Basket, Tutti Come La Tigre

 

Tigre Basket Difesa

Allenate i giovanissimi? Bisogna cominciare subito ad enfatizzare la difesa. Ecco un campo dove, la specializzazione, è utile e valida sempre. Tutti devono “specializzarsi” a difendere con orgoglio. Il massimo che hanno dentro, poco o molto che sia.

 Durante questo periodo leggete loro questa favola, e commentatela. Poi ,con qualche  “Gioco” e idee ben trasmesse cominciate un cammino che dura una vita.

 Un consiglio? Il miglior modo per insegnare la difesa è cercare di renderla un “bisogno”, quando in realtà nessuno viene in palestra per difendere.

Trovo che il gioco dei “10 passaggi”, che trovate nel sito (Categoria “I Fondamentali”), sia una buona base per far comprendere quello che volete insegnare.

Questo gioco, non è stato costruito solo per l’attacco. Insegnando la difesa e i suoi principi si farà un lavoro completo.

LA FAVOLA

La Tigre

“Un  giorno,  mentre gli animali dello  zoo  di  Roma  stavano allenandosi sotto  gli  occhi  attenti  dell’Elefante  (loro  mega-coach),  arrivo la Tigre.

Scelse una pausa di gioco per attraversare  il campo da basket , con un incedere elegante e uno sguardo truce che  manifestavano  tutta  la  sua  potenziale aggressività.

Bloccati dall’aspetto, tutti gli animali  si  fermarono  per   guardarla  avanzare,  stupiti   ed  un  po’ impauriti.

L’atmosfera gioiosa  dell’allenamento  improvvisamente  si trasformò  in silenzio glaciale.  

UNA SORPRESA IMPREVEDIBILE

Paura

La Scimmia si arrampicò subito sopra un albero,  la Volpe si  nascose dietro  l’Elefante,  il Cavallo  parti’ al gran galoppo verso gli spogliatoi,  ma  il  Delfino  ed  il  Leone,  con la palla tra gli artigli,  non si mossero.

Addirittura il Delfino le sorrise e la salutò con la pinna,  pensando: “Che  magnifico atleta,  mai  visto un  animale muoversi  con altrettanta maestosità,  fa quasi paura!”.  

La  Tigre non li  degnò di  uno sguardo,  si  arrampicò sull’albero più grosso,  appena oltre la linea di fondo e si sdraiò proprio sul ramo che sosteneva il canestro.

L’Elefante si accorse di non avere abbastanza saliva in bocca  e di non riuscire più  a deglutire,  ma pensò che spettava a lui fare gli onori di casa.  Doveva farsi forza,  tutti i giocatori si attendevano, speravano qualcosa dal loro capo.

Si avvicinò all’albero e le chiese:  “Ciao sorella,  a cosa dobbiamo la tua prestigiosa visita?”.

“Mi piace il basket”  rispose con voce tonante”, sono curiosa e desidero giocare,  ma ancora non ho deciso come interpretarlo.  Vorrei osservarlo da vicino per capire meglio,  poi deciderò cosa fare”. 

“Considerati nostra ospite”, rispose gentilmente l’Elefante , “siamo a tua completa disposizione e intanto,  se permetti,  continuiamo l’allenamento”.

GIOCARE E’ FONDAMENTALE

Vieni a giocare La Tigre fece un cenno di  consenso  e tutti gli animali  tornarono sul campo per  riprendere a giocare,  cercando  di far vedere il  meglio del loro repertorio.  

La Scimmia fu fantastica per l’abilità  del suo palleggio,  la varietà delle finte  e  la  precisione  del  tiro  da  fuori.  Aveva anche una caratteristica imprevedibile.

Andava sempre a rimbalzo dopo il suo tiro.  Non lo faceva nessuno, ma proprio per questo motivo aveva scelto di farlo.

Sapeva  che uno spettatore interessato la stava guardando e pensava di  accattivarsi la sua stima con una bella  prestazione.

IL GIOCO IN VELOCITA’

Il Gioco

Il  Leone  prendeva  i rimbalzi volando con le zampe sopra il canestro,  si girava in aria ed “apriva” il contropiede con passaggi  tesi  e  precisi  per  il  Delfino. 

Non palleggiava più del necessario e “serviva” in  avanti  il  Cavallo,  per una  galoppata  “zig-zag” che terminava in acrobatico “lay-up”.

Anche la  Volpe era molto stimolata dalla sua  presenza,  invece  di fare tiri   forzati,  preferiva  organizzare  azioni  collettive   che  faceva terminare con gli “assist” del Delfino per il Cavallo.  

L’allenatore era in  paradiso  nel vedere  tanto impegno  e  stava già pensando  di  ingaggiare  la  Tigre   per   presenziare  tutti  gli allenamenti… Non importava che si allenasse o meno, bastava la sua presenza sugli alberi, in “tribuna”.

Voleva già dirle qualcosa ed aveva girato lo sguardo verso l’albero,  ma vide con sorpresa che la tigre era scomparsa.  

IL GRANDE RECUPERO

Tigre Immagine

Anche gli altri  animali  rimasero  delusi  quando  se  ne  accorsero e L’allenamento terminò con un grosso calo di tensione.

Il giorno dopo l’Elefante andò  nella gabbia della  Tigre,  le chiese la sua  opinione  sull’allenamento  e se  voleva far parte del  gruppo di Basket.  

“Sono  bravi, rispose la Tigre,  ma  vogliono  solo  divertirsi  e non lottare in difesa con la giusta  pratica e sofferenza. Così diventa un divertimento fine  a se stesso”

“Non hanno capito, ma sono giovani e hanno tempo. Divertirsi a non far fare canestro è il vero svago, continuò la tigre. Non basta quel modo di giocare senza precisi scopi. L’impegno deve essere più alto in difesa.”

“Se una squadra vuole  vincere é  proprio li’ che deve applicarsi.  Mi chiedi di far parte della tua squadra,  ma  purtroppo ho un brutto carattere.

Mi arrabbio molto in caso di sconfitta e soprattutto se i miei compagni non s’impegnano in difesa. Non so se “i ragazzi” possono accettare questo mio difetto.”

 SI GIOCA SEMPRE PER VINCERE

 Caos Basket“Osservando questo gioco mi sono  resa conto  che c’é  un solo modo per vincere il più possibile, ma forse non é molto divertente.”   

“I tuoi giocatori mi hanno fatto ricordare un tale che parlava  dell’importanza di partecipare e non di vincere. Non mi piace.

Se anche per voi è la sola  ed unica condizione di fare lo sport, non sono adatta a partecipare.”

“Per questo sono andata via dall’allenamento.” E subito continuò. 

“Sono anch’io dell’avviso che bisogna partecipare…ma agli allenamenti! Quando però  si gioca,  anche una gara amichevole, in allenamento, bisogna dare tutto per vincerla. E lo si fa difendendo.” 

MetacognizioneLA GRANDE RISPOSTA

“Sappi  che sono un Coach che vuole sempre dispensare concetti sani, veri e validi sempre, senza ipocrisie.”

“Sono d’accordo che di gioca sempre per vincere e il divertimento viene dalla soddisfazione  di vedere soffrire gli avversari che non riescono a giocare.  Una sofferenza che porta alla gioia.”

“Non si può pensare che una vittoria sia senza sofferenza. A loro  dico  sempre che  l’unica certezza del  gioco é l’impegno in difesa. Ma le parole se le porta via il vento…

Hanno bisogno di comprendere che la difesa è un legame inscindibile con la vittoria. Chi pensa solo ai punti è proprio fuori strada…e  non sa quanto. I punti sono il merito del gioco di squadra.”

 Ci fu un attimo di interminabile silenzio.

GLI INCENTIVI MATERIALI NON BASTANO

Poi la Tigre continuò tuonando.

Difesa Posizione Fondamentale

“I tuoi giocatori dovranno comprendere questo semplice pensiero che assomiglia anche alla vita di tutti i giorni.

 Non é necessaria una grande abilità per fare una buona prestazione in difesa. Ci vuole fisico,  é vero,  ma anche tanto orgoglio che ti fa star male se si subisce un canestro dall’avversario”.  

 L’Elefante-Coach prese la palla al balzo per dire:

“Non si può parlare guardandosi allo specchio, ribatté  l’Elefante Coach. Puoi essere  un esempio, ma ci vuole anche una educazione che parte dai bisogni. Se non sono una necessità per loro, occorre crearli appositamente. Si può.”

E vedendo che la Tigre non aveva compreso, approfittò dell’attimo di pausa per aggiungere:

“Pensa che le ho provate tutte,  anche con gli  incentivi alimentari. Alla Scimmia ho promesso molte banane in  cambio di soli  cinque tagliafuori per partita.

Al Cavallo biada a volontà per tre sfondamenti,  al Leone un agnello arrosto se usa la sua potenza per anticipare  gli  avversari e per  aiutare tutti i suoi  compagni.

Delfino-Elefante

Al Delfino una razione  in  più di pesce per recuperare   più palloni vacanti ed,  infine,  alla Volpe un bel coniglietto in cambio di rientri veloci in difesa,  per tutta la partita.  

Sai cosa ti dico,  é stato tutto inutile !!!”.

“Hai ragione” , commentò la Tigre. “Ci vuole la motivazione personale, non bastano i premi.”

 “Per  avere quella  spinta  interiore che ti fa  migliorare  in  tutte le attività  della vita,  ci  vuole ben altro. Sono d’accordo per l’educazione che si ottiene creando un bisogno e una abitudine a soddisfarlo”.

L’Elefante, da buon maestro ,comprese subito che gli incentivi non erano solo quelli materiali, bisognava far leva sulla psicologia dell’orgoglio di non farsi battere e di imitare il migliore. Nessuno veniva al campetto pensando alla difesa, non era facile trovare  le parole giuste per avere comportamenti adeguati, ma bisognava provare.

IL LEADER DELLA DIFESA

La tigre e il gioco

Cosi, l’Elefante pensò rapidamente alle ultime parole della tigre e le disse:

“Per cominciare, penso  che i miei  giocatori abbiano anche bisogno  di  un  esempio in campo,  durante gli allenamenti,  quindi  in  partita.”

“Ora  che  mi ci fai pensare,  il  tuo ingresso  in campo  é  stato provvidenziale e nei loro occhi ho letto un timore riverenziale che vuol  dire  stima. Saresti una bella guida per loro.”

“Vieni con noi ed  aiutami, ho bisogno delle tua presenza e impegno. Farai   crescere i miei giocatori. Domani ci alleneremo nel campo della foresta e  presto giocheremo contro i famosi “Real Knickerbokers Jungle’s Team”. Dobbiamo essere pronti e ci sarai di grande aiuto”.  

6-Gioco

La Tigre sentendosi utile accettò con entusiasmo.   L’indomani,  durante la partitella d’allenamento,   fu inserita nel secondo quintetto per dimostrare ai più bravi quanto era importante difendere.

Cominciò  la  sua  esibizione  controllando  la  Scimmia,  abilissima ad imitare   “Monkey-Jordan”,  e   l’annullò   con  una  spietata  difesa d’anticipo,  senza falli.  

Continuò  la  sua  prestazione  contro  il  Cavallo,  che  penetrava  in palleggio come il grande “Crazy-Horse”,  facendolo incorrere in  falli di sfondamento.

Però  la vera grande lotta la  ingaggiò  contro il Leone operando col tagliafuori,  per  impedirgli  di catturare i  rimbalzi d’attacco,  la sua grande specialità.  

La  Tigre digrignò  i  denti,  il  Leone  ruggì  di  rabbia  perché non riusciva  a  ripetersi  nei  suoi  movimenti  abituali.  Fu  un grande spettacolo di agonismo e correttezza,  un esempio per tutti.

Cena nella Jungla

L’allenamento si  svolse sotto  gli  occhi attenti del Presidente-Ippopotamo che,  affascinato  da tanto vigore fisico  fu preso dall’entusiasmo che si placa solo mangiando.  

Mentre i giocatori erano ancora nel fiume per lavarsi,  irruppe  in acqua con tutta la sua mole per congratularsi con gli atleti  ed  invitarli a cena.

La Tigre fece aumentare di molto il rendimento della  squadra perché i compagni  si  sforzarono di imitarla.

Il suo continuo impegno  era un esempio per tutti,  la  sana  aggressività  ,che  manifestava  contro gli avversari, dava  quella  sicurezza che  fece  aumentare  la  fiducia nei singoli.

Poiché il suo impegno difensivo era sempre al massimo,  nessun compagno poteva dare di meno. 

 Non realizzava molti punti,  ma si vinceva per il lavoro oscuro che produceva  e la squadra  primeggiò ancora nel Campionato europeo degli zoo.

Anche i grandi “Real Knicks” furono ripetutamente sconfitti.  

 TUTTI COME LA TIGRE

Tigre senza scritte

L’Elefante era veramente felice  perché  non c’era  chimica di squadra migliore quando , tra le abilità, viene inserito il concetto che tutti devono difendere.

Tutti devono difendere perché tutti devono saper fare tutto. 

E’ sbagliato pensare che basta offrire il proprio talento per  il  bene  della squadra, anche la Tigre doveva imparare a fare quello che facevano gli altri in attacco. 

 Con i suoi mezzi, molti o pochi che fossero.

Questo concetto illuminò l’Elefante-Coach. Perché i talenti dovevano rimanere separati, chiusi nella loro specializzazione, senza aprirsi all’apprendimento globale?

Trigre Attaccante

Se tutti dovevano essere delle Tigri o Leoni, allo stesso modo tutti dovevano prendere l’esempio dal Delfino per organizzare.

Quindi, tutti come il Delfino cercando di imitarlo con quello che si sapeva fare. Poco o molto che fosse. La regola vale per tutti.

Nel Basket si deve correre , ma tutti lo devono fare e non solo il Cavallo. Tutti devono essere abili nelle conclusioni del “Contropiede”.

Così il “Jungle-Team” diventò una squadra migliorata seguendo l’esempio della Tigre. Tutti come la Tigre, sarebbe stato il motto per espanderlo verso gli altri talenti. Soprattutto , tutti come il Delfino per migliorare la propria capacità di gioco.

 L’EVOLUZIONE

Nessuno doveva rimanere nella “Gabbia” della propria specializzazione perché tutti dovevano saper fare tutto,  per il miglioramento generale.

Evolution

Leggendo la partita, e non solo la “difesa”, ci si rendeva conto che chi aveva più talento avrebbe fatto comunque un servizio diverso, per il bene della squadra. Ci penso io, avrebbe detto naturalmente o con l’aiuto del Coach. Nel gioco il valore della palla ha un sapore diverso nelle varie situazioni.

L’ultima azione per vincere la partita l’avrebbe guidata comunque il Delfino, il rimbalzo decisivo l’avrebbe preso  il Leone, il canestro da 3Pt l’avrebbe  fatto  la scimmia e l’attaccante migliore degli avversari ,per vincere la gara, sarebbe diventato la vittima della Tigre. In tutte le altre situazioni, tutti dovevano provare a fare tutto.

Un bel passo avanti rispetto la crescita esclusiva dentro la “gabbia” dei ruoli, giocando allo stesso modo per tutta la gara. Merito dell’Elefante che, con le sue antenne speciali, aveva intuito il progresso del basket.

Quando un giornalista del “Jungle-Gazette” chiese all’Elefante qual era stato l’episodio più importante per vincere il campionato,  gli rispose:

“Un caso imprevedibile. Nella vita vince l’imprevedibilità. E nel basket l’imprevedibilità è il suo sale. Non ci crederai se ti dico che  dobbiamo tutto ad un’entrata  in campo di uno…spettatore, proprio  durante il nostro primo allenamento”.