Un Piccolo Dettaglio Per Il Tiro

“La mente è tutto. Per un giocatore di Basket è sicuramente più importante della mano e non solo. E’ piena però di conflitti come timore e fiducia e nel caos dei sentimenti cerca la via giusta nel fare i fondamentali.”

Chi ha giocato lo sa. La fiducia nel tiro spesso si diffonde nel corpo se il primo va dentro. Altre  volte il canestro ti sembra una vasca da bagno , più spesso un buco piccolissimo in cui non riusciresti mettere dentro una pallina da Ping pong .

Comprendere e lavorare sulla mente e più importante che sulla tecnica oppure sul fisico. E’ una strada difficile, seguita da pochi istruttori, ma a volte basta osservare attentamente le reazioni alle proposte tecniche per capire il messaggio della loro mente.

Non bisogna essere particolarmente dotati come insegnante, perchè va da sè che la predisposizione a “tirare”  aiuta più di ogni altro accorgimento, ma non è un dono per tutti.

La fiducia viene col tempo lavorando molto e bene sui fondamentali, dicono giustamente tutti, ma che significa praticamente? L’attenzione che si pone nell’osservare la reazione istintiva durante l’esercitazione dei ragazzi è importante e deve far pensare l’istruttore.

L’interpretazione dei ragazzi alle proposte tecniche a volte sorprende. Quella reazione è lo specchio della loro  “mente” che fa comprendere all’istruttore come il dettaglio è assimilato.

IL LAVORO IN PALESTRA

Quando i ragazzi cominciano a tirare, l’allenatore insegna trasmettendo i dettagli. Quasi mai il ragazzo apprende guardano un dimostratore, un giocatore, in modo autonomo. Spesso è il preparatore che dimostra.

Esiste una procedura didattica affinchè apprenda, da solo, i particolari più importanti dopo una prima dimostrazione. Noi usiamo quella perchè siamo contrari a parlare continuamente degli errori. Deve comprendere e correggersi da solo.

Anche tre dettagli da gestire, possono sembrare pochi, ma creano un problema da risolvere. Noi siamo certi che per far migliorare il tiro occorre scoccarlo senza problemi come fanno quelli che  hanno fiducia nel loro talento. Ma non ci sono solo quelli, dobbiamo curare tutti.

Stephen Curry non ha problemi quando tira. Ha tutto sotto controllo con una fiducia enorme.E la fiducia viene col tempo.

Come è possibile migliorarla in fretta? Un principiante , oppure un ragazzo nella prima fascia “Under” non può averla. Noi allenatori dobbiamo lavorare su un semplice concetto psicologico per stimolarla.

Innanzitutto farlo partecipare mentalmente all’apprendimento perchè la consapevolezza è sovrana. Va da sè che l’autonomia sulla correzione è il primo passo. Diciamo loro che gli errori si autocorreggono e che il modo migliore per farlo è quello della rettifica fisica che significa andare a rimbalzo, prenderlo e correggere. Si deve fare per primo ed è meglio di quella tecnica che consiste nel controllo delle spinte, dell’equilibro, della parabola e quant’altro.

Abbiamo detto loro che il modo migliore è prendere il rimbalzo prima che la palla , rimbalzando sul ferro, tocchi per terra. Quindi Tiro-Rimbalzo per migliorare il tiro, con l’autocorrezione fisica. Come già detto.

Tirare e andare a rimbalzo crea un problema, siete d’accordo? Ma non va a sommarsi con quello precedente del tiro “puro”. Lo esclude perchè è il modo di agire della nostra mente. Della serie che un problema più grande elimina il precedente, minore.

In questo modo i ragazzi , inconsapevoli, tirano rilassati e fanno molti canestri in proporzione alle esperienze precedenti , relativamente alle loro capacità e livello tecnico raggiunto. Sono loro stessi , senza imporlo, che poi vanno a rimbalzo volentieri perchè hanno compreso. E’ il risultato di una esperienza individuale consapevole. Comprendere è “lo spirito” del basket. 

Fateci caso. Quando si allenano da soli per “tirare” solamente, senza rimbalzo,  non viene mai inteso con la nostra mentalità di preparatori. Pensiamo semplicemente alla sacralità del tiro e al conseguente rispetto per allenarsi. Il tiro è il fondamentale più importante e non può essere fatto svaccando.

TIRO-RIMBALZO

Inserendo tiro-rimbalzo nel loro “computer” l’allenamento per il tiro sarà sempre fatto col massimo impegno.

Quando prendono il rimbalzo, allenandosi da soli e senza difesa , non possono sbagliare il tiro da sotto canestro, quello successivo, nella immediata vicinanza.

Anche quello va allenato, come se fossero nella situazione partita. Deve essere reattivo, rapido e sicuro. Gli errori vanno auto puniti. E’ educazione sportiva per stimolare la concentrazione.

Va da sè che , se sbagliano il tiro da sotto si autopuniscono con 5 piegamenti sulle braccia. Lo ripetiamo. L’autopunizione è una disciplina mentale per diventare giocatori veri. Per la loro consapevolezza occorre farli crescere con questa idea.

L’autodisciplina è necessaria all’autonomia. Non può essere vista, considerata come una punizione dell’allenatore, ma eseguendola si manda un bel messaggio allo stesso, che apprezzerà la coerenza. E’ un aspetto della comprensione del problema.

Se vanno al campetto da soli e si allenano per il tiro-rimbalzo e non c’è bisogno di farne 200-300-400 realizzati, come fanno in molti , facendosi aiutare da un compagno che passa la palla, oppure dalla macchina lancia-palloni. E’ sufficiente fare 30′-40′ di “Tiro-Rimbalzo” e sono pronti per questo bellissimo gioco, per gareggiare in partita con l’idea di essere sempre pericolosi.

L’1c1 non esiste solo con palla e senza, andare a rimbalzo dopo il proprio tiro completa la pericolosità che diventa cosi devastante. Non c’è bisogno di aggiungere nulla. Si può immaginare tranquillamente il risultato in gara, risultato  che rappresenta la strada per una identità precisa.