità è garantita dalla possibilità della costruzione del triangolo laterale su entrambi i lati dell’area. Tutti devono essere pronti a giocare nella circolazione interna ed esterna;

4. E’ un attacco di collaborazione a cinque con molta libertà d’esecuzione, basato sul passaggio e movimento, ma con una meta precisa, già sottolineata: la costruzione di un triangolo laterale per servire il pivot dentro le linee difensive;

Analisi Triangolo.2

5.La formazione del triangolo , sul primo lato, è una sorta di “finto attacco” per creare volutamente un lato forte e debole della difesa. Con più s’impegna la difesa su questo lato, più fragile sarà la sua reazione nel ribaltamento del gioco. Si può giocare in continuità da un lato all’altro, difesa permettendo. Questo concetto lo rende un valido attacco contro la zona.

6.In fase di transizione offensiva non c’è specializzazione del palleggiatore per la conduzione del contropiede. Per fare il primo passaggio, avanti, all’ala, qualunque esterno può prendersi la responsabilità di questa esecuzione;

7.Il ricevitore del primo passaggio è il “fulcro” di tutto l’attacco. Da lui partono vari tipi di passaggi ad altrettanti compagni, che caratterizzano la diversità d’azione;

Analisi Triangolo.3

8. Tutti i principi di gioco sono applicabili all’attacco “triangolo laterale”, per questo motivo molti allenatori lo considerano la meta didattica di un settore giovanile. Essendo però , il basket, uno sport opinabile bisogna anche dire che altrettanti Coach non sono d’accordo.

9.Non è uno schema rigido. E’ un attacco flessibile, facile da fare nella sua “costruzione” , ma anche prevedibile per la difesa. Questo dettaglio non è negativo, ma fa pensare. 

Non sarà l’efficacia del sistema a favorire i vantaggi per un tiro, ma l’imprevedibilità tecnica dei giocatori nel battere l’avversario con palla, senza la stessa e a rimbalzo.

L’imprevedibilità è una caratteristica speciale che si trova solo nei grandi giocatori.

10. Come detto, non tutti gli allenatori sono d’accordo di usarlo coi giovani perché è un attacco per specialisti.
In un settore giovanile , dove la specializzazione non deve essere né pensata e ricercata, è bene che si giochi anche con altri concetti.

Analisi Triangolo.4

11. Questo discorso ha un significato preciso, che non esclude l’utilizzazione del triangolo laterale. Infatti se è vero che tutti i giocatori devono essere in grado di avanzare con la palla, organizzare e giocare 1c1 tutto campo, allo stesso modo gli stessi devono essere in grado di giocare nella posizione di pivot, caratteristica di questo attacco.

11. Il “Pinch-Post”. E’ una delle soluzioni più interessanti del gioco. Si può considerare come una variante dell’attacco per favorire l’1c1 oppure il Gioco-a-Due col Post. L’immagine è chiara.

Si realizza formando il “triangolo-laterale” come “finto Attacco” per una inversione rapida e successivo gioco col Post. Le soluzioni sono molte, che vedremo.

Innanzitutto l’1c1 con metà campo a disposizione. Anche negli anno ’60 si sfruttava il “Triangolo laterale” in questo modo.

LA SPARTIZIONE DELLO SPAZIO

Triple post offense

Un attacco va sempre adattato alle caratteristiche psicologiche-fisiche e tecniche dei propri giocatori.

A seconda di queste caratteristiche c’è una diversa spartizione dello spazio.

Nel Diag.1 i giocatori sono disposti per una partenza che ricorda anche un tipo di attacco alla zona “2-3”.

Era la partenza che utilizzava Tex Winter allenando il Kansas State. Contro la difesa individuale può esserci una collaborazione tra (4) e (5), senza palla, per la formazione del triangolo laterale.

Con i Bulls si utilizzava un attacco “2-3” (vedi Diag.2) mentre con i Lakers (Diag.3) , quando K.Bryant vuole giocare in posizione di post-medio, sfrutta il blocco di (5) per posizionarsi. Il blocco di (5) ,che manda un esterno dentro il triangolo laterale, può essere fatto anche per le guardie.

Possiamo dire , senza ombra di dubbio che tutti questi schieramenti sono pronti ad attaccare la “zona” e qualsiasi tipo di difesa “mista”.

Va da sé che, per adattare il gioco del “triangolo laterale” alle caratteristiche dei propri giocatori, si possono utilizzare anche altri schieramenti.

SERVIRE IL PIVOT

Triple post offense.1

Ogniqualvolta la palla è nelle mani dell’attaccante posizionato in “ala” ed il nostro pivot è marcato dietro, sarà obbligatoriamente destinatario del secondo passaggio.

Automaticamente, potrà diventare l’autore del terzo passaggio, leggendo la difesa.

Ovviamente, potrà concludere con una soluzione di uno-contro-uno comportandosi come nei tre casi che seguiranno:

Il giocatore “chiave” sarà sempre (3) che è in grado di vedere, leggere e passare la palla, direttamente o indirettamente.

Nel Diag.4, il passaggio è diretto.
Nel Diag.5, il passaggio può essere diretto, ma anche con la sponda portata da (4). Se il pivot (5) non riceve il passaggio deve spostarsi in post-alto. Nel Diag.6 , l’ala (3) può passare in angolo a (2) , oppure aspettare l’azione “alto-basso” con l’intervento di (4).

Infatti, questa è un’azione classica in quanto l’ala dal lato debole deve sempre muoversi verso la palla per togliere la possibilità dell’aiuto da parte del proprio difensore. In questo caso, è anche un aiuto veramente importante per poter passare, indirettamente, a (5).

Triple post offense.2

Ecco la grafica del movimento “completo”, che sottolinea il momento in cui la palla viene passata a (4) , nella posizione di post-alto.
C’è la possibilità, da parte di (4), di passare direttamente a (5) oppure servire il taglio “back-door” di (1).

Ovviamente, dopo il passaggio di (3) per (4) , c’è il suo successivo movimento con blocco per (2). In questo modo si mantengono i difensori impegnati. Il pivot (5) gioca individualmente , buttandosi dentro, sfruttando il “tagliafuori” d’attacco(mantieni la posizione), contro il suo difensore che anticipava.

GIOCARE “DENTRO” IL TRIANGOLO

Triple posto offense.3

Vediamo nel Diag.8, una situazione dove si vuole utilizzare il “triangolo laterale” per servire la palla al pivot (5).

Basta immaginare che il (5) sia Squille O’Neal e che qualcuno pensi di anticiparlo.

Nel Diag.9 abbiamo la classica soluzione col blocco cieco di (5) e la possibilità di uscire per giocare con (2). Il suo dai-e-segui crea la premessa di un gioco a due laterale.

Nel Diag.10, il dai-e-vai di (3) libera lo spazio per il pick-and-roll di (5) con (2).

GIOCO CON L’ALA

Triple post offense.4

Se l’ala (3) trova i compagni del “triangolo” anticipati, può invertire il gioco per l’1c1 dell’ala come si vede nel Diag.11.

Se il compagno (4) è anticipato si può giocare “le mani parlano” che rende il back-door imprevedibile (Diag.12) .

L’ipotesi più pericolosa per la difesa è il movimento “Flash” dell’ala (4) che riceve per uno sviluppo interessante del gioco. Il compagno (1), taglia back-door mentre il gioco senza palla di (3) e (2) , che incrociano (tagliando e rimpiazzando) creano un gioco a due ,in palleggio, con (4) che decide , leggendo la difesa.

Questa idea è assai aggressiva , più di quanto si possa immaginare dal diagramma. (Diag.13)

IL GIOCO A DUE COL POST (Pinch-Post)

Triple post offense.5

L’ala (4) che si smarca per ricevere nella posizione di post-alto dà la possibilità di un gioco-a-due classico con la guardia.

Lo si può fare con il palleggio, ma dalla parte debole, dove non c’è la palla, i difensori riempiono l’area per aiutare.

Per questo motivo è molto meglio giocare a due con il passaggio e conseguente dai-e-segui. Una delle possibili soluzioni è ricevere il passaggio di ritorno senza penetrare, possibilità comunque da non escludere.

Il Diag.15 mostra la continuità del gioco col palleggio verso il centro del campo , molto più redditizio.

GIOCA COL PIVOT NEL TRIANGOLO: DOPPIO TAGLIO

Triplle post offense.6

Diag.16 : quando la palla arriva al pivot (5), è sempre lui che decide e regola il gioco ,
leggendo la difesa.

La prima soluzione è il taglio back-door dall’angolo;

La seconda è il taglio dell’ala che blocca per (4);

La terza è il passaggio sul lato debole, se il difensore di (1) aiuta.

Diag.17: il taglio di (5) dentro l’area troverà una buona difesa che però nulla potrà fare contro la “sponda” fatta da (4).

GIOCHI SPECIALI

Triple post offense.6

1°-IL PIVOT PARTE BASSO

Il difensore di (2) è chiamato “maiale cieco” perché anticipa senza guardare la palla, giocando “faccia-faccia”. (Diag.18)

L’inserimento di (4) per ricevere e creare un’azione “back-door” è scontata. Se (2) non riceve subito da (4) , continua sfruttando un blocco “stagger”.(Diag.18)

Diag.19. Variante della situazione precedente. Anche in questa situazione si capisce l’importanza dell’allineamento delle guardie (1) e (2); tale allineamento serve per rompere la pressione e per superare la prima linea difensiva.

Quando (4) riceve palla, (5) blocca-cieco per (3) e il taglio di (2) deve trovare un’altra soluzione , sistemandosi in angolo a sx, per non disturbare l’azione di (5).

Dobbiamo sottolineare che questi movimenti risalgono agli anni ’50 e ’60 ed erano stati inventati dagli allenatori Sam Berry e Pete Newell. Significa solamente che raramente si  inventa qualcosa, nemmeno il grande Tex Winter, che ha utilizzato questi due attacchi coi Chicago Bulls.

Tutti però hanno la possibilità di scegliere (intelligentemente) quello che è utile per i propri giocatori.

2°-ENTRAMBI I PIVOTS SONO “ALTI”

Triple post offense.7

Diag.20-21. Gli attaccanti (5) e (1) fanno un “finto attacco”, come se volessero attuare un doppio blocco “tandem” verticale, a favore di (2).

Invece è una finta. Improvvisamente, (5) cambia direzione e sfrutta il blocco di (1).
Se non è libero il pivot (5), lo sarà sicuramente (1), che esce in ala.

Dopo il passaggio, (4) si potrebbe inserire per formare il triangolo.

Variante non presente nella grafica: quando (1) si abbassa verso il centro dell’area (Diag.20) potrebbe, se la difesa lo permette, bloccare-cieco in angolo per (3) e (5) agisce da solo, tagliando in mezzo all’area.

Questa variante è molto interessante. Infatti, per impedire il blocco di (1) per (5), la difesa potrebbe utilizzare il “body-check” su (1) e costringerlo ad andare da un’altra parte.

I SETTE PRINCIPI DEL PASSAGGIO

Passaggio e ricezione

1. La distanza tra il passatore ed il suo difensore deve essere inferiore ad un metro, preferibilmente meno. L’attaccante deve avere la padronanza di sé e fiducia nel proprio controllo di palla e capire che praticamente impossibile per il difensore portargli via la palla se mantiene il controllo di sé. Più vicino è il difensore all’attaccante e meno tempo avrà per reagire ai movimenti del passatore. Il principio di un buon passaggio è violato più di qualsiasi altro principio.

2. Eliminare ogni movimento non necessario nel controllo di palla e di passaggio. Eliminare il passo in avanti, usare un rapido movimento di polso e dita in tutti i passaggi. Velocizzare al massimo tutto il movimento di passaggio.

Passaggio cieco
3. Vedere la linea di passaggio ed il ricevitore, ma non guardare direttamente verso di lui, a meno che il passaggio non sia preceduto da una finta efficace. Non fare passaggi alla cieca, ma evitare di girarsi per fronteggiare il ricevitore, perché questo è un passaggio “telefonato”. Usare la visione periferica per vedere il ricevitore. C’è una grande differenza tra il vedere e il guardare.

Passaggio attraverso

4. Usare le finte con scopo preciso. Non fintare solo per fintare. Fare finte che diano un risultato positivo e con uno scopo. Il giocatore che finta in maniera eccessiva, muovendo la palla costantemente, non è in gradi di determinare come sta muovendo le mani il difensore. Non può vedere la linea di passaggio e gli è impossibile fare un passaggio accurato al compagno, perché ha perso la sicurezza di cosa fare. Valutare dove sono le mani del difensore e passare rapidamente lontane da esse. Sfruttare le linee di passaggio attorno alla testa del difensore.

Passaggio Pivot
5. Passare verso il lato libero del ricevitore, un principio spesso violato anche dai giocatori più esperti. Questo deriva dall’incapacità del passatore di vedere non solamente cosa sta facendo il proprio difensore, ma anche la linea di passaggio ed il difensore di chi deve ricevere la palla. Si deve capire che cosa sta facendo la difesa e poi fare l’opposto. La responsabilità è anche del ricevitore , che deve muoversi per offrire al passatore un punto di riferimento dove far giungere la palla, tenendo il difensore lontano dalla linea di passaggio e stando tra la palla e la difesa e, una volta che ha ricevuto la palla, essere pronto a giocare immediatamente.

Passaggio K.Cosic

6. Passare la palla , non “massaggiarla”. La capacità di fare un valido e rapido passaggio ad un compagno libero è della massima importanza. I giocatori devono rendersi conto che un buon attaccante deve ricevere un passaggio da un compagno e giocare , cioè:passare , tirare o palleggiare o passare e tagliare, entro tre secondi dal momento in cui la palla gli giunge tra le mani. Ogni secondo in più oltre i tre, creerà problemi alla fluidità del gioco. La palla deve essere mossa per tenere occupata la difesa e quindi cerare linee di passaggio e possibilità di segnare. Osservate ogni grande squadra e vedrete come i giocatori sono padroni dell’arte di passare e del seguire questi principi.

Passaggio Abilità
7. Anticipare il momento in cui si sta per ricevere la palla e sviluppare una sufficiente intuizione per sapere in anticipo il posto migliore dove passare la palla. Il grande giocatore possiede questo istinto e questo è il motivo per cui alcune squadre professionistiche sono così efficaci in attacco anche se sembra che abbiano schemi poco definiti. I giocatori sono di un calibro tale che hanno bisogno di pochi schemi per creare opportunità di tiro. I grandi giocatori sono quelli che hanno imparato a giocare senza palla. Controllano i loro difensori e li tengono occupati e fuori dal gioco. Migliori sono i giocatori e minore necessità vi è di schemi per creare opportunità di tiro. La possibilità di muovere velocemente la palla non è data dallo schema , ma dai fondamentali individuali.