Tutti Sanno Dire “Fondamentali”

Sanno che è una parola sacra, hanno la certezza che non saranno smentiti, ma non hanno le idee chiare. A mio avviso , naturalmente, riconoscendo di non essere depositario della verità.

Di solito, non sanno rispondere alla domanda “quando-come e perché”, siete d’accordo? Non sanno che non sono una priorità assoluta ma una necessità contingente.

I fondamentali sono nella Bibbia dell’allenamento, ma servono per giocare meglio uno sport “costruito”, le cui basi sono fondamentali. Scontato. Va da sè che il “gioco” ha la priorità in questo sport, che però non è fatto solo di fondamentali.

Ci sono anche le regole che , guarda caso, sono anch’esse prioritarie perchè , quando cambiano, il gioco si modifica. Regole del “regolamento”, naturalmente ma ci sono anche quelle “tecniche” che determinano lo sviluppo del gioco.

Attualmente, il gioco si basa sulle specializzazione dei ruoli per eseguire un gioco di alto rendimento che mira allo sfruttamento della regola col tiro da 3Pt., che vale più di 2Pt., fino al punto di pensare la sua eliminazione.

Il tiro da 3Pt è nato da una “regola” che prima non c’era e, per sfruttarla al massimo ha bisogno della capacità di penetrazione in palleggio, per la sua realizzazione in gara. Si tira da 3Pt. se si usa la “penetrazione in palleggio” come “finto attacco”.

Va da se che due fondamentali hanno la priorità su tutto, il palleggio e il tiro da 3Pt., dentro un gioco che è diventato altamente specialistico.

Un gioco basato anche sulle gerarchie dove la principale riguarda il N°1, il playmaker, poi il N°2, la “guardia” tiratrice, ecct. Nel gioco delle gerarchie si mette in evidenza il “principio di Peter”, una spada di Damocle che si riversa sulle specialità dei singoli.

Nella specializzazione dei ruoli , chi ci rimette maggiormente sono il N°4 il N°5, dipendenti assoluti delle altre gerarchie. Attenzione perché nelle forme gerarchiche della specializzazione si presenterà prima o poi la “Legge di Peter “, che stabilisce l’incompetenza personale ad agire a livelli superiori.

Come detto , con la specializzazione, soprattutto se è  precoce , dentro lo scopo del gioco per tiro da 3Pt. , a rimetterci sono i ragazzi più alti, sistemati di solito a compiere compiti secondari.

Per recuperarli nel basket giocato in questo periodo storico, hanno utilizzato il “Pick-and-roll”.

Un vecchio “gioco-a-due” efficiente, ma sempre per sottolineare l’utilità e bravura del Playmaker, la sua penetrazione in palleggio ed il tiro da 3Pt.

Un palliativo per il “pivot” che blocca e fa poco altro, una capacità tecnica che non lo salverà dalla “sentenza” di Peter perché per competere ad alti livelli bisogna saper far tutto, che tutti sappiano far tutto, ma rigorosamente secondo il proprio talento.  

Ecco, parliamo ora di fondamentali e di come somministrali e per quale scopo. Bisogna legarli ad un gioco, ma quale se tutti devono saper fare tutto? Vogliamo evitare la legge di Peter e dare la possibilità di spostarla nel tempo più avanti possibile?

Il modello, a mio avviso, il giocatore che rappresenta una indicazione “tecnica” di chi ha trascorso il periodo delle giovanili nel modo giusto, è  Nicolò Melli.

Come ha fatto? Sicuramente non posso e non devo dirvelo io, ma il suo allenatore.

Hanno lavorato sui fondamentali direbbero “i saggi”, ma non sapranno mai dire “come-quando e perché”.

Il percorso tecnico è importante, e come è avvenuto il suo apprendimento, i fondamentali  appresi , va chiesto anche a Nick.